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VOCI NOTTURNE

di Fabrizio Laurenti - scritto da Pupi Avati

con Massimo Bonetti, Lorenzo Flaherty

Italia - 1995 - 5 puntate 80'/cad

 

A distanza di oltre vent'anni dagli sceneggiati RAI di ambientazione esoterica il cui capolavoro era stato Il segno del comando, la RAI torna con questo Voci notturne che ancora non si aveva il coraggio di chiamare fiction e che si definiva "miniserie".

Lo scenario è Roma e l'antico e misterioso ponte Sublicio, all'epoca fatto di travi senza chiodi, alla cui manutenzione erano addetti i "pontefici" e intorno al quale pare si facessero misteriosi rituali.

Tutto questo si rivela nel corso dell'indagine sulla morte di uno studente di architettura, figlio di un indagato per corruzione che ha fatto imprigionare potenti personaggi della politica e che forse è vittima di vendetta. Il ragazzo stava facendo una ricerca su un vecchio carteggio relativo al ponte e ai rituali risalente agli anni della guerra ad opera di uno studioso ebreo che aveva consegnato ai nazisti molti membri della comunità dopo essersi fatto affidare i loro beni.

 

Un intreccio di tutto rispetto fra passato remoto, passato e presente che incolla allo schermo e che si conclude... quasi nel nulla, in un non risolto che puzza di incapacità di scrittura più che di finale aperto per un sequel che all'epoca nemmeno era nelle strategia di produzione televisiva e giustificato solo dal mistero che rimane tale perchè tale e perchè tale è il suo fascino. Gradevole da rivedere ma...

 

Insomma, le chiacchiere stanno a zero: Pupi Avati, qui in veste di produttore, conferma quanto sospettato: che pure avendo esordito nel thriller-horror con La casa delle finestra che ridono, nel frattempo è passato attraverso una cinematografia noiosa in cui ha brillato solo Una gita scolastica, che rivela purtroppo... non so... forse una buona vena all'inizio della sua carriera (che ha abbandonato per cose meno angoscianti e quindi più gradite al pubblico) e che si è esaurita tristemente. Peccato per noi.

 

fiore di cactus :)

 

 

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