soggettive

 

Vicky Cristina Barcelona

Prima di tutto una piccola premessa su W. Allen: penso da molti anni, almeno 15, che non si possa fare film "a ciclo continuo" come fa lui (scrivere la sceneggiatura, girare e contemporaneamente scrivere il soggetto del nuovo film), non si possono "sfornare" film come se si fosse produttori di biscotti!!! :-D Anche i geni più sommi hanno bisogno di pause di riflessione per poter creare altre opere di genio.
E infatti il nostro accanto a film geniali, come secondo me è stato "Match Point", premiato anche dal pubblico (forse era solo un po' troppo simile nella trama al suo altro vecchio film "Crimini e Misfatti" del 1989), ha girato film decisamente più mediocri e anche, a volte, un po' inutili ("Sogni e Delitti", "Scoop", "Melinda e Melinda", "Tutti Dicono I Love You", "Alice", ecc.).
Detto questo volevo prima analizzare quelli che secondo me sono i difetti di questo film (che complessivamente, però, per me è sopra la sufficienza e decisamente migliore degli ultimi suoi due film sopra citati, anche se peggiore di "Match Point").
Intanto la tanto decantata interpretazione di Penélope Cruz. Certo lei è una brava attrice (bellissima e bravissima in "Volver" di Almodovar!) ma qui viene ristretta in un ruolo molto stereotipato, tipico di una spagnola "focosa" e folle, vista da un regista americano. Lei è l'unico dei personaggi principali del film vista solo ed esclusivamente dal di fuori, mentre anche il personaggio di Javier Bardem ha una sua maggiore ricchezza e spessore. Per esempio nell'ultima scena interpretata dall'attrice spagnola si sfiora quasi il ridicolo involontario...
Però un po' tutto il film soffre di molti stereotipi duri a morire, anche in un regista sensibile e molto "europeo", per essere americano, come W. Allen, riguardo all'Europa: Europa decadente e libertina vs. USA puritani e perbenisti, Europa gaudente e intellettuale vs. USA pragmatici e "sgobboni". E questi stereotipi, che certo semplificano molto il film a tutto vantaggio di certo pubblico americano, lo indeboliscono anche.
Condivido poi una critica fatta da alcuni giornalisti sul fatto che il film sembra un po' uno spot, a tratti, su Barcellona e la Spagna in generale.
Ultima critica molto personale: ne ho un po' abbastanza di tutti questi film che analizzano fin nelle minime sfaccettature quest'alta borghesia decadente. Forse, però, una parte della società che W. Allen conosce molto bene; probabilmente non saprebbe parlare d'altro!!!
Detto questo ci sono, però, alcuni lati positivi. Intanto mi è molto piaciuta la voce off, che invece in molti altri film può risultare un po' ridondante. A volte si avvicinava al monologo interiore, tanto caro a Joyce e V. Woolf. Questa voce (ah, al solito consiglio la v. o. con sott. in italiano, anche per apprezzare meglio il confronto/scontro tra l'inglese (nettamente predominante!!!) e lo spagnolo) sembra cullarti e illuminarti sulla storia narrata. Un po' tutto il ritmo del film, lento e riflessivo al punto giusto, tende a far rilassare lo spettatore e a divertirlo con intelligenza.
A parte il personaggio di P. Cruz gli altri personaggi sono molto più credibili e "veri" e anche le interpretazioni sono migliori; stavolta per me è da preferire il personaggio di Vicky (Rebecca Hall) a quello di Cristina (Scarlett Johansson), anche quest'ultima sembra ormai condannata a interpretare sempre il ruolo della femme fatale e sta cominciando un po' a "stuccare". Però è interessante lo scavo psicologico dei loro comportamenti e delle loro nevrosi, così come il transfert psicologico che opera il personaggio di Patricia Clarkson (Judy Nash, amica di famiglia di Vicky) proprio su Vicky.
Anche la fotografia, fin troppo calda e avvolgente, è però funzionale alle atmosfere mediterranee che si vogliono creare.
E' infine apprezzabile, per me, lo sforzo del regista di rinnovarsi e cambiare registro stilistico dopo la trilogia londinese, che partita alla grande con "Match Point" si era poi un po' persa per strada.
Ultima piccola nota biografica: è stato buffo rivedere nel film luoghi che ho visitato proprio l'estate scorsa (Oviedo, capitale delle Asturie, regione a nord della Spagna tra la Galizia ed il Paìs Vasco, e, ovviamente, Barcellona, dove sono stato in un bellissimo viaggio nella primavera del 2003).
Di seguito il link ad una scheda del film:
http://www.35mm.it/film/scheda.jsp?idFilm=39819

 

Franco
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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