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                                                                                                                                                                  film

 

UNA PICCOLA IMPRESA MERIDIONALE

di Rocco Papaleo

con Rocco Papoaleo, Riccardo Scamarcio, Barbora Bobulova, Giuliana Lojodice

 

Costantino si è spretato perchè innamorato di una donna che però amava il prete e lo ha abbandonato. torna in paese dalla madre che lo manda in isolamento in un faro spento di proprietà della famiglia. Cerca di parare anche questa ulteriore vergogna dato che la figlia ha lasciato il marito per scappare con un misterioso amante.

Nel faro, uno dopo l'altro, arrivano tutta una serie di personaggi. Magnolia che è la sorella di Valbona, la ragazza ucraina delle pulizie di mamma Stella, poi Arturo, il marito abbandonato da Rosamaria che non sopporta più di essere chiamato cornuto da tutto il paese. Arrivano anche Rosamaria e Valbona che sono innamorate. E una piccola impresa meridionale composta da due uomini, forse coppia anche loro, ex circensi napoletani con un bambina di dieci anni figlia di uno dei due.

E alla fine arriva anche mamma Stella perchè non sopporta la vergogna del figlio spretato visto che Costantino lo ha dichiarato al funerale del padre di Arturo davanti a tutto il paese.

E viene in mente, non potendo nessuno più trovare lavo

o che forse vale la pena, con i soldi che generosamente offre Magnolia per il futuro di Valbona e Rosamaria, di ristrutturare il faro e trasformarlo in albergo usando le cianfrusaglie che risistemava il padre di Costantino (che era il guardiano, riciclando di tutto. Non sarà un resort di lusso ma un posto molto carino e particolare.

 

Tutto sul filo della musica che per Papaleo è un tema di fondo molto importante. Arturo suona, Magnolia canta...

 

Location meravigliose: il film è ambientato in Puglia, probabilmente perchè ambiente e lingua sono familiari al "basilisco" Papaleo ma interamente girato in Sardegna tra il faro di Capo San Marco, la spiaggia di San Giovanni di Sinis e la cittadina di Cabras.

 

Ma il grande merito del film è la sceneggiatura per nulla scontata, dove l'unico lieto fine è quello delle ragazze innamorate, dove non c'è un paese che comprende ma volta le spalle, dove non c'è nessuna storia d'amore fra i protagonisti Arturo, Costantino e Magnolia. Nulla di scontato insomma a fronte di coppie e famiglie terzo millennio in una scrittura politically più che correct.

 

Bello, spiritoso, facile e piacevole da vedere. Nessuna caduta e qui siamo di palato molto molto esigente, tanto esigente che sono rarissimi i film dove non ci si addormenta almeno per un paio di minuti.

 

 

fiore di cactus :)

 

 

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