eventi

 

 

ITALY IN A DAY - di Gabriele Salvatores - Italia, Gran Bretagna  - 2014 - 75' - Il 26 ottobre 2013 agli italiani è stato chiesto di raccontare la loro giornata e di rispondere ad alcune domande: la paura, l'amore, quale si la propria Italia. Sono arrivati 44.000 video per 2200 ore di video che salvatore ha montato (scegliendo) per raccontare una giornata da mezzanotte alla mezzanotte successiva. E non ci sono solo italiani in Italia: ci sono gli astronauti della stazione internazionale, ci sono gli italiani a New York, a Shangai, in Atlantico su una porta-container...  E città, isole, campagne, fabbriche, testimoni di giustizia, bambini, innamorati, vecchi, medici... Enorme lavoro e potentissima colonna sonora. Format che aveva lanciato Ridley Scott. E' un documento che grandi valenze storiche ma racconta anche che la diffusione di piccoli strumenti di ripresa hanno creato piccoli autori spesso consapevoli del linguaggio.  BELLISSIMOOOOOOO

 

BURYING THE EX - di Joe Dante. Con Anton Yelchin, Ashley Greene, Alexandra Daddario, Oliver Cooper -  USA -  2014 - 88' - Max, un ragazzo mite e pulito, ama gli horror classici (anche italiani) e ha una relazione con Evelyn, volitiva, sessualmente appassionata, convinta ecologista e irriducibilmente vegana. Quando iniziano a convivere per lui diventa evidente che sono molto male assortiti e decide faticosamente di lasciarla. Non fa in tempo a dirglielo che lei, arrivando all'appuntamento, viene travolta da un autobus e muore sotto i suoi occhi. Ma nel negozio di oggetti horror dove Max lavora come commesso era arrivato qualche giorno prima ungo strano pupazzo, un demone con etichetta: realizza tutti i tuoi desideri". Ed Evelyn aveva desiderato di stare con lui per sempre. Quindi mentre Max ha già trovato la ragazza giusta, Evelyn esce dalla tomba in forma di zombie e si ripresenta in casa, più forte e vogliosa e in un irreversibile processo di decomposizione. Esilaranti le mosche che cominciano a ronzare da un certo momento in poi. Esilaranti tutte le situazioni. ESILARANTE
 
PASOLINI - di Abel Ferrara- con Willem Da Foe, Riccarso Scamarcio, Valerio Mastandrea, Ninetto Davoli, Giada Colagrande, Adriana Asti -  Belgio, Italia, Francia - 2014 - 86' - Le ultime 24 ore del poeta, giornalista, scrittore, regista che Abel Ferrara segue passo passo, da casa dove si risveglia al mattino con l'abbraccio della madre, fa colazione e da disposizioni alla cugina che gli fa anche un po' da segretaria, riceve un giornalista per una intervista e poi lungo la giornata durante la quale scrive una parte del suo "epifania"... Epifanio diventa un film nel film dove un montaggio alternato ci fa seguire Epifanio che vista una stella cometa va in cerca del Messia. Pasolini fino a sera, prima a cena con Ninetto Davoli, poi quell'incontro con quel ragazzetto di vita ch'egli sarà fatale. Nessuna concessione alle ipotesi di complotto o di approfondimento "politico" escludendo l'intervista se per politica intendiamo la sua visione della società. Strana la scelta di dialoghi in parte in inglese dove recitano in inglese attori italiani (e non so con quanta fedeltà di pronuncia) e in parte in italiano dove Willem Da Foe, solo nelle scene dell'incontro con Pelosi, recita in italiano con immaginabile pronuncia americana. Impressionante la somiglianza con Pasolini. BHA
 

I NOSTRI RAGAZZI - di Ivano De Matteo - con Alessandro Gassman, Giovanna Mezzogiorno, Luigi Lo Cascio, Barbora Bobulova -  Italia -  2014 - 92' - Paolo e Massimo, sono fratelli molto diversi come spesso accade. Paolo chirurgo pediatrico, Massimo avvocato. Si vedono ritualmente una volta al mese in un ristorante stellato, le mogli si odiano. Ci sono i figli sedicenni, Miche e Benedetta, che invece si frequentano. Una sera viene a Chi l'ha visto viene mandato in onda il filmato di una telecamera di sicurezza che ha ripreso l'aggressione di una ragazza e un ragazzo ad una barbona, picchiata selvaggiamente, lasciata sul marciapiede che prima entra in coma e poi muore in ospedale. Sono stati Michele e Benedetta. E i soli a riconoscerli sono i genitori. Che fare? Al di là dei contenuti molto importanti che aprono riflessioni sulla violenza e sul cinismo giovanile che non ha nulla a che fare col degrado sociale o con l'assenza affettiva dei genitori, va segnalata la buona scrittura che non solo passa dal registro sereno e ironico a quello drammatico (molto ben reso da tutti gli attori), non solo racconta di una buona evoluzione dei personaggi ma riesce a gestire in tempi alla fine concitati con grandi colpi di scena un totale ribaltamento dei due fratelli protagonisti. Bravissimi tutti. BELLO BELLO 

 

LE DERNIER COUPE DE MARTEAU - di Alix Delaporte - con Clotilde Hesme, Candela Peña, Grégory Gadebois - Francia 2014 - 82' - Victor, 13 anni, scopre che il padre che non ha mai conosciuto è tornato in città dopo molti anni per dirigere la sesta sinfonia di Malher, quella dei tre colpi di martello. Non c'è nulla di più lontano della vita del direttore d'orchestra da quella di Victor che vive con la madre in una roulotte vicino la spiaggia. Sulle prime l'incontro è ricattatorio: Victor chiede al padre i soldi che servono per riparare la roulotte. Poi il rapporto comincia a strutturarsi. Lieto fine? Sicuramente per Victor che viene scelto per una scuola di formazione calcistica. Film francese lento come d'abitude.
 
SIVAS -  di Kaan Mujdeci - con Okan Avci, Cakir, Ozan Celik -  Turchia - 2014 - 93' - Turchia, villaggio povero. Aslan, un bambino frustrato perché la parte del principe nella recita di scuola la farà il figlio del capo villaggio, si consola prendendo con se Sivas, un cane da combattimento che è appena stato sconfitto e sembra morto. Sivas si rivela invece un cane formidabile tanto che il fratello più grande e il padre di Aslan lo fanno combattere di nuovo. E al bambino non resta che accettare la regola: tu gli dai dai da mangiare, lui combatte e ti fa guadagnare denaro. Lento e triste.
 

9x10 - AA VV -  Italia - 2014 - 94' - Dieci autori giovani per dieci corti di montaggio a tema libero tratti dai materiali dell'archivio Luce che compie 90 anni. C'è di tutto, dall'entrata in guerra, all'Italia dei mestieri umili, ad una favola alla fanta-storia dove una missine di alieni guardano alle donne del pianeta Italia che da oggetto conquistato voto, parità, divorzio, aborto...per arrivare, nonostante tutto, al femminicidio. Interessante e imponente lavoro di montaggio ma ancora prima di scrittura e di ricerca che sicuramente hanno avuto ripetute limature e adattamenti. BELLO

 

IL PICCIONE SEDUTO... (En Duva Satt På En Gren Och Funderade På Tillvaron) - di Roy Andersson - con Holger Andersson, Nisse Vestblom - Svezia - 2014 - 101' L'idea dichiarata sarebbe quella di tre incontri con la morte ma intorno a questo si snocciolano 39 piani sequenza per altrettante situazioni che in se sarebbero anche drammatiche ma trattate sul filo di un umorismo ai limiti (per noi) del demenziale e con il tipico non-sense svadese. Tutte tranne il sogno dove una fila di africani, uomini donne e bambini, vengono fatti entrare da militari in divisa coloniale dentro una specie di  grande bidone con tante trombe e quando sono tutti entrati sotto viene acceso un gran fuoco, il bidone comincia a ruotare e dalle trombe i lamenti diventano musica. Particolarissime le scenografie: ambienti scarni e di colore spento. Girato in digitale. E il piccione che riflette sull'esistenza è quello che appare ne I cacciatori nella neve di Bruegel il Vecchio che da un ramo osserva l'inutile affanno del genere umano. BUONO
 
NOBI (Fires on the plan) - di Shinya Tsukamoto - con Rirî Furankî, Tatsuya Nakamura, Yûko Nakamura, Shinya Tsukamoto - Giappone -  2014 - 87' - Seconda guerra mondiale, Filippine, boscaglia. Un soldato giapponese  che non ha mai ucciso, si ritrova solo con il più banale e il più normale dei problemi: la fame. Non che sia impossibile trovare cibo ma occorre il fuoco. Si aggrega ad un plotone di sbandati che riescono ad accendere il fuoco semplicemente perché hanno i fiammiferi. E alla fine il problema, Man mano che i compagni muoiono, la questione diventa chi mangia chi. Magnifica fotografia tutta giocata sul contrasto natura - uomo, dove tutto quello che riguarda la natura è verde, esco, pulito; e tutto quello che riguarda gli uomini è sporco, sanguinolento tanto che se non fosse opportuno in questo film che parla degli orrori della guerra, tutto il sangue, tutta la carne maciullata sarebbe trash. BUONO
 

TSILI - di Amos Gitai -  Israele, Russia, Italia, Francia - 2014 - 88' - Tsili, 17 anni, scappa nella foresta mentre nel suo villaggio arrivano i soldati e sparano e portano via tutti. Si costruisce un rifugio che sembra un nido dove arriva Marek che si insedia e dopo averla presa un po' con la forza, diventa un compagno. Dopo qualche tempo Tsili segue una colonna di sopravvissuti ai lager che si dirigono verso la Palestina. E detto così è un film sulla Shoa  che guarda più al futuro dei sopravvissuti che all'orrore dello sterminio. Ma sfido chiunque a riuscire ad apprezzarlo. Molte, lunghissime estenuanti scene a camera fissa, senza dialogo. Quadri didascalici che mostrano colonne di persone con fagotti su sentieri e poi gli stessi in riva al mare in attesa. Per non parlare di Tsili che è interpretata da due attrici diverse a seconda di non si capisce cosa e non si può fare a meno do ricordare la stessa scelta di "doppio" di Bunuel in L'oscuro oggetto del desiderio. Posso capire che Amos Gitai abbia voluto raccontare della Shoa con un linguaggio sperimentale ma il film è noioso, insopportabile, improponibile nelle sale e secondo me selezionato perchè non si può rischiare di non essere politically correct. Dopo tanti film belli bisognava pur prendere qualche fregatura. BRUTTO SENZA SE E SENZA MA

 

IL GIOVANE FAVOLOSO -  di Mario Martone - con Elio Germano, Michele Riondino, Massimo Popolizio -  Italia - 2014 - 137' - La biografia di giacomo Leopardi, dall'infanzia alla giovinezza quando insieme alla gracilità e all'inizio della deformazione alle ossa, si manifesta da una parte l'avversione verso le rigide regole paterne e l'inclinazione verso lo studio delle lettere e alla scrittura, nonchè alla infelicità del vivere. E tutto va di pari passo: poesia, infelicità e deformazione. Da Recanati, da cui Lepoardi fugge prima a Firenze, poi a Roma poi a Napoli dove sarà alla fine non solo gobbo ma dolorosamente ricurvo e impossibilitato a stare in piedi. Film di una pesantezza mortale come del resto c'era da aspettarsi da Mario Martone, tanto puntuale nelle ricostruzioni storiche e letterarie quanto noioso. Il film vale la pena di vederlo solo per scoprire la straordinaria capacità metamorfica di Elio Germano. NOIOOOOOOOOOOSOOOOOOO

 

LOIN DES HOMMES - di David Oelhoffen - con Viggo Mortensen, Reda Kateb -  Francia - 2014 - 110' - Algeria durante l'indipendenza. Deru, un maestro francese fa lezione a bambini arabi in una scuola sperduta fra le montagne e gli viene consegnato Mohamed, un giovane algerino che ha ucciso il cugino scoperto a rubare il grano perché lo porti al più vicino posto di polizia. Mohamed, nonostante sappia che sarà condannato a morte, preferisce questo perché diversamente sarebbero i cugini a ucciderlo per vendetta e poi i suoi fratelli sarebbero costretti a vendicarsi a loro volta... Deru lo accompagna ma non ha nessuna intenzione di consegnarlo. Il viaggio durante il quale incontrano ribelli e francesi, diventa percorso di evoluzione per Mohamed che deve scegliere se scomparire nel deserto e vivere o morire giustiziato dai francesi. E Deru alla fine riuscirà a fargli scegliere la vita. La guerra continua e il maestro, ex comandante francese ma nato e cresciuto in Algeria, sa bene che il mondo è cambiato e lascia i suoi bambini: in Algeria sarà sempre un francese anche se per i francesi sarà sempre un po' algerino. Facile dire della meravigliosa fotografia; meno evidenti le difficoltà che si sono affrontate nelle sequenze sulla pietraia. Viggo Mortensen sempre sommesso e misuratissimo. BELLO BELLO BELLO

 

BELLUSCONE - di Franco Maresco - con Tatti Sanguineti, Ficarra e Picone, Ciccio Mira, Salvatore De Castro, Vittorio Ricciardi -  Italia - 2014 - 95' - Maresco costruisce un alzo documentario di inchiesta intorno alla sparizione di se stesso sulle cui tracce Tatti Sanguineti si reca a Palermo. La cosa è avvenuta quando il regista, dopo aver accumulato ore e ore tra girato e repertorio per un film sui legami di Berlusconi con la mafia siciliana, si ritrova nell'impossibilità di finire il lavoro.
Maresco ricostruisce l'ascesa di Berlusconi (vera) seguendo le labili e fantasiose tracce di certo Ciccio Mira, promoter di cantanti neo melodici in una Palermo berlusconiana che non parla mai di mafia e berlusconiano anche lui (tutti finti ma in fondo plausibili). Il grande merito del film è nella sceneggiatura che viaggia su molti piani, da quello dell'investigatore Sanguineti, al repertorio vero, ai personaggi grotteschi come solo Sciascia-Damiani hanno saputo fare solo che lo facevano sul serio. Il demerito è nell'essere lungo sia pensandolo come documentario, sia come insieme di satira politica. Ma business is business e i 90/100 minuti sono conditio sine qua non per passare nelle sale.

 
JACKIE AND RYAN - di Ami Canaan Mann - con Katherine Heigl, Clea Duvall, Ben Barnes, Sheryl Lee -  USA -  2014 - 90' - Film country dove Ryan, cantante country, viaggia coi treni merci presi al volo e in una cittadina della sterminata provincia incontra Jackie. Guarda caso anche lei era una cantante ma famosa, ma sposata con un newyorkese e tornata dalla madre perché dentro un divorzio difficile. Amore in musica con romantico quanto prevedibile happy end. La musica la fa da padrona in scenari terzo millennio figli dell'on the road degli anni '60 che a sua volta era figlio del modo di muoversi dei poveracci durante la depressione.
 
THE CUT - di Fatih Akin - con Tahar Rahim, Simon Abkarian, Arsinée Khanjian -  Germania, Francia, Italia, Russia, Canada, Polonia, Turchia - 2014 - 183' - Turcha 1915. Nazareth, armeno, cene deportato. Si salva dall'essere sgozzato perché chi dovrebbe farlo e solo un ladro che i orari hanno prelevato dal carcere per i lavori sporchi .So salva, quindi, ma resta muto e scopre che tutti i suoi familiari sono morti nella marcia nel deserto. Tutti tranne le figlie gemelle che la madre ha fatto n tempo ad affidare ai beduini. Nazareth da questo momento non farà altro che cercare le figlie, da Aleppo fino a Cuba e poi in Nord Dakota. Molto meno cruento de La masseria delle allodole ma giusto per raccontare che quella degli armeni è stata una diaspora. Magnifica fotografia e tanto di cappello al regista visto che è turco.
 
HUNGRY HEARTS - di Saverio Costanzo - con Adam Driver, Alba Rohrwacher - Italia - 2014 - 109' - Jude e Mina si conoscono, si innamorano, lei resta incinta e cominciano guai perché lei, convinta che il suo sia un bimbo speciale (un indago, creatura che viene dal cielo a risolvere i problemi degli uomini) si accosta alla alimentazione vegana rigorosa e causa problemi di crescita al feto. Quando il bambino nasce, le cose peggiorano perché il piccolo è denutrito e rischia seri problemi. Jude si trova costretto a sottrarle i luglio e portarlo dalla madre. Quando Mina se lo riprende.... Non male. Bello l'uso deformante del grandangolo che restituisce ansia, deforma il copio di lei che diventa filiforme mentre la testa (il problema infatti è tutto li) si ingigantisce. Alba Rohrwacher è brava anche se mi chiedo se non sia un'attrice monocorde dato che la vedo da sempre in ruoli da disturbata o anoressica o pazza varie sfumature. Forse la aiuta il fisico
 

THE HUMBLING - di Barry Levinson - con Al Pacino, Greta Gerwig - USA - 2014 . 112 ' - Un attore famoso che di avvicina ai 70 anni perde interesse e si ritira dalle scene. E nella sua villa appare la figlia ormai 35 enne di vecchi amici. L'amore fa irruzione e lo salva? Si, ma la giovane è lesbica, caratterialmente instabile, forse altrettanto sentimentalmente immatura quanto lui.... Al Pacino giganteggia passando con estrema leggerezza dal registro drammatico a quello comico (lo aveva detto n una riflessione in camerino all'inizio tenendo in mano le due maschere del teatro). Mi viene in mente quella volta che, mentre girava Il padrino disse che recitare accanto a Marlon Brando era come recitare con Dio. Ecco, dio adesso è lui.
 
 
THE BOXTROLLS - di Anthony Stacchi, Graham Annable - con Ben Kingsley, Isaac Hempstead-Wright -  USA -  2014 - 100' - C'è un mondo e un popolo che vive nella città dove il top della cultura e dell'eleganza è il formaggio e dove le più alte cariche indossano la Tuba Bianca, cosa che permette loro di frequentare la sala di degustazione. I BOXTROLLS vengono considerati mostri sanguinari che mangiano gli uomini e trovano ovviamente gustosi i bambini. Naturalmente non è così, di limitano a rubare meccanismi usati, vecchi ingranaggi, sveglie rotte per utilizzarli nel loro mondo perché sono costruttori. In città anni prima è stato rapito un bambino che è stato cresciuto nel sottosuolo e che finirà per smascherare il sordido complotto che un losco personaggio ha messo in piedi per avere la tuba bianca ed entrare nella casta cittadina. Ed è pure allergico al latte e suoi derivati. È l'ennesima dimostrazione che il cartOOn è l'invenzione di un mondo. E questo è del tutto originale. I titoli di coda sono poi geniali, uno dietro l'altro fino a contare tre stili
1- tutti i personaggi fanno piccole azioni ma anche se la sequenza è sempre in 3D loro sono disegnati in nero e a due dimensioni come i vecchi classici

2- di nuovo in 3D i due tirapiedi ormai redenti si domandano se chi li ha disegnati aveva tutto questo tempo da perdere e concludono che devono avere un secondo lavoro perché questo può essere al limite solo un hobby
3- continuano dicendo pc di avere l'impressione di essere circondati dai giganti ed entra in dissolvenza incrociata qualcuno che armeggia intorno a loro, la camera di allontana e scopriamo il set dell'ultima scena e tutti gli operatori in time-lapse che lavorano intorno ai pupazzi evidentemente forse ripresi anche in stop-motion.
BELLESSSSSSSSSSSSIMOOOOOOOO


3 COEURS - di Benoît Jacquot - con Benoît Poelvoorde, Charlotte Gainsbourg,  Catherine Deneuve, Chiara Mastroianni -  Francia 2014 - 100' - Marc perde l'ultimo treno per Parigi e in una piccola città di provincia incontra Sylvie. E' amore. Appuntamento il venerdì successivo a Parigi alla fontana dei giardini dove Marc non arriverà perché colpito da infarto. Si salva, torna a cercare Sylvie ma lei è perdita. Incontra e si innamora di Sophie senza sapere che è la sorella. I tre di ritroveranno prima al matrimonio di Sophie e Marc,m poi al compleanno di mamma Cathetine Deneuve che, cuore di mamma, capisce tutto. Catastrofe annunciata.
 

MANGLEHORN - di David Gordon Green - con Al Pacino, Holly Hunter, Chris Messina - USA - 2014 - 97' - Non si sa bene in cosa abbia sbagliato ma certo adesso che sembra più vecchio di quanto non sia, l'unica cosa "bella", anche esteticamente parlando, è la piccola gattina persiana bianca. La casa è sciatta, lui mangia male, sotto la cassetta della posta c'è un nido di vespe, il furgone è sporco e anche il negozio di fabbro ha visto tempi migliori. Ma la cosa più triste è che lui scrive lettere su lettere alla moglie che lo ha lasciato e Sache le lettere torneranno indietro. C'è però una donna che lavora in banca, gentile, che lo ama... al Pacino semplicemente grande. E in questa storia, come in altre del cinema americano attuale, sarà anche il nome italiano, viene in mente quanto bene ha fatto al mondo il nostro vecchio neorealismo. Peccato che per noi si è evoluto in un triste minimalismo mentre qui... Ah.... BELLO

 

She's Funny That Way Way - di Peter Bogdanovich - con Imogen Poots, Jennifer Aniston, Kathryn Hahn, Owen Wilson, Lucy Punch - USA - 2014 -  93' - Isabella, che prima diventare una attrice famosa faceva la squillo col nome di Glo racconta del suo incontro fortunato. Lui fa il regista, è sposato con la sua attrice, si chiama Arnold ma da anni quando è fuori casa si fa chiamare Darren e incontra escort a qualcuna delle quali regala grosse a patto che cambino vita. Capita anche a Glo che sogna di fare l'attrice e, naturalmente, il suo primo provino per la parte di una squillo è proprio per il nuovo film di Arnord. Da qui una catena di equivoci e vite incrociate che generano spassosissime situazioni. film molto parlato, deliziosamente parlato con battute a raffica. BELLISSIMO
 

99 HOMES -  di Ramin Bahrani - con Andrew Garfield, Michael Shannon - USA - 2014 - 112' - Dennis ha perso la casa e accetta di fare lavori di idraulica per lo stesso agente immobiliare della banca che lo ha sfrattato. Da lui impara in fretta tutti i metodi non esattamente legali con cui il suo capo ha fatto molto denaro. Fa carriera e molto denaro a sua volta visto che, come dice il suo capo, l'America non è fatta per i perdenti. A parte il,perfetto affresco della società americana del 2010, il regista ci regala un magnifico uso della macchina da presa, con inquadrature molto molto dinamiche e tanta macchina a mano. regista iraniano trapiantato cosa che conferma quanto ho già detto perfino a proposito di Gabriele Muccino che proprio in America ha fatto i suoi film migliori: il cinema americano entra nel sangue anche di chi americano non è per nascita ma lo diventa. BELLISSIMO.
 

Anime nere - di Francesco Munzi - con Marco Leonardi, Peppino Mazzotta, Fabrizio Ferracane, Barbora Bobulova - Italia, Francia - 2014 - 103' - Tre fratelli calabresi. Due coinvolti in grossi traffici internazionali di droga fra Colonia e Milano, l'altro, l'unico che ha un figlio, è rimasto in Aspromonte a fare il,pastore come il,padre che anni prima è stato assassinato da una famiglia rivale chissà per quale motivo. Il fratello-capo torna in paese per stringere alleanze ma i rivali lo uccidono e si scatena nel giro di poche ore una catena di vendette e tradimenti con evoluzione del tutto inaspettata. Gestito come un wester dove non ci sono "buoni". FORTE
 

REALITE' - di Quentin Dupieux - con Alain Chabat, Jonathan Lambert, Elodie Bouchez - Francia -  2014 - 90' - Una bambina il cui padre ha ucciso un cinghiale, mentre lui eviscera per imbalsamarlo, vede che aveva ingoiato una cassetta VHS ma i genitori negano che sia possibile. Si scopre che si tratta del girato che produttore e regista stanno visionando. Il produttore subito dopo riceve un vecchio amico cameraman che gli,propone un film horror-scifi: lo produrrà solo se il cameraman in 48 ore riuscirà ad avere un urlo da oscar. E si precipita in una serie di situazioni incastrate fra di loro che sono sogni o forse incastri di universi paralleli fra il cameraman, la bambina, il direttore della scuola, il,presentatore di un talkshow, il produttore... Situazioni divertentissime che al di la di un filo logico difficile da scoprire, di sicuro sono frutto di una intelligentissima sceneggiatura. BELLO

 

LA VITA OSCENA - di Renato De Maria - con Isabella Ferrari, Clement Metayer -  Italia - 2014 - 85 - Andrea. Diciottenne incantato evidentemente dalla madre, bella figlia dei fiori in un paesino di provincia che però si ammala di cancro. Tutti aspettano la morte di lei e invece prima muore il padre di ictus. Poi muore lei e Andrea comincia a disfarsi fra alcool, droghe (leggere) e farmaci. Quasi muore nell'incendio di casa per lo scoppio di una bombola di gas che ha inavvertitamente lasciata aperta (perché disfatto di alcool, droga e farmaci). Però al colmo della "sfortuna" qualcuno legge le due poesie e gli trova un pensionato universitario a Milano con relativa iscrizione a lettere. Andrea a Milano decide invece di suicidarsi con una quantità ciclopica di cocaina, come ha fatto il suo,pietà preferito (mai sentito )Non solo non ci riesce la prima notte e nemmeno la seconda, ma quando finalmente, dopo giorni di sesso ininterrotto sembra che il cuore gli si schiatta, lo salvano. E ovviamente si redime, studia, si laurea, diventa pure famoso con uno,pseudonimo e conclude che però questa storia la doveva scrivere. Rimpiango che non ci sia Zuccherino perché avremmo cominciato a ridere e ridere quasi soffocando. Non che il film sia fa ridere,tutt'altro, essendo fra l'altro l'autobiografia di aldo Nove che firma anche la sceneggiatura, ma c'è stato più di un momento in cui la battuta tagliente era quasi bisbigliata: - ho deciso di suicidarmi - ma va? Film coraggioso, senza dialoghi, solo voce fuori campo; situazioni psichedeliche con relativa, bella, fotografia ed effetti. CORAGGIOSO

 

LA RANCON DE LA GLOIRE -  di Xavier Beauvois - con Peter Coyote, Roschdy Zem, Nadine Labaki, Chiara Mastroianni -  Francia, Belgio, Svizzera - 2014 - 115' - Svizzera 1977 - Eddy, belga, esce dal carcere e c'è ad aspettarlo Osman, algerino. I due si sono conosciuti anni prima in un centro di accoglienza. Osman ha una moglie che necessitàt di una importante operazione all'anca ma non sono sposati e le spese sono a carico della famiglia. Per Osman, che vive in una baracca e fa l'elettricista, è una cifra impossibile. Così Eddy, ospite da lui in una disastrata roulotte, pensa di rapire la bara di Chaplin che è appena morto e chiedere il riscatto alla famiglia. Se la situazione della prima parte ricorda ovviamente le atmosfere di tutti gli Charlot, in tutta la seconda parte i due ricordano inevitabilmente i soliti ignoti e, nella riesumazione, perfino il dott Frankestin e Igor nel cimitero. Musica da grande cinema americano che ho sentito qualcuno criticare perché il film non ha nulla di epico. Sicuri? Non è stato Chaplin a dare grandiosità a vite miserabili che non avrebbero mai visto ne gloria ne luce? Basato sulla storia vera. La famiglia Chaplin aveva già avuto richieste ma solo a questo film ha dato la liberatoria e resi disponibili documenti. E si può capirne il motivo. BELLO

 

The look of silence - di Joshua Oppenheimer - con Adi Rukum - Danimarca, Finlandia, Indonesia, Norvegia, Gran Bretagna  - 2014 - 98' -Girando per misurare la vista ai vecchietti, adi ha modo di ricostruire la morte del fratello,assassinato dopo la presa del,potere militare in Indonesia nel 1965. All'epoca fu ucciso un milione di persone perché considerate tutti comunisti. Decapitati, mutilati, sventrati,mi corpi e le teste gettate nel fiume. Molti degli assassini sono ancora vivi e Adì si è fatto raccontare.Sembra Banca della Memoria. I crimini di guerra sono orrendi dappertutto certo, però, ci si chiede cosa ci sia nella cultura di questa parte dell'Asia che rende possibile l'orrore che abbiamo sentito raccontare. Avesse avuto ragione Marguerite Jourcenar quando diceva che gli i orientali hanno occhi cattivi e mangiano i loro cani? IMPORTANTE

 

MELBOURNE di Nima Javidi - con Mani Haghighi, Negar Javaherian, Vida Javan - Iran - 2014 - 93'

Una giovane coppia di Teheran sta andando per tre anni in Australia a completare gli studi. Il giorno della partenza la baby sitter (che conoscono) di un vicino di casa (che conoscono) chiede a lei di tenere la bambina di sei mesi giusto il tempo di una commissione. La ragazza ritarda, loro devono lasciare l'appartamento, hanno chiamato il padre perché venga a prenderla ma prima che lui artici si accorgono che la bambina è morta. Comincia una affannosa e disperata ricerca di soluzioni e spiegazioni, tutto in un continuo suonare del campanello per saluti e telefoni cellulari per ultime cose. Spiegazione e soluzione si troveranno ma il film, che ha alla base un'idea originale, forte e ha anche il pregio del tempo reale tutto in un appartamento che diventa microcosmo, è terribilmente noioso. Il fatto è che non c'è nemmeno un filo, un momento, un attimo di colonna sonora e, adesso mi vorrei sbagliare, ma temo sia una cosa che accomuna tutto il cinema iraniano. Mi sembra di ricordare che una amica che ha vissuto tanti anni in Iran, mi diceva di problemi dell'islam fondamentalista con la musica che è vista come futile. Se così fosse... NOIOSO

 

BIRDMAN - di Alejandro González Iñárritu - con Michael Keaton, Edward Norton, Naomi Watts, Emma Stone - USA - 2014 -119'

Era stato BIRDMAN, l'uomo che vola, un supereroe hollywoodiano per ben tre film consecutivi, aveva sventato mostri ed eco catastrofi ma lui, Riggen, adesso, 60enna, ha messo in piedi uno spettacolo in teatro a Broadway. Sente la ovvie del suo altre ego che è BIRDMAN, ha poteri di telecinesi, un divorzio e una figlia ventenne ex-tossica. Non manca nemmeno la giornalista dl Times che giura di strocherà lo spettacolo perché non lo considera un attore ma una celebrità del cinema commerciale. Il fil è semplicemente GENIALE. Il cinema parla del teatro che gli è genitore ma anche nelle scene delle scene, la macchina da presa è in una angolazione che al teatro non è consentita: sul palco, dentro lo spazio simbolico del teatro. E sul tema del successo c'è un doppio salto mortale: Riggen è stato una celebrità, forse questo debutto a Broadway sarà un fiasco che gli rovinerà per sempre la vita ma sui social network, una sua incidentale passerella in mutande gli procura 300mila visualizzazioni in un giorno. E intanto lui, non contento di levitare in camerino e di spostare piccoli oggetti, ricomincia a volare. Sogna dopo una sbronza? È matto? Chi può dirlo? A questo, che già basterebbe, si aggiungono almeno 4 finali uno di seguito all'altro. Per non parlare del fatto che è girato in una serie di abilissimi piano sequenza che valorizzano la capacità recitativa teatrale degli attori (chi è bravo a guardare su un doppio livello, e cioè analitico ed emozionale al tempo stesso, si gode i passaggi di stacco da un piano sequenza all'altro). BELLESSIMOOOOOOO ed è in concorso. Non so se mi spiego

 

The president - di Mohsen Makhmalbaf - con Misha Gomiashvili, Dachi Orvelashvili - Iran - 2014 - 115'

In un paese sconosciuto che potrebbe essere tra l'Europa dell'est e l'Asia occidentale, un presidente che è in realtà un monarca assoluto viene deposto e di ritrova fuggiasco insieme al nipotino. Devono nascondersi, mimetizzarsi, mascherarsi da musicisti di strada... Sula sua testa la taglia in centinaia di milioni di dollari aumenta di giorno in giorno. Finiscono per essere scoperti e stanno per essere linciati... Il film è paradigmatico, ha una bella fotografia, il ragazzino è bravo e ben diretto ma tutto risulta inevitabilmente un po' lento, come è inevitabile nella cinematografia dell'est. Lo sappiamo, tanto vale farsene una ragione. BHA

 

Before I Disappear di Shawn Christensen - con Shawn Christensen,  Paul Wesley, Ron Perlman -  USA, Gran Bretagna - 2014 - 93' -  Richie nel suo turno di pulizia ha trovato nei bagni del locale una ragazza morta di overdose. Gli ricorda la sua ragazza e il film prende l'avvio in un clima buio e metropolitano e degradato. Tanto buio, tagliato da bellissime luci forti e crude, che sembra buio anche quando è giorno, quando Richie che si è tagliato le vene ma ha risposto al telefono dalla vasca, va a prendere a scuola la figlia della sorella con cui non ha rapporti da anni. Il regista, giovane e indipendente, si avventura in questa vita notturna, di locali, di droghe e degradazione con mano sapiente che sapientemente si concede perfino ironia e surrealismo.BELLO
 

 

fiore di cactus :)

film

corti

cartOOn

TV - fiction

eventi

percorsi

news

soggettive


cinecittà

scuola di cinema

cineteca nazionale

museo del cinema

istituto luce

casa del cinema

SAS cinema


AIC

AITS

AMCT

ANAC

ASC


Venezia

Roma

Torino

Locarno

Pesaro

Giffoni

David di Donatello

       ...e tutti gli altri


festivalcortometraggi


film in sala


Italica Rai

35mm

FilmUp

CastleRock

Cinefile

Cineboom

IMDB

Kataweb cinema

ArchivioImmagini

FantaFilm

tutti i film per anno


RAI

RaiClick

Televideo


film commission


WebCam


produzioni