film
ULISSE
- Mario Camerini - Italia - 1955
Mario Camerini si può considerare un "padre" se non un "nonno"del cinema italiano; maestro già negli anni '30 con i "telefoni bianchi", suoi sono "Gli uomini che mascalzoni", "Il signor Max" (che per i remake che ha avuto meriterebbe un percorso a parte).
Nel 1955 da una parte cavalca il genere "peplum" detto familiarmente "i sandaloni",dall'altra si mette sull'onda dei colossal mitologici e gira la sua versione dell'Odissea.
Un cast "stellare" che racconta di una Cinecittà che era giustamente la "Hollyvood sul Tevere": Kirk Douglas nella parte di Ulisse, Antony Quinn nella parte di Antinoo...
Grandi divi americani accanto ad ottimi attori italiani: Franco Interleghi nella parte di Telemaco, Silvana Mangano nella doppia parte di Penelope e Circe, bella intuizione di Camerini che così interpreta il perdersi di Ulisse nell'amore della maga: in fondo somiglia alla moglie anche se è "verde" acido, di un colore che suggerisce l'idea della cattiveria e resta il dubbio che quella sia solo l'immagine che Circe vuole che Ulisse veda.
E' una versione abbastanza fedele al testo che, lo ricordiamo per un piacere tutto intellettuale, è fatto per metà di un gigantesco flashback (Ulisse arrivato all'isola dei Feaci racconta della caduta di Troia e del suo viaggio), cosa che evidentemente era funzionale ai "nostoi", i racconti del ritorno degli eroi dalla guerra, insomma una operazione letteraria, per quanto di tradizione orale, molto sofisticata: un "nostoi" nel nostoi.
A rivederlo adesso, il film è un pezzo di storia del cinema, soprattutto per quanto riguarda la recitazione e i costumi.
Penelope sembra avere sempre la voce rotta dal pianto, Ulisse è "eroico" come anche Telemaco. Tutti quelli che dovrebbero essere giovani, Telemaco, Antinoo, i Proci in generale, sono "adulti" ma questo è nella somatica degli anni 50, quando passati i vent'anni, le facce diventavano facce da uomini e le ragazze passavano immediatamente dall'essere ragazzine adolescenti a donne.
AMCT