dai giornali
Accoglienza
calorosa a Roma per il divo Tom, protagonista di "Operazione Valchiria"
Thriller avvincente (e contestatissimo) sul vero, fallito attentato al
Fuhrer
Cruise difende il suo eroe anti-Hitler "Basta critiche, rispettata la
Storia"
L'attore racconta: "Anch'io da bimbo giocavo a uccidere il leader nazista"
E in Germania, in particolare, la
pellicola - pur conquistando i botteghini - ha sollevato
una marea di critiche. In particolare sulla presunta non
aderenza della sceneggiatura alla realtà dei fatti; e
anche sulla opportunità di far interpretare il
personaggio chiave della congiura - il colonnello Claus
Von Stauffenberg - a un attore americano. Eppure oggi,
alla presentazione italiana del film, si scopre che
Operazione Valchiria è un thiller solido e avvincente
(al di là della verosimiglianza); e che, almeno a
giudicare dall'accoglienza calorosa che gli riserva la
stampa, qui in Italia il fascino di Tom non è affatto
tramontato.
Magro, camicia scura, disponibile e allegro, Cruise - da
un lussuoso hotel romano - respinge al mittente le
critiche. Anzi, bolla come esagerazioni mediatiche il
fatto che sul suolo tedesco la pellicola non abbia avuto
una buona accoglienza: "Io faccio film per un pubblico
vasto - spiega - perciò sono felice del fatto che
all'anteprima a Berlino abbiamo ricevuto una standing
ovation di dieci minuti. Non ci hanno dimostrato altro
che rispetto. Così come noi abbiamo avuto rispetto per
questa storia: abbiamo raccontato gli eventi così come
si sono svolti".
Un'interpretazione confermata dal regista Bryan Singer,
autore cult dei Soliti sospetti e della saga X-Men:
"Dalla Germania - racconta - abbiamo avuto grande
collaborazione: il governo ci ha concesso un
finanziamento, abbiamo potuto girare nelle location che
abbiamo chiesto, la troupe tedesca è stata
disponibilissima". E lo sceneggiatore, Cristopher
McQuarrie, aggiunge: "Sulla figura di Von Stauffenberg
da decenni ci sono polemiche. Ma io mi sono attenuto
fedelmente ai fatti: ad esempio se fosse risultato
antisemita, come molti hanno scritto, io non lo avrei
taciuto".
Sia come sia, quel che è certo è che nel film il
personaggio interpretato da Cruise è un eroe abbastanza
tutto d'un pezzo: reduce da gravi ferite in Africa,
entra in contatto col generale Tresckow (Kenneth Branagh)
e con altri ufficiali ed ex ufficiali disgustati come
lui dagli orrori di Hitler (e interpretati da attori
bravi come Bill Nighy e Terence Stamp). Parte così
l'operazione per uccidere il Fuhrer: e a portare
l'esplosivo a un passo dal tiranno, sarà proprio
l'intrepido Stauffenberg...
Insomma, per Cruise, un'altra interpretazione in divisa:
situazioni in cui lui spesso (vedi Top Gun o Codice
d'onore) ha dato il meglio di sé. E poi, per questo
personaggio, Tom confessa un particolare amore: "Mi
attrae la sua complessità - spiega - così come la
suspence contenuta nella sceneggiatura. Io poi da
bambino odiavo i nazisti, giocavamo spesso a ucciderli o
a uccidere Hitler. E già allora mi chiedevo: perché
all'epoca nessuno tentò di eliminarlo? A scuola mi hanno
insegnato che ogni tedesco era un nazista: ora,
studiando bene la vicenda (anche sul set leggevamo libri
sull'argomento) ho scoperto un'altra verità".
Dunque un'identificazione quasi totale. Assai
diversamente da quanto è accaduto in un'altra pellicola
in cui lo abbiamo visto recentemente, la commedia Tropic
Thunder di e con Ben Stiller, in cui, imbruttito e
ingrassato, è un viscido produttore hollywoodiano: "Nel
lavoro cerco la maggiore varietà possibile - dichiara -
i ruoli più diversi. E con un entusiasmo per la
recitazione ancora maggiore di quando ero a inizio
carriera. Cerco personaggi che rappresentino una sfida,
che abbiano qualcosa di speciale".
Per il resto Cruise, disponibile perfino di fronte a una
domanda piuttosto trita sul "bello delle donne",
ribadisce il suo amore per "l'intelligenza, l'eleganza,
la sensibilità" del lato femminile dell'umanità: "Sono
cresciuto con madre single e tre sorelle, e ho imparato
a rispettare le donne, a trattarle sempre bene". Poi
elogia le prime mosse di Obama: "Sul dialogo con l'Islam
lo appoggio in pieno, bisogna comunicare anche con
culture diverse perché viviamo tutti sullo stesso
pianeta". E infine fa emergere il cuore di papà quando
racconta di come il figlio Connor (adottato da lui e
dalla ex Nicole Kidman) abbia dovuto sostenere il
provino - riuscito - per Sette anime di Gabriele Muccino:
"Lui era dentro a fare l'audizione, io e Will Smith
fuori la porta, ero nervosissimo. Ma quando ho visto che
era orgoglioso di sé, sono stato orgoglioso di lui".
Claudia Morgoglione per Repubblica - 28 gennaio
2009
AMCT