film

THE GRUDGE - di Takashi Shimizu - con Sarah Michelle Gellar - USA/Giappone/Germania 2004 - 96'

 

La domanda sorge spontanea: ma che cosa è successo ai giapponesi per avere storie di fantasmi così cattivi? E così ciechi, disperati, della serie "'ndo cojo cojo"...che infatti raccontava di un famoso lanciatore di coltelli nipponico... ma sto divagando.

Torniamo al "The Grudge", che significa "rancore" C'è qualcuno che è morto in una casa e ha tanto rancore. Già visto, già detto... le morti violente lasciano tracce... i morti che hanno perduto la vita violentemente... i conti in sospeso...

Tra il serio e il faceto vengono in mente "Poltergeist"....perfino "Casper"

Nulla di nuovo, insomma.

Di "nuovo" c'è questa smania di fare remake di film horror giapponesi, come se i nostri occidentali orrori fossero ormai tutti consumati. Dopo "The Ring" ecco questo "Furore", impastato alla meno peggio di tecnologie, di telefonini che squillano...

E nel rifacimento una stellina conosciuta al target giovanile, forse l'unico target veramente strategico per questo genere nippo-fantasmatico: Sarah Mickelle Gellar, "Buffy" l'ammazza vampiri, sufficientemente sensitiva ma meno combattente. E d'altra parte come potrebbe? E' in Giappone, è stupefatta come tutti gli americani nel paese del Sol Levante (posso citare Lost in Traslation?).

Buono sicuramente il montaggio saltellante e rivelatore della storia su un percorso narrativo "disordinato" (sarà stato influenzato da "31 grammi"?)

Per il resto... la paura è banale, suggerita con mezzi banali che, infatti, una volta acquisiti, non fanno più paura: picchi musicali, fotogrammi appena visibili...

Si salta letteralmente sulla poltrona al primo omicidio e poi non si salta più, come se tutto fosse prevedibile.

 

Forse non comprendiamo, siamo occidentali, cristianamente moralisti da due millenni...ma questi spettri furiosi e basta...bho? lasciano perplessi, per non dire che lasciano il tempo che trovano, letteralmente: poco più di un'ora e mezza di film, e dopo dieci minuti la paura è svanita, il film dimenticato. Povera Buffy!

 

L'unica cosa che rimane è la curiosità di indagare seriamente su un aspetto culturale, quello del senso di morte e del culto dei morti di una cultura che non conosciamo. Senso d morte sicuramente legato, in senso lato, alla "morte" dell'identità, delle tradizioni a cui i giapponesi erano così tanto legati.

Ma forse queste sono cose veramente troppo serie per  un film e un genere che, sospettiamo, generati solo da questioni di cassetta.

 

 

                                                                                                                           

 

film

TV - fiction

eventi

percorsi

dai giornali

io penso...


cinecittà

scuola di cinema

cineteca nazionale

museo del cinema

istituto luce

casa del cinema

SAS cinema


AIC

AITS

AMCT

ANAC

ASC


Venezia

Roma

Torino

Locarno

Pesaro

Giffoni

David di Donatello

       ...e tutti gli altri


festivalcortometraggi


film in sala


Italica Rai

35mm

FilmUp

CastleRock

Cinefile

Cineboom

IMDB

Kataweb cinema

ArchivioImmagini

tutti i film per anno


RAI

RaiClick

Televideo


film commission


WebCam


produzioni