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TIMELINE - di Richard Donner - con Paul Walker, Frances O' Connor, Gerard Butler, Anna Friel - USA - 116'

 

Il professor Johnston con il suo gruppo, si sta occupando degli scavi archeologici nei pressi di Castlegard, nella valle della Dordogna, dove nel 1357 si è combattuta una delle battaglie più importanti della Guerra dei Cent'anni, quando i francesi riconquistarono dalle mani dell'esercito inglese il Castello di La Roque. Il loro lavoro è finanziato dalla International Technology Corporation, ITC, che lavorando alla progettazione del teletrasporto, ha scoperto per sbaglio una galleria temporale che  porta proprio alla Castelgard del 1357, proprio nel giorno della battaglia e della caduta del castello. Il professore accetta di fare il salto nel tempo ma succede qualcosa e sono i suoi assistenti a doverlo riportare indietro senza sconvolgere la Storia con la propria presenza e conoscenza.

Il film è tratto dall’ultimo romanzo di Michael Crichton, scrittore di fantascienza-thriller che ha al suo attivo romanzi come Andromeda, Congo, Sfera, Jurassik Park: altrettanti titoli cinematografici conosciuti.

E il regista Richard Donner ha girato, fra gli altri, “Arma letale” (tutte fino alla quarta), Supermann, Lady Hawke, lavorando con attori del calibro di Mel Gibson, Brad Pitt, Bill Murray

Il film riporta a due filoni importanti nella cinematografia: i viaggi nel tempo e il medioevo.

La teoria della necessità di non modificare il passato è la stessa di “Ritorno al futuro”; e ci ricordiamo almeno le due macchine del tempo, “L’uomo che visse nel futuro” e “Time machine”, uno il remake dell’altro, che viaggiavano nel futuro.

Sul medioevo c’è una cinematografia tanto vasta da meritare una monografia.

Ricordandoci sempre con affetto, “Non ci resta che piangere”, diciamo soltanto che questo medioevo di Timeline, è sanamente realistico: niente effetti speciali, scenografia vera, vere comparse, polvere e durezza, fragilissime case con tetti di paglia e muri di malta…”Tempi bui e maledettamente scomodi” come disse Mago Merlino nella disneyana “Spada nella roccia”.

Mantenute tutte le geografie politiche fra passato e presente: francesi contro inglesi invasori nella guerra dei cento anni; americani che stanno dalla parte dei francesi in linea con la storia della loro indipendenza dagli inglesi.

I buoni e i cattivi dalla parte giusta, sacrificati e premiati come da necessità.

Una storia d’amore, un buon ritmo, un buon intreccio, una buona suspence.

Insomma, il film scorre ma senza darci alcuna particolare emozione. Usciamo con la sensazione di un prodotto ben confezionato, che non ricorderemo.

 

 

                                                                                                                           

 

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