TV fiction e non solo

SPAZIO 1999

di Charles Crichton, Ray Austin, Tom Clegg, Val Guest, Peter Medak

con Martin Landau, Barbara Bain, Barry Morse, Catherine von Schell, Nick Tate

Gran Bretagna -  1975 -  50'x48 episodi

 

 

Serie di telefilm inglesi di fantascienza che parte da un'idea geniale e, in fondo, ecologista: il 13 settembre 1999 la Luna esce dall'orbita terrestre dopo una esplosione nucleare causata dalle scorie radioattive immagazzinate sul satellite. E sulla Luna c'è la Base alfa con 311 abitanti fra capitano, ufficiali e tecnici.

La Luna va quindi alla deriva nello spazio incontrando vari pianeti dove gli abitanti della Base Alfa sperano di riuscire a trovare una nuova casa. Ma gli incontri si rivelano spesso un pericolo mortale e altrettanto spesso impossibili da garantire un futuro.

e non mancano incontri e riflessioni di tipo quasi spiritualista: la tentazione di pensare che nel cielo (o nello spazio) dimorino entità vicine al concetto di Dio è sempre presente ma d'altra parte che nello spazio ci siano esseri superiori è sempre stato tema della fantascienza e lo è tutto'ra (vedi Prometeus)

 

A rivederli a quasi 40 anni di distanza, a parte lo stupore del colore dato che li avevamo visti in bianco e nero, e a parte l'evidente povertà di effetti speciali, gli episodi sono ancora godibili ed è ancora più strano se consideriamo che si trattava di una produzione inglese; di una cinematografia, cioè, che non aveva e non ha una rande tradizione di fantascienza. Eppure...

 

Gli effetti speciali vennero curati da Brian Johnson – già supervisore di 2001: Odissea nello spazio (1968) di Stanley Kubrick e fu riservata particolare attenzione al modellismo; in due anni sono stati utilizzati più di 50 facsimile, con una media di uno a puntata. E la serie può vantare almeno due invenzioni high-tech entrate nell'immaginario delle serie di fantascienza: le Aquile, ovvero le navicelle utilizzate come mezzi di trasporto, di ricognizione e di combattimento, e i comunicatori, sorta di videocellulari ante-litteram.

 

Martn Landau-il capitano John Koenig e Barbara Bain-la dottoressa Helena Russell  erano sposati anche nella vita.

 

Le serie furono due e in ognuna ci furono attori del calibro di Christopher Lee, Joan Collins, Peter Cushing ad essere guest star in singoli episodi.

Nella prima serie, che era una coproduzione italo-britannica, parteciparono fra gli altri, Orso Maria Guerrini e Gianni Garko.

Nella seconda serie in tre episodi appare un mostro interpretato dall'altissimo David Prowse, che di lì a breve sarebbe diventato famoso in Guerre stellari: avrebbe fatto Dart Fener.

Ogni episodio è costato 300 mila dollari, proiettando la serie tra le più costose di quel periodo. Anderson e il suo team avevano iniziato a progettare il serial come una sorta di seguito di UFO ambientato nel 1999: la guerra con gli alieni si era allargata e il quartier generale della SHADO si era spostato su Base Luna; i modelli, i set, i costumi e le sceneggiature erano già pronti, ma gli ascolti decrescenti di UFO avevano fatto cadere l’idea del sequel e la serie divento Spazio 1999.

 

Alcuni esperti notarono che un’esplosione nucleare come quella raccontata nel telefilm, sulla faccia oscura della Luna, non avrebbe allontanato la base Alpha ma l’avrebbe spinta verso la Terra... Sulla serie intervenne anche un esperto di materia come Isaac Asimov: “non ho mai visto in nessun altro telefilm una simulazione così precisa della bassa gravità” – scrisse sul “New York Times” nel 1975 – “però la storia comincia nell’Anno Domini 1999, tra 24 anni. Non c’è nessuna ragionevole possibilità che l’umanità possegga una base lunare così grande, avanzata e autosufficiente. Sarebbe stato più plausibile intitolarla ‘Spazio 2049’ e lasciare al progresso un altro mezzo secolo”.

 

Le critiche essenzialmente rimarcarono la sua implausibilità scientifica.

 

Il 13 settembre 1999, data della presunta catastrofe lunare, si tenne presso Los Angeles una convention rievocativa chiamata Breakaway, come il titolo del primissimo episodio. Vi fu proiettato un cortometraggio intitolato Message from Moonbase Alpha (Messaggio da Base Lunare Alpha),

Zienia Merton ritorna dopo ventitré anni nei panni dell'analista dati Sandra Benes, in un ultimo ed accorato messaggio di saluto alla Terra, riportando come gli "alphani" siano costretti a trasferirsi definitivamente su un pianeta ribattezzato Terra Alpha, abbandonando la Luna prima che si allontani dall’orbita del pianeta.

Le riprese furono effettuate il 29 agosto 1999 in un set allestito nel garage della casa di un fan in Gran Bretagna, ricostruendo fedelmente il pannello principale della sala operativa, caratterizzato dal celebre monitor, ed avvalendosi di alcune elaborazioni digitali per le immagini delle Aquila nello spazio. Originariamente il cortometraggio avrebbe dovuto costituire il germe di un futuro sequel della serie, ambientato sul nuovo pianeta venticinque anni dopo il messaggio, con un cast composto dalla discendenza dei personaggi originali. Il progetto è però stato abbandonato e il monologo di Sandra viene considerato il lungamente atteso ma dignitoso epilogo della serie Spazio 1999.

fiore di cactus :)
 

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