film

 

THE AMAZING SPIDER MAN

di Marc Webb

con Andrew Garfield, Emma Stone, Rhys Ifans, Sally Field, Martin Sheen

USA - 2012 - 136'

 

La storia è arci-nota; Peter Parker, orfano di un padre scienziato, viene morso da un ragno, si ritrova dotato di straordinari poteri e, poichè è un bravo ragazzo, pensa come tutti i super eroi della sua generazione, di metterli al servizio della giustizia, diventa un super- poliziotto.

 

I critici, che io, si sa, "adoro" si sono spesi a cercare contenuti e spiegazioni al motivo di questo remake... chiedo scusa, lo chiamano reboot ... andrò a vedere quale la sottile, impalpabile differenza... E spendendosi, sono arrivati alla verità nascosta nel poster di Einstein che campeggia in casa di Peter e che così recita: "l'immaginazione è più importante della conoscenza". Poco importa, pensano i critici che in regista voglia dire, se la storia è nota, si può ancora reinventare qualcosa. Cercano conferme e, dal loro punto di vista, le trovano verso la fine del film, durante una lezione scolastica dove Peter sembra venire fuori come ribelle anche un po' snob, insomma un personaggio completamente ridisegnato. Esultano ma peccato, dicono, che le idee visive scarseggino.

 

Mi verrebbe "non ho parole" e invece di parole  ce ne sono tante da dire.

Ci sono storie, per esempio, che faranno nascere sempre nuovi film semplicemente perchè le tecnologie degli effetti speciali sono sempre in evoluzione e per un regista che ama il genere, sarà sempre stuzzicante trovare nuove soluzioni anche solo allo stesso inseguimento della scienziato pazzo lanciando il filo del ragno. E infatti mi sembra strano che si parli di scarseggiare delle soluzioni visive. Ma lo hanno viso il film o sono andati via annoiati ancora prima che Peter facesse il primo zompo?

E' in questo senso, credo, che il regista ha voluto la citazione di Einstein sull'immaginazione.

Quella di Webb, come di altri registi che si sono cimentati nel remake o nel reboot, è evidentemente una operazione a metà fra l'allegria creativa (uso di nuovi software per la restituzione digitale che rende possibili, come nei cartoni animati, movimenti di macchina impossibili nella realtà) e la necessità per l'industria del cinema di rilanciare un prodotto che aveva avuto successo confezionandolo in altri modi.  Operazione legittima e che in qualche maniera costruisce la storia di cose importanti come l'uso del digitale. Criticare queste operazioni, anche quando danno vita a buoni film, è come dire che una volta visto l'Ulisse di Mario Camerini nessuno avrebbe mai più dovuto rifare l'Odissea.

Il giorno che la critica italiana scenderà dl piedistallo della formazione esclusivamente umanistica, sarà giorno di festa.

 

fiore di cactus :)

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nel remake, reboot, re quacosaltro,