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Spaghetti western in Laguna, nel segno di Tarantino
Alla 64ma Mostra del Cinema, la retrospettiva 'Western all'italiana'


Tra i film in programma: 'La resa dei conti', di Sergio Sollima, con Tomas Milian e Lee Van Cleef
C'era una volta lo spaghetti western. E c'è ancora. Reso grandissimo da Sergio Leone, ''frequentato'' da decine di altri registi negli anni '60 e '70, stra-citato anche in tempi recenti in molti film (Made in Usa e non solo), il genere più polveroso del cinema sarà protagonista a Venezia in una retrospettiva che ha per padrino il suo fan numero uno: Quentin Tarantino.
La retrospettiva rientra in quella Storia segreta del cinema italiano iniziata nel 2004 e che, nelle ultime quattro edizioni della Mostra, ha rilanciato il recupero di quel "cinema italiano invisibile" spesso ridotto a pellicole o videocassette ormai logore e inguardabili. Non ci saranno, quindi, i grandi titoli alla Sergio Leone ma solo quelli più ''nascosti'', salvati anche grazie all'opera di pochi appassionati.

La rassegna - presentata dal direttore della Mostra Marco Muller - scaverà anche nel dietro le quinte degli spaghetti western, con aneddoti e storie raccontate dai protagonisti. Come quella volta che il cavallo si buttò a terra rifiutandosi di caricare il corpulento Bud Spencer o, restando in tema equino, la storia dei cavalli usati da Leone in 'Giù la testa' che, al termine di ogni giornata, venivano portati sul set di un più economico ''spaghetti'', ormai esausti.

"Il western all'italiana - ha detto Tarantino in un videomessaggio proiettato durante la presentazione - è un genere fra i più grandi, per quanto ne so, nella storia del cinema mondiale e sicuramente nella storia del cinema italiano. In realtà, i film western all'italiana non sono mai stati davvero apprezzati". Il regista di Kill Bill sarà al Lido per l'inaugurazione, e si spera che l'occasione non venga colta per riaccendere le polemiche scatenate dalle sue recenti critiche al cinema italiano di oggi.

Trentadue i film presentati in rassegna, con titoli come 'Il ritorno di Ringo' di Duccio Tessari, con Giuliano Gemma e musiche di Morricone, 'La resa dei conti' di Sergio Sollima, con Tomas Milian e Lee Van Cleef, 'Un dollaro bucato' di Giorgio Ferroni, 'Un fiume di dollari' di Carlo Lizzani, 'Tepepa' di Giulio Petroni, ancora con Milian e Orson Welles, e tanti altri, molti dei quali sulla falsariga della famosa ''trilogia del dollaro'' firmata da Leone. In cartellone, anche l'unico western diretto da Tinto Brass, nel lontano '66, e intitolato 'Yankee', con protagonisti Philippe Leroy e Adolfo Celi.

A completare la rassegna, una mostra di cimeli dei set, tra i quali il mitico poncho indossato da Clint Eastwood in 'Per un dollaro in più', o il calesse sul quale Claudia Cardinale percorreva sentieri polverosi in 'C'era una volta il West', col sottofondo della musica di Morricone. Tutti italiani, tranne un giapponese, i film in rassegna. Non ci saranno quindi ''sauerkraut" (crauti), ''camembert'' o ''paella'' western: così venivano infatti chiamati i film di Germania, Francia e Spagna nati sulla scia dei nostri ''spaghetti''.

Anna Zippel

(Repubblica 26 luglio 2007)


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