TV fiction e non solo

 

VOLARE:

LA GRANDE STORIA DI DOMENICO MODUGNO

di Riccardo Milani

con Beppe Fiorello, Kasia Smutniak

Italia - 2013 - 135'

 

Come recita il titolo ecco la biografia di Domenico Modugno, personaggio nella vita di chiunque ai nato entro la metà degli anni '60. O meglio, la biografia di "Mimmo" fino al successo di "Volare" e quindi dalle umili origini alle stelle.

La fiction è pensata come un flashback: durante uno spettacolo in Versilia Mimmo racconta.

 

Mimmo, come gli over 50 sanno tutti, nasce pugliese, ha il sogno di fare il cinema, si trasferisce a Roma, entra al Centro Sperimentale di Cinematografia nel corso di recitazione, si arrabbatta con mille lavoretti per mantenersi, scrive canzoni e canta.

E' in questo periodo che incontra il Principe Lanza di Travia, proprietario delle miniere al suo paese in Puglia, e Franca, il grande amore della sua vita.

Impercettibilmente i suo lavoro si sposta dalla recitazione alla canzone. Mimmo comincia a scrivere e cantare in siciliano, dapprima con reticenza ma poi convinto che il siciliano non solo è abbastanza vicino al dialetto della zona pugliese da cui proviene, ma come dialetto è più gradito.

E quando gli chiedono canzoni napoletane, Mimmo le scrive e le canta.

Contemporaneamente si dipana la sua storia con Franca, sempre fra alti e bassi ma è una storia d grande amore e grande passione e sono quindi altissimi e bassissimi.

 

Il film si ferma a "Volare".

Resta fuori tutto il resto della vita di Modugno, i crolli, la malattia, la candidatura in politica... Non se sono le parti più interessanti ma Milani ha voluto raccontare del periodo dei grandi successi ed è scelta insindacabile.

Sindacabile caso mai è un altro fatto di non poco conto, fatto che necessita una premessa.

Il cinema prima e la televisione popi sono pieni di biografie.

E anche di recente abbiamo visto proprio in TV biografie di personaggi più o meno coevi di Modugno.

All'attore in questi casi viene chiesto molto, soprattutto se i personaggi sono contemporanei e li abbiamo conosciuti, tanto più se sono popolari perchè televisivi. E' stato il caso di Enzo Tortora e di Walter Chiari.

Abbiamo assistito alla trasfigurazione di Alessio Boni e all'interpretazione intensa di Ricky Tognazzi. Ma el caso di Beppe Fiorello, la cui bravura non si discute, si è trattato di più: è stata imitazione, fedele e riuscita, impressionante ma imitazione.

Insomma Fiorellino non si è limitato a immedesimarsi tanto da trasfigurare, ha imitato Domenico Modugno.

Quando ho visto i trailer pensavo che nelle parti cantate (sono tantissime, è quasi un musical) fosse ragionevolmente doppiato con la voce autentica di Modugno. Poi, orrore, a Sanremo ho capito che invece cantava proprio lui, imitando la voce un po' nasale di Mimmo.

Bravo ma è come se Alighiero Noschese avesse fatto un film su Andreotti o Loretta Goggi un musical su Mina.

All'attore viene chiesto altro.

Fastidioso, stucchevole, antipatico, brutto.

 

E infine una (dolente) nota sulla colonna sonora: il film è praticamente un musical con le canzoni di Modugno ma tra una canzone e l'altra c'è anche un commento che, ahiahiahi, ricorda in modo spudorato quello di Moricone per Nuovo Cinema Paradiso. Evidentemente Andrea Guerra, che pure ha firmato le musiche per Le fate ignoranti, La finestra di fronte, Un giorno questo dolore... evidentemente stavolta è andato un po' al risparmio di creatività.

 

fiore di cactus :)

 

 

 

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