TV - fiction e non solo

 

Vodafone campagna estate 2006

 

Una premessa:  trovo Silvio Muccino sia forse l'attore giovane più promettente del cinema italiano.

Ho sentito intorno a questa affermazione molti commenti. Dal luogo comune "se lui è il più promettente, allora il cinema italiano...
Ghiotte occasioni di discussione alte alle quali non mi sottraggo. Intanto Silvio è giovane e il buon senso vorrebbe che gli dessimo il tempo di crescere senza saltargli alla gola in preda a stupidi rimpianti. Ahi, come è facile essere adulti e pensare che solo "ai nostri tempi, allora sì che c'erano attori, artisti, poeti, adesso questi giovani...".

Correggo, questi non sono soltanto adulti, sono vecchi, che è molto peggio.


E poi Silvio Muccino ha dimostrato impegno e una volontà di ferro. Ve lo ricordate, vero, quando zagagliava. Difetto di pronuncia che ha corretto con mesi e mesi di disciplina accanto ad un logopedoista. E in fondo non è che ne avesse bisogno, era già famoso e super pagato.
E poi Silvio Muccino è uno che va alla mostre non per mostrarsi ma per imparare qualcosa, mi è capitato di vederlo due anni fa alla mostra dedicata ad Alberto Sordi: era lì, silenzioso, attento a leggere quello che stava dentro alle teche. Bravo.
E veniamo alla recitazione: da quando è stato inventato l'actor studio, tutti gli attori sono "se stessi", nel senso che la tecnica della memoria emotiva vuole che nell'interpretazione di qualunque personaggio e di qualunque stato d'animo, si chiede all'attore di fare riferimento alla propria memoria emotiva.

Ma come, critichiamo tanto l'incapacità di "essere naturali", critichiamo tanto la recitazione "accademica" alla Eleonora Duse attaccata alla tenda, diciamo "come sei teatrale" e poi quando uno riesce ad essere lui, niente, non ci sta bene lo stesso. "E' sempre agitato" dice qualcuno. Forse è vero ma in questo credo che ancora il giovane Silvio risenta della nefasta influenza dei metodi di direzione artistica del fratello Gabriele il quale, ce lo ricordiamo, chiede agli attori di urlare le battute per caricarsi e averli al ciak pompati di adrenalina. Ti credo che sono tutti agitati! Ma Gabriele sembra scomparso e Silvio è diretto da altri.
E poi l'ho intervistato e mi è sembrato così carino... un figlio simpatico e fresco.
Fine della sviolinata.

Premesso inoltre che conosco bene la musica di Ligabue.
Ligabue è il più grande rockettaro italiano, non ha mai scritto una canzone che non fosse provocatoria, non ha mai abbracciato come positivi fenomeni commerciali, mode giovanilistiche come 'l'happy hour", sistema evidente per riempire locali e far guadagnare in orari in cui diversamente i barman morirebbero di pizzichi.  Per gli adulti di cui sopra, l'happy hour è una fascia oraria in cui nei locali qualunque consumazione costa la metà. Certo non è l'ora dei vip, della notte che ribolle, magari è la fascia oraria immediatamente precedente (furbi, così il ragazzo entra per una birra al tramonto, poi ne chiede un'altra, la terza è già a tariffa normale e alla fine si scopre che consuma di più). Ma non si tratta nemmeno di demonizzare questi biechi sistemi consumistici. Che ci piaccia o no, il mondo cambia e la nostra capacità di essere presenti si misura con la nostra elasticità. Che è sempre sintomo di giovinezza: un giovane albero si piega, da vecchi si irrigidisce e il vento lo spezza.
Ad ogni buon conto Ligabue non ha mai abbracciato acriticamente le cose dei ragazzi. Non solo perchè interpreta nella maniera più aderente l'anima del rock che certo non è mai stato tenero con niente, ma perchè, ce lo ricordiamo, è stato il regista di quel capolavoro che è Radio Freccia. A parte che mi chiedo cosa sarebbe adesso Stefano Accorsi senza Ivan di Radio Freccia, ma occorre, a proposito della senso critico a 360° che Luciano Ligabue lì non guardava al vetriolo soltanto (giustamente) l'eroina ma il suo era lo sguardo critico su tutta la maledetta provincia. E se fosse stata città avrebbe mantenuto lo stesso sguardo, cosa che fa in tutte le sue canzoni, compresa appunto "happy hour" della quale voglio segnalare il refrain che è, guarda caso, la parte in questione:
"sei già dentro l'happy hour
vivere vivere costa la metà
quanto costa fare finta
di essere una star?"
il tutto in un contesto del tipo:
"Dicono che tutto
sia comunque scritto
quindi tanto vale che non sudi
nasci da incendiario
muori da pompiere

dicono che devi
proprio farti fuori
se vuoi fare il rock in qualche modo
che ti portiamo i fiori
lì nei cimiteri mitici"

Bene. Veniamo dunque allo spot di Vodafone, quello che ti devi comprare quel telefonino e attivare quello sconto così telefoni gratis. (???)
Quando ho visto lo spot ho detto subito BELLO!. Silvio Muccino, Ligabue, un ragazzo che fa autostop, che parte perchè è finita la scuola o gli esami all'università, un furgone su una strada che sembra l'America della migliore tradizione Easy Rider.
Però... c'è qualcosa che non và. Cosa c'entra in questo contesto vacanziero accattivante felice e commercialmente ammiccante, la canzone di Ligabue? E perchè Silvio sale su una strada di prateria e scende lungo la stessa strada?
Io quel telefonino non lo compre perchè ancora funziona egregiamente il mio, anche se la pellicola con i numeri sui tasti è completamente saltata e vado a memoria. Ma comunque lo spot è sbagliato. Si suggerisce che con quel telefonino sei già nell'happy hour, dove la vita costa la metà. Compralo, insomma se no non sei figo, come il dolce, sorridente simpatico Silvio che gira il mondo solo con una borsa (come facevamo noi da ragazzi, dimostrazione che i ragazzi in fondo sono sempre ragazzi). E mi chiedo, a parte la conoscenza e la sensibilità dei writers, come abbia potuto Ligabue dare la liberatoria per lo spot.
E i writers di cui sopra hanno fatto, temo, il ragionamento più semplicistico che si possa immaginare: qual'è la situazione più minimalista (zero), dove potresti avere bisogno di tutto e invece ti basta solo il telefonino che per giunta non devi ricaricare visto che intorno c'è il deserto? E cosa si associa al viaggio avventuroso? La musica rock., E qual'è il cantante più rappresentativo con un pezzo che se non lo è può diventare un nuovo tormentone estivo? Ligabue. Detto fatto.
puazz!!!
 

Parte seconda

Prosegue la campagna zero vodaphone, in linea con le tendenze "romazesche" delle nuove campagne care ai writer.
Lui è saltato giù dal furgone (da una settimanella non lo vedevamo salire, meglio) si arrampica a piedi per mari e monti, sempre in luoghi deserti (ma dove sono questi posti meravigliosi?), sempre solo con il suo zainetto semivuoto, sempre solo con il suoi cellulare vodafone costo zero e invia messaggi alla bella del furgone che nel frattempo , chissà come, è arrivata all'altare. Lui le dice "no"
no e no e no e alla fine lei dice "no", poveretto lo sposo che avrà fatto di tanto male. E cosa succede? Lei esce dalla chiesa e trova il delizioso Silvio su una moto che la porta via. Carrello dall'alto, lei perde al vento il velo. Senza voler scomodare altre pubblicità, altre cose, perfino i dejavù e certo spirito trasgressivo... di qualcuno.
Perchè è sempre lei che si ribella? Ancora con la donna vittima dello sposo ricco, della famiglia che detta legge! Ma siamo ancora alla monaca di Monza! che palle!
E tra parentesi, ma non dovrebbero avere il casco tutti e due?
PESSIMO
Unica cosa buona: l'unica battuta del nostro Silvio, "zero", sorridente.
Tutto con la stessa Happy Hour di Ligabue.
O forse io non ho capito... o forse il target di queste offerte mobiltelefoniche è solo giovanile. Mha! in questo caso dovremmo pensare che i writer pensano (o sanno) che i ragazzi sono come sempre tutti i ragazzi: romantici.


fiore di cactus 

 

Com'è andata a finire? Lui l'ha portata al mare, lei si tuffa con tutto l'abito da sposa mentre lui la guarda appoggiato alla moto col sorriso felice di chi ha dato la libertà. Lei telefona con cellulare di lui alla madre per dirle che sta benissimo. Chissà quanto ti sarà costata questa telefonata? E lui risponde, naturalmente ZERO.

E si suppone che vissero felici e contenti.

Diciamo che almeno da una parte torniamo ai vecchi "Carosello", dall'altra abbiamo un piccolo film a episodi. Tanto il telefono non lo compro comunque.

 

film

TV - fiction

eventi

percorsi

dai giornali

io penso...


cinecittà

scuola di cinema

cineteca nazionale

museo del cinema

istituto luce

casa del cinema

SAS cinema


AIC

AITS

AMCT

ANAC

ASC


Venezia

Roma

Torino

Locarno

Pesaro

Giffoni

David di Donatello

       ...e tutti gli altri


festivalcortometraggi


film in sala


Italica Rai

35mm

FilmUp

CastleRock

Cinefile

Cineboom

IMDB

Kataweb cinema

ArchivioImmagini

tutti i film per anno


RAI

RaiClick

Televideo


film commission


WebCam


produzioni