Approvato
un disegno di legge del vicepremier Francesco Rutelli
Norme rigorose anche per videogame e cartoni animati
Rivoluzione-censura: divieti per gli under 10 per i film obbligo
di autocertificazione
Per i trasgressori multe fino a 100 mila euro e il carcere fino a sei
mesi
ROMA - Vietato ai minori di anni dieci. Nel cinema, alla tivù e anche nei
videogame. Le nuove regole della censura sono contenute in un disegno di
legge del vicepremier Francesco Rutelli approvato stamani dal Consiglio dei
ministri. "A tutela dei minori nella visione dei film e dei videogiochi" è
il titolo del provvedimento. Tra le novità anche il divieto ai minori di 10
anni per alcuni film considerati a rischio o troppo violenti per i più
piccoli.
Ma non è la sola novità. In pratica il testo certifica la morte della
censura e l'introduzione del metodo dell'autocensura. La legge, aveva
spiegato il ministro dei Beni Culturali proprio qualche giorno fa, "rovescia
la solita impostazione, favorendo un sistema di autocertificazione come
accade in molti altri stati. Il governo non avrà più funzione di censura ma
stabilirà un sistema di autoregolamentazione responsabile". Pene severissime
per chi non rispetta l'autocertificazione.
Il vietato ai minori di anni 10 è il terzo step - dopo quello che riguarda i
18 e i 14 anni - di censura reso necessario da casi clamorosi di film molto
cruento ma non vietato. In realtà sono tante, ormai troppe, le pellicole più
o meno dark, supereroi alle prese con diabolici nemici, persino cartoni
animati ad alto tasso di violenza. Ci si sta interrogando anche sull'ultimo
film di Harry Potter o sulle avventure dei Pirati dei Caraibi con mostri e
violenza.
Il ddl di Rutelli, oltre alle tre fasce di età, introduce un nuovo sistema
in cui sono direttamente produttori e distributori ad autocertificare il
loro film, proponendo l'eventuale divieto. La verifica viene poi fatta
dall'amministrazione, per i primi due anni su tutti i film, poi a campione o
su richiesta. Tra le novità anche la nuova Commissione di classificazione
dei film per la tutela dei minori, che sostituisce la vecchia commissione
alla quale fin dal 1962 è affidato il compito di dare il nulla osta per la
proiezione, con l'attribuzione del divieto ai minori di 18 anni.
La nuova Commissione sarà snella (articolata in sole tre sezioni) e molto
qualificata con al suo interno anche magistrati che si occupano di bambini e
psicologi dell'età evolutiva. Nel caso di dubbio, produttori e distributori
potranno rivolgersi, pagando, alla Commissione chiedendo che esprima un
parere validando la classificazione. Quanto al criterio per la
classificazione, nel disegno di legge viene chiesta attenzione al contesto
narrativo generale, ma anche a possibili comportamenti emulativi in rapporto
all'età degli spettatori.
Tra gli elementi di cui tenere conto linguaggio, violenza, pornografia, uso
di sostanze stupefacenti, condotte criminali, discriminazioni, nazionalità,
disabilità maltrattamenti di animali. Senza una classificazione, in ogni
modo, il film non potrà essere proiettato. Per i trasgressori (imprese ed
esercenti) il rischio di sanzioni amministrative fino a 100 mila euro e
l'arresto fino a sei mesi.
(Repubblica 20 luglio 2007)
AMCT