film

 

THE TOURIST

di Florian Henckel von Donnersmarck

con Johnny Depp, Angelina Jolie, Timothy Dalton

USA, Francia - 201 - 105'

 

Venezia... ah Venezia...

Il trailer era sospetto: alberghi lussuosi, prevedibili inseguimenti su motoscafi (già visto in Indiana Jones), scorci da cartolina...

Ma come si fa a resistere, anche considerando i nomi italiani: Christian De Sica, Raoul Bova, Nino Frassica, Neri Marcorè...

E cominciamo proprio da questi: Marcorè fa due camei nella parte di uno svanito portiere d'albergo; Frassica inevitabilmente il carabiniere che cade in acqua, Bova una apparizione da trenta secondi nella parte di un don Giovanni rifiutato dalla bellissima Jolie (che sta cercando il suo vero amore) e De Sica nella parte del commissario, ben quattro scene anche se brevi: lì per un attimo ho sperato che fosse una sorta di citazione del Maresciallo Carotenuto Antonio; macchè, niente, fa la parte dell'italiano fetente e corrotto.

Devo fare un commento su come ci ha trattato il regista?

 

E veniamo al resto.

Già all'inizio ci si chiede come fa una donna a prendere un treno Parigi-Venezia indossando un vestito da anteprima mattutina ad una mostra con tanto di tacchi 12 cm e solo una bustina (borsetta da cerimonia). Lo sceneggiatore e il regista avranno senz'altro considerato che basta avere nella bustina di cui sopra una buona carta di credito e tutto si risolve.

 

Poi Venezia, dolentissima nota.

Per chi conosce Venezia uno sconcerto: l'aeroporto collocato davanti San Marco? Bah. Da questo film in avanti, sempre ammesso che abbia un grande successo, mi immagino lo sconcerto dei turisti che si ritroveranno all'aeroporto Marco Polo e di Venezia nemmeno l'ombra.

Ma sorvoliamo sulla plausibilità delle location perchè in fondo il cinema è finzione. Anche se...

Goldoni, padre della Commedia dell'Arte, quando scirveva le azioni del suo Arlecchino, calcolava, tra una uscita di scena e l'entrata successiva, il tempo reale che il servitore di due padroni avrebbe impiegato a fare il percorso indicato. Ma altri tempi, sottigliezze manieriste.

E parliamo della qualità delle location. Basta una parola: convenzionali.

Nemmeno Dino Risi in "Venezia la luna e tu" ha scelto location più scontate e iconografiche. La Venezia del nostro turista è da cartolina, scontata e prevedibile. Nemmeno Indiana Jones, nonostante il clamoroso errore di una Venezia sotterranea che evidentemente non esite, aveva scelto inquadrature così scontate. Forse si salva solo quella dall'alto di un potente dolly (o era un elicottero con un fermo immagine poi trattato con dovuti luccichii lagunari al computer?) che ci fa vedere la città "distesa" sulla laguna ma... insomma... a volerle cercare ci sono foto così fin dagli anni '70.

 

Una nota merita il ballo: siamo contenti per il coreografo che ha fatto un balletto ad hoc per il film ma il regista, sempre lui, ci deve spiegare come è possibile che un centinaio di sconosciuti si esibiscano in una danza codificata e figurata che però non è niente di conosciuto.  Bisognava far lavorare il coreografo e il suo corpo di ballo, ve bane, abbiamo capito.

 

Nel complesso una sciocchezza cosmica. Divertente, sì, ma... bho...

 

fiore di cactus :)

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