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                                                                                                                                                                  TV - fiction

 

ZODIACO - IL LIBRO PERDUTO

di Tonino Zangardi

con Sergio Assisi, Magdalena Grochowska, Antonia Liskova, Marina Tagliaferri, Andrea Bosca

Italia - 2012 - 100 'x 4 puntate

 

C'è un prestigioso collegio in montagna vicino Torino dove ha insegnato Nostradamus e dove vengono mandati i rampolli delle famiglie facoltose destinati a diventare la futura classe dirigente, i più quotati professionisti, i manager più importanti.

 

Julian, che si finge archeologo ma è in realtà un agente di Scotland Yard sotto copertura, è in cerca delle prove che nel collegio si nasconda una setta che manipola i ragazzi.

E aiuta il commissario di polizia, una  bellissima donna di madre polacca, che sta indagando su una serie di suicidi sospetti avvenuti proprio nel collegio.

In tutto questo l'evasione dello Zodiaco, un giovane seria killer che anni prima ha sterminato una ricca famiglia del posto.

Su tutto un certo libro perduto di Nostradamus con predizioni che solo l'ultimo erede del mago può decifrare.

E chi è l'ultimo erede? Chi è?

Ovvio che non lo diciamo.

 

Questa fiction ha una storia strana assai.

E' sequel di un altra fiction andata in onda quattro prima dove però il collegio non c'entra nulla ed è un poliziesco dove si tratta di scoprire l'assassino. E io che la prima serie l'ho vista dopo, non ho capito nè i nessi narrativi, nè le motivazioni di un tale radicale cambiamento di genere.

Qui la vicenda si tinge di mistery (e questo mi piace di più) con l'inevitabile triangolo nero: Londra, Praga, Torino.

Peccato che alla prima puntata su Rai1 ha avuto un indice di ascolti così basso che è stata spostata su Rai Premium ed è ricominciata due settimane dopo.

 

Nel complesso non è male.

Curiosa l'ambientazione totalmente invernale con location innevate.

Intrigante la storia che rappresenta, se non altro, un discreto tentativo di avventurarsi in un genere poco frequentato.

L'unica nota veramente stonata è proprio Sergio Assisi a cui il regista ha ricucito addosso la parte di seduttore mediterraneo con grande dose di ironia che se andava bene per Capri, qui non proprio non c'entra nulla. Ma Sergio Assisi, reduce dai successi "capresi", è l'unico nome di spicco e gli si è dovuto cucire addosso anche il fatto di essere londinese di madre napoletana. Bha...

 

 

 

fiore di cactus :)

 

 

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