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                                                                                                                                                                  film

 

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LA FORESTA DI GHIACCIO - di Claudio Noce - con  Emir Kusturica, Ksenia Rappoport, Adriano Giannini, Domenico Diele - Italia - 2014 - 100' - Antefatto:nel 1994 al confine fra italia e Slovenia, nottetempo, mentre un gruppo di persone entra in Italia clandestinamente, per motivi che non è dato sapere, scoppia una rissa, un giovane viene picchiato selvaggiamente da quello che sembra comandare il traffico e ha il tempo di dire al fratellino di scappare. Vent'anni dopo un giovane tecnico arriva ad una certa diga per fare delle riparazioni e conosce due fratelli di cui uno vive seminascosto sulla diga, l'altro fa strani traffici con altrettanto strani personaggi del paese. Nella zona gironzola anche una sedicente zoologa in cerca di un orso. Brutto noioso film dove fin da subito si capisce che i traffici riguardano passaggi di clandestini su cui qualcuno guadagna denaro e capito questo si capisce anche che la zoologa è una poliziotta slovena che indaga. E alla fine salta fuori che il giovanotto altri non è (ma va!) che il bambino scappato quella notte che nel frattempo è stato adottato, è diventato italiano e torna, come un angelo vendicatore, ad ammazzare i due fratelli che avevano scaraventato giù dalla diga suo fratello (senza che noi si sappia perchè). La storia sarebbe bella, la fotografia è magnifica, i movimenti di macchina meravigliosi e la sceneggiatura fa schifo. E' come se il regista avesse voluto stringere, distillare, prosciugare per dare rilievo al valore dell'immagine tanto da non farci capire nulla. Se potevo sorvolare sul carrello dall'alto in campo lunghissimo sui titoli di testa, tentazione di rifare Kubrik-Shining, dopo essermi annoiata mortalmente, ho trovato intollerabile i cori di musica classica evidente rimando all'epica del primissimo Pasolini (ma come si permette!!!) BRUTTO SENZA APPELLO

 

ANGEL OF REVOLUTION - di Aleksej Fedorcenko - Russia - 2014 - 105' - URSS 1934: alla leggendaria combattente comunista, la bella Polina-Revoluzia,viene chiesto di mettere ordine nelle province dell'estremo nord-est dove gli sciamani dei Khanty e dei Nenets rifiutano la nuova ideologia. Polina convince cinque amici, un compositore, uno scultore, un regista teatrale, un architetto, un regista, ex compagni d'armi diventati artisti famosi e impegnati a diffondere il socialismo, ad andare con lei, convinta che la cultura sia l'arma più potente. Faranno una brutta fine ma i territori saranno normalizzati comunque. Il film, basato su una storia vera, ha delle chicche di sceneggiatura e di ricerca storica: è molto probabile, come a fatto notare Catello Masullo, che gli artisti adoperassero veramente quelle ingenue, naif, tecniche di realizzazione artistica che abbiamo visto nel film. Peccato che il regista ci abbia messo un tempo infinito (circa 3/4 del film) a farci arrivare nei territori dilungandosi troppo nella presentazione degli artisti tramite una serie infinita di flashback. E peccato che abbia esagerato con l'allegoria, il linguaggio sperimentale... Noioso da morire

 

PHOENIX - di Christian Petzold - con Nina Hoss, Ronald Zehrfeld, Nina Kunzendorf - Germania - 2014 - 98' - Germania 1945 (Anno Zero, come ha detto Rossellini). Nelly, cantante, ebrea che era stata perfettamente integrata, vissuta a Londra, sposata con un "ariano", ritorna sfigurata dal campo di sterminio. Tutta la sua famiglia è stata sterminata e lei ha ereditato un fortuna, può permettersi un costoso intervento di chirurgia plastica che, per quanto lei abbia chiesto di tornare come prima, la trasfigura. Tornata a Berlino, Nelly cerca il marito nonostante l'amica Lene le abbia raccontato che lui l'ha fatta arrestare per salvarsi la vita e che il giorno stesso ha divorziato da lei. Nelly trova Johnny, il verme, che non la riconosce ma notando una qualche lontana somiglianza, le propone di fingersi Nelly per mettere le mani sull'eredità. A quasi 70 anni dalla liberazione ei campi di sterminio, è anche normale che il cinema si occupi dei "nostoi", dei ritorni, coma ha già fatto Faenza con Anita B. Ma questo non è un film pieno di speranza e di futuro. E' un film bello, ben scritto e ben girato ma triste, che guarda alla parte oscura di un piccolo uomo di merda e forse anche all'ipocrisia di amici che sono felici del ritorno di Nelly ma che forse si erano allontanati dalla coppia alla promulgazione delle leggi razziali e che forse adesso cerano di rifarsi una verginità da intellettuali. Bello.

 

SONG OF THE SEA - di Tomm Moore - Irlanda - 2014 - 93' - Quella sera, la mamma insegna a Ben una canzone antica, così come gli ha raccontato antiche storie. Gli da la buonanotte dicendogli che sarà un bravissimo fratello maggiore per il bambino che sta per nascere e subito dopo si allontana: il bambino nasce, i capelli di lei diventano improvvisamente bianchi, il papà, guardiano del faro dove vivono, cerca di trattenerla ma...  Resta la piccola Saoirse che, sei anni dopo ancora non parla. Il padre non si è rifatto una vita, Ben in fondo vede la sorellina come colpevole della perdita della mamma, c'è una nonna che vuole a tutti i costi portarli a vivere in città e un grosso cane simpatico e peloso che fa da tutore. Ma la bambina non è esattamente quello che sembra, così come non lo era la madre, è una selkie, una mitica creatura del mare che ha il compito, col canto, di liberare da un incantesimo tutte le creature mitiche che una maga, volendole privare al dolore, ha reso di pietra. Miti celtici, un faro, un amore, un percorso di ri-costruzione di legami, magia, meravigliosa colonna sonora... e un segno grafico semplice e meravigliosamente "tondo" e tenero e poi il mondo del mare che entra in stretto contatto d'amore con il mondo degli uomini (come in Ponyo ma anche come nei miti greci, come nella Sirenetta, come la Narf di Lady in the water), una "Selkie"  che cancella il meno poetico e colto "selfie"... basterebbe "solo" questo ad emozionare. Ma stamattina ho visto questo cartOOn in una sala gremita da centinaia di bambini delle prime classi delle scuole elementari che hanno seguito in silenzio un film in inglese sottotitolato (ma leggevano? capivano l'inglese? o semplicemente "sentivano" come solo i bambini possono fare?) e quando il film si risolve, la Selkie canta e rivive e scioglie le pietre liberando le creature magiche... i bambini, centinaia di bambini, hanno cominciato ad applaudire e io ho pianto. Ho pianto di gioia, di emozione, di impatto con la gigantesca emozione della sala. Non sì è spaccato il cuore, il cuore si è aperto. L'insegnamento? Quando non proviamo più dolore, diventiamo cuori di pietra. Intellettualibarbosi... pensateci. IL FILM PIU' BELLO CHE HO VISTO QUEST'ANNO. GRAZIE.

 

TUSK - di Kevin Smith - con Michael Parks, Justin Long, Haley Joel Osment, Génesis Rodríguez, Johnny Depp - SA - 2014 - 102' - Wallace e Teddy gestiscono un gettonatissimo podcast che condivide video horror-splatter virali. Wallace, sulle tracce di un mattacchione canadese, si ritrova a Mantoba a casa di un personaggio che sembra avere storie fantastiche da raccontare. E si ritrova rapito, narcotizzato e progressivamente mutilato perchè... perchè il personaggio, molto più che innocuamente mattacchione ma del tutto pazzo, da tempo cerca di ricostruire un certo tricheco che, pare, lo abbia salvato da un naufragio, ricostruirlo tramite chirurgia. Ma Wallace riesce a lasciare un messaggio alla ragazza e al socio che si mettono sulle sue tracce e trovano anche un investigatore, mattacchione, che da un paio di anni sta sulle tracce dell'unico serial killer del felice Canada ed è, neanche a dirlo, uno stratosferico Johnny Depp, qui perfino leggermente strabico. Horror? Splatter?  Mhmmmm... si, certo ma senza mai diventare spazzatura grazie ad un sapiente gioco di trucchi che non sono effetti speciali ma lavoro di trucco parrucco. E sempre così intelligentemente intriso di umorismo, che si arricchisce anche della reciproca antipatia fra USA e Canada, che proprio non si riesce ad avere paura. A latere ma non troppo, le considerazioni sulla crudeltà degli animali e dell'uomo. DIVERTENTISSIMO

 

I GUARDIANI DELLA GALASSIA - di James Gunn - con Chris Pratt, Zoe Saldana, Dave Bautista, Vin Diesel, Bradley Cooper -  USA - 201 - 121' - Per chi ama il genere, collocato all'incrocio tra SCI-FI, comics e avventura, è valsa senz'altro la pena di fare un'ora di fila (sì, un'ora) per garantirsi l'entrata visto che la sala per l'anteprima accreditati, incredibilmente, è la più piccola dall'Auditorium (50/60 sedie scomodissime). Mi aspettavo la ressa e invece sala semi deserta perché... Perché in realtà non era una anteprima, così come c'è ne sono molto poche, ho scoperto, in questa edizione. Tagli drastici, povero Müller, che non può portare a Roma i suoi adorati cinesi dovendo fare cassa cm il pubblico. E di pubblico questo film ne avrà a valanghe, un po' perché Roma è troppo grande per non avere grandi numeri ma soprattutto perché i ragazzi si scaraventano al cinema.Il film l'ho trovato vecchio e nuovo allo stesso tempo; vecchio perché ho il sospetto di avere sbirciato qualcosa nei fumetti, che qualcuno somigli a qualcun altro... Che qualcuno sia uno spin off, che so?, magari degli Avangers... I ragazzi ne sanno sicuramente di più; ma nuovo perché, anche ci fossero citazioni e non solo,profumi, alla fine domina la computer grafica che in una operazione di questo tipo deve essere per forza innovativa. Vogliamo parlare dell'astronave dei cattivi, canonicamente nera, le cui ali sono fatte di tanti moduli circolari che ruotano facendo cambiare la forma a seconda dell'assetto di volo? Un amico intellettuale una volta mi disse che se un film ti lascia il tempo di notare questi dettagli, allora è un brutto film perché non ti ha catturato. Che sciocchezza! Intanto chi si occupa di cinema (e non ne scrive soltanto) dovrebbe avere la capacità di "leggere" a vari livelli; e poi questo genere di film in cui il regista è DAVVERO creatore di un mondo sono fatti anche per meravigliare l'occhio. Senza contare che i dialoghi in questo contesto è in questo film, hanno due funzioni: non farci perdere il filo e divertirci con le battute comiche. E quindi la "parola" è leggera e lascia molto spazio all'immagine.Ovviamente mi è piaciuto moltissimo.
 

I MILIONARI - di Alessandro Piva - con Francesco Scianna, Valentina Lodovini, Carmine Recano - Italia - 2014 - 104' - L'ascesa e la sconfitta di un capo camorra che il regista sceglie di presentarci in carcere e di farlo parlare in film a cornice (unico flash back) facendogli ripercorrere con VFC la sua vita da quando era adolescente all'età adulta fino al carcere, dagli anni '70 agli anni 2000 tutto corredato da musica che più leggera no si può, spesso cover in stile new melodic partenopeo. Film scontato, film di cui, fra sparatorie, guerre trasversali, tradimenti e avvicendamenti non dice francamente nulla di nuovo. L'unico merito è nel raccontare come possono dei ragazzi entrare nell'orbita della camorra e diventare assassini; basta che un padre che si è sempre guadagnato "onestamente" da vivere vendendo audio cassette pirata, muoia i infarto lasciando alla famiglia una ipotea sulla casa, che un piccolo boss dia alla inconsolabile vedova i 14 milioni di lire per ricomprare la casa in asta giudiziaria e il gioco è fato, i figli entrano uni alla volta, nel suo gruppo di fuoco. Forse poteva essere un corto, forse, un film migliore. Non se ne sentiva l'esigenza.

 

TIME OUT OF THE MIND - di Oren Moverman - con Richerd Gere - USA - 2014 - 120' - George ha disceso tutta la possibile china ed è diventato un clochard a New York City. Non ha casa, non ha lavoro, non più un documento di identità. Ha solo una busta con qualche indumento e una figlia che ha abbandonato quando lei aveva 12 anni, dopo la morte della moglie e che adesso non vuole saperne di lui. Finisce in un centro di assistenza e incontra un insopportabile chiacchierone che però, anche ossessivamente, lo convince che deve fare qualcosa prima di precipitare nel baratro. Insolito e meraviglioso Richard Gere in panni da clochard (per quanto pulito, come ci tiene a precisare a tutti quelli cui chiede ospitalità come ha fatto per dieci anni) Film prevedibilmente e necessariamente lento ma con una scelta di regia originale: George è sempre visto "attraverso" qualcosa; che sia il vetro di un bar, o il riflesso di una lampada, o lo spiraglio di un vicolo o un taglio dall'ato (per parlare di immagine); che sia attraverso le voci della città, a volte indistinte, altre volte chiare... George è sempre "dietro" qualcosa, opaco e invisibile. Soltanto nella scena del dialogo con la figlia George è finalmente in primo piano. E poi...

 

THE PROPHET - di Roger Allers e altri 8 autori - con (voci) Liam Neeson, Salma Hayek - Canada, France, Lebanon, Qatar, United States - 2014 - 84' - Tratto dall'omonimo libro di Kahlil Gibran, questo film di animazione, al momento, vale da solo il costo dell'accredito (60 euro per i "culturali"). Almitra ha sette anni, vive in un isola che potrebbe essere Turchia agli inizi del 900 ma dove curiosamente, per essere islamici, si beve il vino e dove c'è un cimitero con croci cristiane. Dopo la morte del padre, Almitra da due anni non parla più ed è una bambina terribile, di quelle che passa o cade o inciampa rovesciando carretti di frutta, infrangendo bicchieri. La madre lavora a casa del poeta-pittore, prigioniero perché sedizioso per il regime. Sui dialoghi-insegnamenti del poeta con la bambina e con gli abitanti dell'isola, si innestano otto corti di animazione realizzati da altri otto animatori, corti che fra i testi di Gibran, la colonna sonora è la qualità del segno che è più pittorico che semplicemente grafico, sono otto piccoli capolavori.
BELLISSIMO
 

STILL ALICE - di Richard Glatzer, Wash Westmoreland - con Julianne Moore, Alec Baldwin, Kristen Stewart - USA - 2014 - 99' - Alice, 50 anni, brillante docente di linguistica alla Columbia, tra le migliori intelligenze del suo ambiente accademico scopre di avere l'alzheimer. E con lei percorriamo, dolorosamente e con paura, tutte le tappe, da quella prima parola che non le viene (a quanti di noi capita?) durante una conferenza, a quella prima volta, subito dopo, che N maniera spaventosamente deflagrante, Alice si perde nel suo campus universitario dopo la sua abituale corsetta mattutina. E giù, in inesorabile discesa, seguendo tutti i trucchi che Alice adotta fino a quando potrà.
Non durerà molto, non avremo il tempo di seguire il passaggio delle stagioni a new York come altri film ci hanno consentito di fare o se succede, di sicuro regista, sceneggiatore, direttore della fotografia e costumista, ci fanno stare in un perenne autunno newyorkese, con quei colori caldi in un film che mette il gelo nel cuore. Strepitosa Julianne Moore.

 

GUIDA TASCABILE PER LA FELICITÀ - di Rob Meyer - con Kodi Smit-McPhee, Ben Kingsley - USA - 2014 - 85' - David, 15 anni, villetta in zona residenziale nello stato di New York, ha perso la madre, madre importante più del solito perché gli aveva insegnato a fare birdwatching, attività che affronta da "professionista". Proprio a ridosso del nuovo matrimonio del padre, David avvista una anatra rarissima, dal mondo degli ornitologi, considerata estinta, e parte con gli amici alla ricerca del volatile per poterlo fotografare. Il viaggio è, come sempre, occasione di catarsi (tanto più che è in una natura meravigliosa) e di crescita. Prevedibile la ricomposizione del rapporto col padre e l'ingresso nel mondo, per quanto adolescenziale, dell'amore: David bacerà la sua prima ragazza.
Film di aperture della rassegna Alice nella città, grande partecipazione degli studenti, sala gremita e vociante quando era giusto vociare, un po' come in Nuovo Cinema Paradiso quando i paesani partecipano e interloquiscono con la pellicola.
Film ovviamente carino e pieno di buoni sentimenti ma, per gli adulti, francamente un po' noioso.

 

SOAP OPERA - di Alessandro Genovesi - con Fabio De Luigi, Cristiana Capotondi, Ricky Memphis, Chiara Francini, Elisa Sednaoui, Ale & Franz, Caterina Guzzanti, Diego Abatantuono - Italia - 2014 - 87' - In un piccolo condominio che potrebbe essere a Manhattan, si intrecciano varie storie. Francesco ha un amico depresso, Paolo, che si presenta in casa con una pistola rubata al padre della sua ragazza che è in ospedale per partorire. E mentre Francesco accompagna all'uscita una ragazza avventura occasionale interrotta proprio dall'arrivo dell'amico, nel condominio si sente uno sparo. Tutti si ritrovano per le scale: i due fratelli gemelli attempati di cui uno paralizzato dopo un incidente di cui è responsabile l'altro; la nota attrice di una nota soap opera che è sessualmente attratta dagli uomini in divisa... E si scopre che ad uccidersi è il quarto condomino che vive da solo con Arturo, il gatto. E da Parigi arriva la fidanzata del suicida che gli aveva appena annunciato di voler finire la loro relazione. E arriva anche il commissario dallo smagliante sorriso, uno strepitoso Abbatantuono con bianchissima dentiera. Tutti al commissariato in una catena di equivoci e rivelazioni. E su tutto Anna che ha lasciato Francesco dopo che lui l'ha tradita e adesso dice di stare con un altro che di chiama Francesco è da cui aspetta un figlio....
Tutte situazioni da soap opera concentrate in 90 minuti esilaranti, tutti giocati sulla scrittura e sugli straordinari tempi comici degli interpreti. Un film corale come nella migliore tradizione della commedia all'italiana dove non manca nemmeno il morto. Su tutto una straordinaria scenografia da teatro di posa, come nelle soap opera dove, qui, è tutto dichiaratamente finto, soprattutto la neve.
A volte inquadrature dall'esterno sulle finestre che non possono che rimandare a Hitchcock e, a deliziare l'occhio, per almeno due volte, all'inizio a lasciarci a bocca aperta, lo spaccato del condominio con una casa di bambole con tanto di foratino sezionato.
Film divertentissimo e molto molto intelligente.
Grande inizio

 

fiore di cactus :)

 

 

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