TV, fiction e non solo

Sgarbi debutta ed è subito flop
La Rai sospende il programma

Risultati poco incoraggianti per il primo appuntamento di "Ci tocca anche Vittorio Sgarbi", su RaiUno. Circa due milioni di telespettatori: la metà di quello che RaiUno realizza abitualmente in quella fascia oraria. E viale Mazzini dice stop. Il critico: "Non mi aspettavo questi ascolti"
 

Risultati d'ascolto ben poco lusinghieri per il primo appuntamento con Ci tocca anche Vittorio Sgarbi, il programma condotto dal critico d'arte e politico in onda in prima serata su RaiUno. Gli ascolti non sono andati oltre l'8,3% di share, con circa due milioni di spettatori: la metà di quello che, di solito, RaiUno realizza abitualmente in quella fascia. Meglio tutti gli altri. A partire dalla finale di Europa League 1 fra le squadra portoghesi, che ha ottenuto il 9,35% di share con due milioni 577 mila spettatori. Ma soprattutto Chi l'ha visto, dedicato alla vicenda di Melania Rea 2, con oltre quattro milioni di spettatori e il 15,6% di share; e poi Le Iene con tre milioni e mezzo di spettatori e il 15%; I liceali, su Canale 5, con il 15% di share. Considerato il risultato, la Rai ha deciso di sospendere il programma. "La decisione è stata comunicata al professor Sgarbi - si legge in una nota di viale Mazzini - che l'ha condivisa".

Il commento. "Non mi aspettavo questi ascolti, ma volevo fare quella trasmissione", ha detto il critico d'arte in conferenza stampa. "Non sono pentito e non volevo fare altro". Sgarbi non ha poi risparmiato un attacco a Roberto Saviano: "Ha successo parlando di mafia ma non parla mai di energie rinnovabili. Prendo atto che abbiamo visioni diverse: per me combattere la mafia significa combattere gli interessi che ha nel fotovoltaico. Non ho intenzione di cedere e chiederò 10 milioni di euro ai giornali che hanno parlato di mafia a Salemi". Ai microfoni 4di Radio Capital Sgarbi ha poi affondato ulteriormente sull'autore di Gomorra: "Saviano - ha detto - è una di quelle persone che si compiacciono di far vedere l'Italia brutta".

L'opposizione: "La Rai spieghi". Positiva l'accoglienza di tutta l'opposizione alla decisione di Viale Mazzini. "Un programma come quello di Sgarbi, voluto nell'ultima stagione di Masi come direttore generale Rai, per ragioni non certo televisive, che fa l'8% su Rai1 in prima serata, non poteva che essere immediatamente chiuso", ha commentato il capogruppo Pd in commissione di Vigilanza, Fabrizio Morri. "Occorrerebbe ora sapere quanto è costata ai contribuenti questa scellerata avventura e magari chiedersi se i danni arrecati alla Rai non possano essere richiesti ai responsabili veri di questa figuraccia da parte del servizio pubblico". Sulla stessa linea il collega Udc in commissione, Roberto Rao: "La decisione assunta dalla Rai dopo il flop di ascolti della prima puntata era obbligata. Resta il dubbio - ha concluso Rao - di quanto sia costata e quanto ancora costerà all'azienda questa operazione, se è vero che per la sola scenografia, che difficilmente potrà essere riutilizzata, sia stato speso quasi un milione di euro. Su questo la Rai deve fare chiarezza".

La puntata. Le immagini del Giudizio universale di Michelangelo e sequenze di catastrofi, dal crollo delle Torri Gemelle allo tsunami in Giappone al terremoto dell'Aquila. Sulle note del Dies Irae. Il programma si è aperto così, con una sigla di forte impatto seguita da un monologo che doveva durare 22 minuti (due piu di Roberto Saviano a Vieniviaconme 5) e invece finisce con l'occupare quasi l'intera trasmissione. Fino al colpo di teatro finale, l'ingresso in studio del figlio ventenne Carlo. Completo nero e camicia bianca, Sgarbi entra nello studio, chiama accanto a sé il vescovo di Noto, don Staglianò, poi si rivolge agli spettatori: "Vogliamo mostrare ciò che l'Italia è, la sua grandezza, non il male, non il pettegolezzo, non il vizio di cercare il male degli altri, vorremmo far vedere il bene". Il monologo entra nel vivo, il tema è la paternità ma il filo conduttore è sempre lui, Sgarbi. Che chiama a raccolta un ampio pantheon di "padri" - Cossiga e Carmelo Bene, Pasolini, Walter Chiari. Digressione sulle vicende giudiziarie che hanno coinvolto, con l'inchiesta della Guardia di finanza di Trapani, il comune di Salemi di cui è sindaco: "Una macchina costruita per ostacolare il programma", sostiene. Parla di bellezza e paesaggio e la butta in politica, denuncia lo "scempio" degli impianti eolici (a meno di un mese dal referendum sul nucleare) nelle campagne italiane, soprattutto pugliesi. La chiusura con il figlio, Carlo Brenner Sgarbi, che molte cose ha in comune con il padre, prima fra tutte l'atteggiamento di chi si sente molto sicuro di sé. In scaletta ci sarebbero ancora tante cose ma il tempo stringe. "Sarà per la prossima puntata", commenta paziente la bionda Monica Marangoni. Lui si ravvia i capelli, "forse sarà l'ultima diretta", dice. Mai battuta fu più profetica.

 

da Repubblica on-line


 

film

corti

cartOOn

TV - fiction

eventi

percorsi

news

soggettive


cinecittà

scuola di cinema

cineteca nazionale

museo del cinema

istituto luce

casa del cinema

SAS cinema


AIC

AITS

AMCT

ANAC

ASC


Venezia

Roma

Torino

Locarno

Pesaro

Giffoni

David di Donatello

       ...e tutti gli altri


festivalcortometraggi


film in sala


Italica Rai

35mm

FilmUp

CastleRock

Cinefile

Cineboom

IMDB

Kataweb cinema

ArchivioImmagini

FantaFilm

tutti i film per anno


RAI

RaiClick

Televideo


film commission


WebCam


produzioni