film
SETA
- François Girard - 2007 - Canada / Francia / Italia / Regno Unito /
Giappone - 112'
Francia fine '800. In giovane Hervè torna nel suo villaggio in licenza, incontra Helene e nel frattempo un intraprendente imprenditore del settore tessile decide di riaprire la filanda e produrre seta. In tutta l'Europa i bachi sono malati ma lui riesce a mandare Hervè in Giappone ad acquistare di contrabbando bachi senza malattie.
Già nel primo viaggio Hervè resta incantato dalla donna del potente mercante che gli vende i bachi.
Al secondo viaggio succede qualcosa, nei tempi e nelle silenziose modalità dell'oriente, tanto che lei gli affida un biglietto.
Tanto che l'inverno successivo, nonostante la scienza dei coniugi Pasteur abbia trovato rimedio alla malattia dei bachi europei e nonostante la guerra in Giappone, Hervè decide di tornare. Trova il villaggio distrutto, insegue il mercante e la sua donna che sono in fuga e il mercante che ha scoperto tutto e gli fa grazia della vita.
Torna da Helene e sembra che la vita finalmente prenda un corso tranquillo ma...
Personalmente, nel silenzio e nelle modalità dell'amore per una donna giapponese per giunta sposata (o qualcosa del genere se non peggio) non ho capito se l'amore con Hervè è stato mai consumato. Di certo lei gli ha procurato una notte d'amore con una giovane ed è stata a guardare, ma il giorno dopo lui l'ha trovata "finalmente sola" nel laghetto delle terme. A questo punto il regista però ha fatto "nero" o "dissolvenza", non ricordo, come diceva Woody Allen, e non sapremo mai se è successo qualcosa, perchè il resto del film ci lascia solo supporre.
Formalmente bello ma ovviamente lento lento lento. Tanto che solo in un momento ho auto un guizzo di attenzione, quando lui arriva nel villaggio e decide di andare a cercare il suo amore.
Ma è stato solo un attimo.
AMCT