Video choc? Di cosa si scandalizza l'America?
A voler essere veramente realistici e con
un pizzico di cultura, ma neanche, con quel poco che possiamo aver letto a
scuola, quelle canzoni ascoltate, un po’ di buon senso, non si capisce lo
“scandalo”.
Non che non sia scandaloso, peggio, vomitevole il testo della “ballata”
cantata dal nerboruto (a me sembrava piuttosto paffuto) marine e peggio
ancora gli applausi e le risate dei suoi commilitoni alla descrizione di
come si può uccidere una ragazza irachena, di come sprizza il sangue dagli
occhi.
Ma di cosa si stupisce la perbenista America insieme al suo presidente?
Cosa ci si può ragionevolmente aspettare da ragazzi che vanno in guerra?
Ma qui occorre fare, ancora una volta, la premessa che non ci sono guerre
“buone” e che la guerra presuppone, senza possibilità di appello, che c’è
solo una cosa da fare, semplice, senza discutere: uccidere il nemico e, se
possibile, umiliarlo colpendolo negli affetti, donne e bambini.
Vecchia storia, malgrado i trattati.
E dunque, repetita…, di cosa si scandalizza l’America insieme al suo
presidente?
A supporto di questa retorica e provocatoria domanda, due citazioni (e
mezza).
Il discorso di Ulisse a Penelope quando la rivede e lei ancora non lo ha
riconosciuto e lui le racconta dei pensieri e dei desideri del soldato
all’assedio di Troia.
“qui lontani…” Che poi è la stessa cosa che sognano, scrivono, pensano,
bisbigliano i nostri italiani di Gabriele Salvatores perduti nell’isola in
Grecia di Mediterraneo.
E poi “la guerra di Piero”di Fabrizio De andrè:
“sparagli Piero, sparagli ora e dopo un colpo sparagli ancora fino a che tu non lo vedrai esangue cadere in terra coprire il suo sangue”
che a me, da ragazzina, per la prima
volta mi prese qualcosa di brutto allo stomaco.
Sul fatto che lo status di guerra e la certezza del nemico, una volta che
gli si mettono le mani addosso, faccia venire fuori la parte più brutta,
bestiale, vergognosa c’è una vasta letteratura che dimostra, praticamente,
che il sadismo e la vergogna delle azioni contro i “civili” (ma ci sono
ancora guerre che si possono combattere nobilmente fra eserciti schierati in
campo, come nelle rappresentazioni delle battaglie napoleoniche?) sono da
considerarsi un inevitabile effetto collaterale.
Detto questo, ripeto ancora la domanda: di cosa ci si scandalizza?
Gli iracheni sono il nemico, come lo erano i vietnamiti, e stavolta in più
c’è un nemico islamico che ha aggredito l’America sul suolo sacro della
patria, cosa che nella storia non era mai accaduto tranne Perl Harbour ma lì
c’era la guerra eccetera. Tra l’altro la nazione americana non ha mai smesso
di fare i conti con la diffidenza verso “l’altro” che non sia esattamente
bianco, occidentale, cristiano. Vanno bene le braccia che lavorano, come
sono sempre andate bene, ma se sono braccia portoricane (ancora ancora,
almeno sono cattolici), se sono braccia o intelligenze medio orientali…uhmmmm.
angela cannizzaro per
il Campo - idee per il futuro
AMCT