film

 

TUTTE LE DONNE DELLA MIA VITA

di Simona Izzo

con Luca Zingaretti, Ricky Tognazzi, Vanessa Incontrada, Rosalinda Celentano, Michla Cescon, Lisa Gastoni

Italia - 2006 - 105'

 

Davide è un cuoco di successo affamato di fama e di donne. Non avrebbe il fisico del conquistatore ma è dotato di irresistibile fascino.

Finisce in camera iperbarica per un embolo durante una immersione e, nella paura di morire, si trova a ripercorrere tutta la sua vita sentimentale. E sfilano Isabella, Stefania, Monica che gli ha dato un figlio, Laura... Sfila anche Diletta, la madre bella e distante che si è sempre fatta chiamare per nome. 

"Pictures at an exhibition" che raccontano una catena di fallimenti come uomo, come amante e forse anche come padre. Quando esce dalla camera iperbarica, trova tutte le sue donne, madre compresa, accorse al suo capezzale ed è la madre a rivelargli un segreto sulla sua nascita che finalmente scioglierà il suo nodo affettivo con figlio e con Monica, quella che aveva sapore di latte e che lui da sempre, senza saperlo, aveva scelto come compagna della sua vita.

 

Ho cominciato a vedere il film tre volte e tre volte ho interrotto a una decina di minuti dall'inizio; finalmente ieri sera ce l'ho fatta perchè questa ennesima opera sentimentale della sentimentale Simona Izzo parte spappolata (e non perchè sia una catena di flashback) per diventare man mano più compatta. E temo che la mia tenuta sia dovuta a Stromboli, location che appare come episodica verso l'inizio del film ma che, essendo uno dei posti che amo di più, mi ha fatto proseguire fino alla fine anche perchè il film si compatta proprio intorno all'isola, al vulcano, alle spiagge nere, a personaggi isolani che conosco... E a Stromboli finisce in gloria.

 

Non è che sia male questo film, tanto più che intorno ad una cosa scontatissima (da Casanova in poi) come la bulimia sessuo-sentimentale del maschio derivata dall'affetto apparentemente negato dalla madre, la sentimentale Izzo riesce a imbastire una trama sufficientemente fitta che insieme alla cucina rivela l'omaggio a Ugo Tognazzi, suocero. Solo che il film è troppo "al femminile": trovo cioè scontata la lettura in chiave materna di tutta la psicologia del protagonista, trovo scontata l'evoluzione verso la ricomposizione familiare intorno alla paternità (che andrebbe anche bene) ma anche intorno all'amore vero che è guarda caso con la madre del proprio figlio.

Interessante sarebbe vedere come un uomo racconterebbe analoga vicenda. Ma Ricky Tognazzi non ci si è messo e non lo sapremo, almeno al cinema.

 

La location ha aiutato moltissimo la fotografia anche perchè ormai Stromboli, che continua ad essere nel cinema il simbolo del contatto con l'ancestrale, è da anni un'isola iper-ristrutturata e quasi esclusiva come Capri (mica scemi gli isolani).

Bravo ma forse un filino verso la macchietta Luca Zingaretti che nella prima parte, quella coi capelli, veramente non si può guardare (sembra Crozza nell'imitazione di Fuksas).

Intrigantissima, come sempre Rosalinda Celentano.

Deliziosi gi isolani che evidentemente hanno acchiappato e mantenuto nel DNA il ferme del neorealismo lasciato a Stromboli da Rossellini.

 

fiore di cactus :)

 

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