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SATURNO CONTRO - Ferzan Ozpetek - Italia - 2006 - 110'

 

Cast a dir poco stellare per la nuova fatica di Ozpetek:  Stefano Accorsi, Margherita Buy, Pierfrancesco Favino, Luca Argentero, Ambra Angiolini, Serra Yilmaz, Ennio Fantastichini, Isabella Ferrari, Filippo Timi, Michelangelo Tommaso, Milena Vukotic, Luigi Diberti, Lunetta Savino... Un film corale come nella migliore tradizione della commedia all'italiana che Ferzan conosce bene, visto che la sua formazione cinematografica è tutta italiana (Centro Sperimentale di Cinematografia).

 

Di nuovo Ozpetec gira in un interno che pare sia proprio casa sua e di nuovo racconta le dinamiche di un gruppo di amici che, in una grande città, capita sempre più spesso che sostituiscano la famiglia, che diventino "famiglia allargata".

Di nuovo c'è l'ottimismo di vedere relazioni equilibrate fra etero e omosessuali, di nuovo il sentimento forte della perdita.

E di nuovo Ozpetek conferma che un attore di modeste capacità, se diretto da un regista sensibile e intelligente, riesce a dare moltissimo, riesce a "recitare" davvero. Era stato il caso di Gabriel Garko (bello, tanta fiction, tante serie TV, film di Neri Parenti...) ne "Le fate ignoranti" e poi di Raoul Bova (bello ma incastrato in personaggi da poliziotto o carabiniere)  ne "La finestra di fronte".

Stavolta è il turno di Ambra Angiolini, proprio lei quindicenne di Boncompagni "Non è la Rai"; dopo una carriera da showgirl, cantante e presentatrice TV, debutta come attrice.

 

Tutte le carte in regola, sembrerebbe, dunque, per questo nuovo film di Ozpete.

E invece manco pe' gnente, si dice dalle parti mie.

E' successo che stavolta Ozpetek è andato a guardare dentro una realtà e una "classe", mi si consenta il desueto termine, che lui conosce bene perchè è la sua di appartenenza. contrariamente agli altri suoi film dove i suoi borghesi entravano più o meno traumaticamente con un mondo fatto di comuni mortali infelici, qui la vicenda si svolge tutta dentro un gruppo di borghesi piccoli e grandi che incontrano la perdita di uno di loro.

Come dire che l'evoluzione dei personaggi, elemento indispensabile per ogni narrazione (filmica e non) degna di tale nome, avviene tutta "dentro" la loro realtà.

Il mondo non c'è. Non ci sono i nervi scoperti anche se l'argomento non è leggero.

Se è vero da una parte che la nostra non è più la società di "Ladri di biciclette", è però anche vero che non tutta la nostra società è fatta dai personaggi che hanno "Saturno contro" (tipica espressione di certa superstizione astrologicamente colta). Questi sembrano la versione drammatica dei personaggi di Gabriele Muccino.

Ferzan non guarda più nella mense dei (nuovi) poveri di "Cuore Sacro", o nelle case modeste di Garbatella e nei ricordi di sterminio di "La finestra di fronte", meno che mai ai Mercati Generali di Ostiense.

La traccia neo-realista si perde senza che Ferzan tocchi altre cose particolari.

Che peccato. Ma dati i precedenti speriamo bene nel futuro.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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