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SENSO - Luchino Visconti - 1954 - Italia - 117

 

Siamo a Venezia nel 1966, alla vigilia della battaglia di Custoza (terza guerra di indipendenza)

 

Primo film a colori di Luchino Visconti liberamente tratto dal racconto omonimo di Arrigo Boito.

La contesa Serpieri (Alida Valli) fervente patriota, si innamora fatalmente di un ufficiale austriaco e finisce per tradire la causa per dare a lui del denaro destinato ai volontari che gli servirà per essere esonerato dalla battaglia. Ma quando lo trova con un'altra donna, la contessa non esita a denunciarlo pur sapendo che sarà fucilato.

 

Il film non fu accolto bene, molti critici accusarono Visconti di aver tradito il neorealismo (Ossessione, La terra trema, Bellissima...). ma Visconti con questa opera segna il suo passaggio ad una stagione più complessa, dove racconterà la dissoluzione umana fisica e morale, praticamente fino alla fine della sua carriera

Senso, all'interno di uno scrupoloso e dettagliatissimo contesto storico, racconta di un dramma privato che si avvicina molto al melodramma di cui visconti è grandissimo appassionato.

 

Molti nomi familiari nella realizzazione del film: Francesco Rosi e Franco Zeffirelli assistenti alla regia, Giuseppe Rotunno operatore alla macchina (diventerà uno dei più grandi direttori della fotografia del nostro cinema italiano)

 

A parte le preziosità che ritroveremo da qui in avanti in tutta l'opera di Visconti, una nota merita la scelta delle scene della battaglia e della fucilazione dell'ufficiale. Contrariamente a quanto fanno altri registi e che fa anche Visconti nel resto del film, in queste sequenza non adopera nessuna colonna sonora a commentare e sottolineare la drammaticità della situazione ma lascia solo i rumori veri: spari, squilli di tromba, urla per la battaglia; tamburi, ordini secchi, i colpi del plotone di esecuzione.

 

Senso venne presentato, con grandi polemiche, alla XV Mostra di Venezia.

La serata della premiazione fu piuttosto tumultuosa: il film di Visconti venne completamente ignorato dalla giuria che preferì assegnare  Leone d'Oro a Renato Castellani con Giulietta e Romeo.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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