UNA
LUNGA DOMENICA DI PASSIONE - di Film di Jean-Pierre Jeunet -con Audrey
Tautou, Gaspard Ulliel, Albert Dupontel - USA/Francia 2005 - 135'
Ritorna "Amelie" con un personaggio altrettanto capace di guardare "oltre". Mathilde, infatti, non si rassegna alla morte annunciata del suo fidanzato in trincea durante la prima guerra mondiale, sente che non è così, inventa giochi che conosciamo tutti (se il semaforo diventa giallo dopo che ho raggiunto il marciapiede lui mi ama...), cerca "segni".
E così comincia la sua ricerca.
La persona di cui andiamo in cerca per tutto il film è un soldato che ha tentato di scampare al massacro attraverso l’auto-mutilazione. Invece che congedato, finirà condannato a morte e abbandonato nella no man’s land, a disposizione del fuoco nemico.
La guerra diventa il vero motivo centrale del film; il clima fin dall'inizio è cupo, doloroso. Inevitabile il rimando ad "Orizzonti di gloria" di Stanley Kubrick di cui ci sono molte citazioni: carrelli indietro, gli assalti.
Una curiosità: Orizzonti di gloria era uscito in Francia solo nel 1975 perchè ritenuto offensivo per l'esercito francese; questo film invece è campione di incassi.
Rispetto ad "Orizzonti", il film si avvale degli effetti digitali. Il risultato è che prima di "Una lunga domenica di passioni" non si erano mai visti in modo così realistico i soldati immersi nell’acqua fangosa, né le granate far saltare le trincee, alzare in aria polveri nere, penetrare i corpi: il merito del regista è di riuscire a rendere viva quella carneficina e a farci partecipi delle sorti individuali di coloro che, senza eroismo, si sono opposti all’assurdità della guerra di trincea.
I protagonisti sono curiosamente tutti mutilati: i cinque condannati a morte per mutilazione causata (i soldati si facevano saltare le dita pur di andare via dalla trincea), Mathilde zoppa per aver contratto la poliomelite.
Molto bella la voce narrante fuori campo, femminile, come a ricordare i racconti delle nonne.
AMCT