film

STROMBOLI TERRA DI DIO

di Roberto Rossellini

con Ingrid Bergman

Italia - 1949 - 107'

 

Siamo alla fine della seconda guerra mondiale. Una giovane profuga svedese dal passato forse turbolento, pur di uscire da un campo profughi, sposa un giovane militare italiano appena congedato che viene da un'isola nel Mediterraneo.

Si ritrova in una Stromboli poverissima, in stato di semi abbandono anche perchè gli abitanti hanno cominciato ad emigrare.

La donna sulle prime rimane sconcertata, poi cerca da una parte di adattarsi, dall'altra di migliorare la casa e la propria vita. Tentativo vano: passerà presto per una donna di malaffare e si scontrerà con la mentalità altrettanto chiusa del giovane marito.

Decide di scappare verso Ginostra sulla pista che passa vicino ai crateri del vulcano. E qui succede qualcosa: lei cade stremata mentre la notte avanza, si addormenta e all'alba, davanti allo spettacolo della natura selvaggia che si sveglia, capisce di essere incinta e chiedendo aiuto ad un Dio che non è detto sia quello convenzionale, capisce che l'unica cosa che vuole fare è di salvare la sua creatura.

Finale aperto. Cosa farà? Tornerà dal marito con  cui comunque ha diviso i letto e l'amore e forse non solo per semplice dovere coniugale? O tornerà ad un mondo più "civile"?

 

Il film si annunciò famoso forse anche prima dell'uscita nelle sale perchè Roberto Rossellini aveva dato la parte ad Ingrid Bergman "abbandonando" Anna Magnai a cui era legato sentimentalmente. A Stromboli la casa dove hanno alloggiato poco ci manca che sia diventato una specie di luogo di pellegrinaggio dell'amore.

In realtà il film vale ben altro.

Rossellini continua ad indagare nella sua necessità di fare un cinema che sia "di verità" e tesse una trama romanzata che è la scusa per raccontare una parte remota, sconosciuta dell'Italia, dove le relazioni fra le persone sono scarnificate dall'isolamento, dalla povertà e dall'esiguità della comunità stessa, per giunta sempre minacciata dalla catastrofe incombente di un vulcano attivo. Si addentra in un mondo quasi arcaico dove i sentimenti si semplificano fino all'osso, fino al punto che le intuizioni diventano preghiera.

 

Inquadrature meravigliose, magnifico bianco e nero, grande bravura del regista che sul set aveva solo una attrice, la Bergman, e per il resto, in pieno stile neorealista, gli abitanti di Stromboli. Non oso immaginare le difficoltà del set, del trasportare fino ai crateri le macchine da presa, del riprendere la mattanza della tonnara... Grandissimo film.

 

fiore di cactus :)

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