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RUGANTINO

Più che una scheda Rugantino merita un percorso tutto suo perchè l'unico film è

RUGANTINO -  Pasquale Festa Campanile, 1973 - Italia - 110

con un volenteroso ma improbabile Adriano Celentano nella parte di Rugantino e di una invece molto credibile Claudia Mori nella parte di Rosetta e Paolo Stoppa nella parte di mastro Titta.

Rugantino però nasce come opera teatrale, firmata da Garinei e Giovannini con le musiche di Armando Trovajoli (e tra le musiche le intramontabili "Roma nun fa la stupida" e "Ciumachella"). Va detto che le musiche erano state un problema dovendo raccontare di una Roma che all'epoca della storia non aveva una grande tradizione musicale.

 

Contemporaneamente alla stessa idea lavoravano tre sceneggiatori cinematografico: Pasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa e Gigi Magni ed ecco spiegato il film.

 

La maschera romana di Rugantino nasce nel 1848 dalla penna Odoardo Zuccari che il 13 settembre 1848 presenta il personaggio sul primo numero di un foglio satirico. Inizialmente doveva essere la caricatura di un gendarme ma assume presto la connotazione di un giovane bullo di rione spaccone pronto a tutto a parole e pavido nei fatti.

 

La commedia di Garinei e Giovannini è stata rappresentata per la prima volta a Roma , al teatro Sistina, il 15 Dicembre 1962 con Nino Manfredi (Rugantino), Lea Massari (Rosetta), Aldo Fabrizi (mastro Titta), Bice Valori (Eusebia).

La storia: Rugantino scommette con gli amici che riuscirà a conquistare Rosetta, moglie del gelosissimo Gnecco. I due finiscono per innamorarsi davvero tanto che Rugantino sta per rinunciare ma Gnecco viene ucciso e lui, pur di non perdere Rosetta che ha scoperto la faccenda della scommessa, si autoaccusa dell'omicidio e finirà decapitato dall'amico mastro Titta che con la testa di Rugantino, trecentesima della sua carriera di boia, potrà chiedere l'annullamento del matrimonio e sposare Eusebia.

Intorno a Rugantino una Roma dove le storie della gente di Rione sono accanto a quelle dei nobili papalini annoiati. Da notare che parlano la stessa lingua romanesca.

 

Il finale era certamente un problema: non era facile far passare il pubblico dalla leggerezza al dramma, raccontava Manfredi.

La sera della prima il finale fu seguito da dieci lunghissimi secondi di silenzio e da un boato di applausi: la gente stava applaudendo con gli occhi lucidi. L'anno dopo Rugantino era in viaggio per New York.

 

La seconda edizione di Rugantino è del 1978 con Enrico Montesano (Rugantino), Alida Chelli (Rosetta), Aldo Fabrizi (mastro Titta), Bice Valori (Eusebia)

 

 

 

 

La terza edizione è del 1998 con Valerio Mastrandrea (Rugantino), Sabrina Ferilli (Rosetta), Maurizio Mattioli (mastro Titta), Simona Marchini (Eusebia)

 

 

 

 

Nelle tre edizioni tanti attori romani ma anche attori come Bice Valori o Lea Massari che romane non erano ma che erano "attrici" dove Adriano Celentano, per quanto davvero volenteroso, certo non poteva arrivare a quella lingua "stanca" (come la definisce Gigi Magni) che è il cuore dell'opera

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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