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Alien, Psycho, Antonioni. Ecco i 50 trailer più belli

di CLAUDIA MORGOGLIONE

 

CI SONO quelli di un minuto e quelli che ne durano quasi sette. Quelli senza voci umane e quelli molto parlati. Quelli ironici e quelli che si prendono sul serio. Quelli che sono un perfetto riassunto del film e quelli che vivono di vita propria. In comune hanno il nome, trailer, lo scopo - promuovere la pellicola di riferimento - e una evidente capacità di attirare l'attenzione dello spettatore: tanto che, negli ultimi anni, sono quasi diventati una forma d'arte o di intrattenimento autonoma, con premi o festival tutti dedicati a loro.

E adesso, a suggellare l'appeal e l'importanza di questo tipo di prodotti nella cultura pop, arriva anche una super-graduatoria dei 50 più belli di sempre: a stilarla il sito dell'Independent Film Channel, specializzato in forme artistiche e cinematografiche un po' alternative. E guardando la classifica vediamo che sul podio, nell'ordine, finiscono il primo Alien (1979), quello firmato da Ridley Scott; un capolavoro come Psycho (1960); e un catastrofista recente, Cloverfield (2006).

Dietro al terzetto, i trailer di altri 47 film: ci sono opere indimenticabili (tra gli altri Quarto potere al sesto posto, Dottor Stranamore al settimo, Schindler's List al ventiquattresimo, Eyes wide shut al numero 43); vari horror (Non aprite quella porta all'ottavo, Shining al decimo, The Blair Witch project all'undicesimo); alcune commedie (Lola Darling di Spike Lee al numero 20, Una notte all'opera dei fratelli Marx al 27).

Folta ovviamente la pattuglia di catasfrofisti, thriller e fantastici, che permettono ai realizzatori di inserire molte scene spettacolari. C'è invece un solo cartoon, e per adulti (South Park: Longer, Bigger and Uncut, quarantesimo) e un solo film italiano. Un cult: Zabriskie Point, anno 1970, regia di Michelangelo Antonioni. Il trailer è quello destinato al mercato americano: poco più di due minuti che cominciano con le suggestive immagini del deserto della Death Valley, accompagnate da una voce fuori campo, e seguite dalle immagini dei due protagonisti nudi che si amano nella sabbia alternate a quelle più urbane di polizia, di militari, di violenza. Un contrasto che evidentemente a chi ha stilato la classifica è piaciuto.

Ma veniamo alla top ten, ricca di belle trovate e di soluzioni interessanti. A cominciare dal trionfatore, Alien: 1,59 minuti in cui, violando le consuetudini del genere, non si sente pronunciare nemmeno una parola. Nessuna voce umana, ma una serie di suoni e di rumori che si fanno via via più inquietanti. Prima si vedono immagine scure, come di altri pianeti; dopo poco meno di un minuto appare finalmente l'eroina del film, la Ripley interpreta da Sigourney Weaver; poi arriva il finale di stampo catastrofista. E la scritta che appare nell'ultima inquadratura: "Nello spazio nessuno ascolta le tue urla...".

Completamente diverso lo stile del secondo classificato. Perché, per promuovere Psycho, la casa di produzione, la Universal, decide di puntare tutto sulla popolarità e sull'ironia di colui che lo ha diretto. E così il trailer, che dura quasi sette minuti, è un tour nei luoghi del film che ha come cicerone Hitchcock: prima il cortile del celeberrimo Bates Motel, poi un viaggio nella casa inquietante e diroccata del protagonista. Il tutto con una serie di dettagli raccapriccianti, e sottilmente comici, forniti dal regista, per una pellicola che invece fa paura e basta. Ma il clou arriva nel finale: arrivato alla famosa doccia in cui avviene il delitto, Hitch apre la tenda... ed ecco il fotogramma di Janet Leigh che urla.

Un po' inspiegabile appare la scelta di Cloverfield in terza posizione. Film catastrofista per ragazzini prodotto da J.J Abrams, nel cui trailer si utilizza lo stesso meccanismo del film: quello di una telecamera amatoriale che riprende l'intera vicenda, una festa tra ragazzi, la luce che si spegne, i mostri che arrivano, la fine imminente.

Molto più interessanti almeno altri tre filmati della top ten. Uno è il quinto classificato, un film non uscito in Italia, Comedian (2002), tutto centrato sul comico molto amato in America Jerry Seinfield. In questo caso, abbiamo a che fare con un metatrailer: si vede Hal Douglas, storica voce fuori campo hollywoodiana, che tenta di introdurre il tema della pellicola, ma sbaglia sempre e alla fine viene licenziato. Poi Quarto potere (1941): si sente al microfono la voce di Orson Welles (ma lui non appare mai) che introduce tutti gli attori e i personaggi del film, tranne se stesso. Infine Shining: inquadratura fissa di un corridoio dell'albergo, che a un certo punto viene letteralmente inondato di sangue. Una marea rossa che arriva a sommergere anche l'occhio della telecamera: e anche in questa manciata di secondi riconosciamo il marchio geniale del regista.


Repubblica.it 2 luglio 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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