dai giornali
Alien,
Psycho, Antonioni. Ecco i 50 trailer più belli
CI SONO quelli di un minuto e quelli
che ne durano quasi sette. Quelli senza voci umane e
quelli molto parlati. Quelli ironici e quelli che si
prendono sul serio. Quelli che sono un perfetto
riassunto del film e quelli che vivono di vita propria.
In comune hanno il nome, trailer, lo scopo - promuovere
la pellicola di riferimento - e una evidente capacità di
attirare l'attenzione dello spettatore: tanto che, negli
ultimi anni, sono quasi diventati una forma d'arte o di
intrattenimento autonoma, con premi o festival tutti
dedicati a loro.
E adesso, a suggellare l'appeal e l'importanza di questo
tipo di prodotti nella cultura pop, arriva anche una
super-graduatoria dei 50 più belli di sempre: a stilarla
il sito dell'Independent Film Channel, specializzato in
forme artistiche e cinematografiche un po' alternative.
E guardando la classifica vediamo che sul podio,
nell'ordine, finiscono il primo Alien (1979),
quello firmato da Ridley Scott; un capolavoro come
Psycho (1960); e un catastrofista recente,
Cloverfield (2006).
Dietro al terzetto, i trailer di altri 47 film: ci sono
opere indimenticabili (tra gli altri Quarto potere
al sesto posto, Dottor Stranamore al settimo,
Schindler's List al ventiquattresimo, Eyes wide
shut al numero 43); vari horror (Non aprite
quella porta all'ottavo, Shining al decimo,
The Blair Witch project all'undicesimo); alcune
commedie (Lola Darling di Spike Lee al numero 20,
Una notte all'opera dei fratelli Marx al 27).
Folta ovviamente la pattuglia di
catasfrofisti, thriller e fantastici, che permettono ai
realizzatori di inserire molte scene spettacolari. C'è
invece un solo cartoon, e per adulti (South Park:
Longer, Bigger and Uncut, quarantesimo) e un solo
film italiano. Un cult: Zabriskie Point, anno
1970, regia di Michelangelo Antonioni. Il trailer è
quello destinato al mercato americano: poco più di due
minuti che cominciano con le suggestive immagini del
deserto della Death Valley, accompagnate da una voce
fuori campo, e seguite dalle immagini dei due
protagonisti nudi che si amano nella sabbia alternate a
quelle più urbane di polizia, di militari, di violenza.
Un contrasto che evidentemente a chi ha stilato la
classifica è piaciuto.
Ma veniamo alla top ten, ricca di belle trovate e di
soluzioni interessanti. A cominciare dal trionfatore,
Alien: 1,59 minuti in cui, violando le consuetudini
del genere, non si sente pronunciare nemmeno una parola.
Nessuna voce umana, ma una serie di suoni e di rumori
che si fanno via via più inquietanti. Prima si vedono
immagine scure, come di altri pianeti; dopo poco meno di
un minuto appare finalmente l'eroina del film, la Ripley
interpreta da Sigourney Weaver; poi arriva il finale di
stampo catastrofista. E la scritta che appare
nell'ultima inquadratura: "Nello spazio nessuno ascolta
le tue urla...".
Completamente diverso lo stile del secondo classificato.
Perché, per promuovere Psycho, la casa di
produzione, la Universal, decide di puntare tutto sulla
popolarità e sull'ironia di colui che lo ha diretto. E
così il trailer, che dura quasi sette minuti, è un tour
nei luoghi del film che ha come cicerone Hitchcock:
prima il cortile del celeberrimo Bates Motel, poi un
viaggio nella casa inquietante e diroccata del
protagonista. Il tutto con una serie di dettagli
raccapriccianti, e sottilmente comici, forniti dal
regista, per una pellicola che invece fa paura e basta.
Ma il clou arriva nel finale: arrivato alla famosa
doccia in cui avviene il delitto, Hitch apre la tenda...
ed ecco il fotogramma di Janet Leigh che urla.
Un po' inspiegabile appare la scelta di Cloverfield
in terza posizione. Film catastrofista per ragazzini
prodotto da J.J Abrams, nel cui trailer si utilizza lo
stesso meccanismo del film: quello di una telecamera
amatoriale che riprende l'intera vicenda, una festa tra
ragazzi, la luce che si spegne, i mostri che arrivano,
la fine imminente.
Molto più interessanti almeno altri
tre filmati della top ten. Uno è il quinto classificato,
un film non uscito in Italia, Comedian (2002),
tutto centrato sul comico molto amato in America Jerry
Seinfield. In questo caso, abbiamo a che fare con un
metatrailer: si vede Hal Douglas, storica voce fuori
campo hollywoodiana, che tenta di introdurre il tema
della pellicola, ma sbaglia sempre e alla fine viene
licenziato. Poi Quarto potere (1941): si sente al
microfono la voce di Orson Welles (ma lui non appare
mai) che introduce tutti gli attori e i personaggi del
film, tranne se stesso. Infine Shining:
inquadratura fissa di un corridoio dell'albergo, che a
un certo punto viene letteralmente inondato di sangue.
Una marea rossa che arriva a sommergere anche l'occhio
della telecamera: e anche in questa manciata di secondi
riconosciamo il marchio geniale del regista.
Repubblica.it 2 luglio 2009
AMCT