cia

 

                                                                                                                                                                     

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BALLERINA

di Eric Summer, Éric Warin

Francia, Canada - 2017 - 89'

 

Felicie e Victor sono orfani, lei sogna di diventare ballerina, lui un grande inventore. Scappano dall'orfanotrofio in Bretagna e vanno a Parigi per realizzare i propri sogni.

E' la Parigi di fine '800 in piena trasformazione, la Tour Eiffel in costruzione, la Statua della Libertà nello stesso laboratorio di Eiffel pronta a partire verso l'America.

Felicie si imbuca all'Operà fingendosi un'altra ragazzina ammessa alla scuola di danza, Victor si imbuca proprio dall'ingegnere Eiffel vantando con l'amica forse troppi meriti ma sono perchè la ama.

Intorno a Felicie che è già un classico, tutti i classici: una etoile zoppa che è finita a pulire le scale, la proprietaria di un famoso ristorante con tutta l'arroganza della parvenue e con l'antipatica figlia priva di cuore, un maestro di ballo severo ma molto saggio e giusto, un misterioso carillon con una ballerina unico oggetto che a Felicie è rimasto della madre.

Insomma ci sono elementi che ci riportano a mille cose viste e apprezzate, da Cenerentola, all'orfana protagonista della prima avventura di bianca e Bernie, alla Parigi degli Aristogatti tanto che ho pensato si trattasse di un film Disney. E invece no. Trattasi di un film franco-canadese, per metà quindi di quei canadesi che non hanno mai smesso di sentirsi europei e non sono mai diventati yenkie, tutto sommato, secondo me, nemmeno gli anglofoni.

Un classico compresa la sceneggiatura che prevede cattivi a tutto tondo e il sogno che si realizza grazie all'impegno e allo studio. E sceneggiatura dove gli ingredienti, per quanto tutti noti, sono sapientemente mescolati come solo il topo Ratatouille avrebbe saputo fare.

Già, Ratatouille, appunto, Parigi e i sogni.

 

Unico punto discutibile i calzoncini jeans di Felicie, improponibili per la Parigi dell'800. Libertà poetica e necessità visiva, però. Perchè il film ruota intorno all'impegno, al costate allenamento di Felicie a cui non bastano le lezioni all'Operà e deve compensare a casa tra una pulizia e l'altra aiutata dalla sguattera-etoile zoppa. il "costume" è per dare risalto ai movimenti del corpo e al passaggio dalla goffaggine all'eleganza. Ci può stare.

 

BELLO.

Perfino da commuoversi.

 

 

fiore di cactus :)

 

 

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