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STAR GATE

di Roland Emmerich

con Kurt Russel, James Spader, Jaye Davidson
USA, Francia - 1994 - 119'

 

Daniel è uno studioso brillante dell'antico Egittoi ma un po' troppo visionario per avere credibilità negli ambienti accademici fino a quando viene contattato per tradurre una iscrizione. E si scopre grazie a lui lo Star Gate, la porta delle Stelle, un passaggio, un trasmettitore di materia che trasporta la missione militare su un lontanissimo pianeta dove una popolazione del deserto viene tenuta in stato di semischiavitù da quello che viene creduto un dio, Ra, che viaggia su una astronave a forma di piramide e che ha bisogno che venga estratto un certo minerale che da la vita eterna o qualcosa del genere. Ribellione, sparatorie, liberazione e storia d'amore fra le sabbie del deserto. 

 

Bella fotografia, grande ritmo e buonissima sceneggiatura. Un film di archeologia spaziale dove torna l'ipotesi di 2001 che a civilizzare la Terra sia stata una civiltà aliena. Grandi effetti speciali.

Ma veramente irresistibile, da mozzare il fiato, è proprio il dio Ra, il bellissimo/bellissima Davidson che, inspiegabilmente dopo il successo de "La moglie del soldato" per cui era stato candidato all'Oscar e dopo questa strepitosa interpretazione, se ne torna nella sua Londra a occuparsi di moda come faceva prima.

Personalmente credo che abbia fatto come Mina o come Greta Garbo: sparire prima che il tempo lasci i suoi segni, per essere ricordato sempre per la sua bellezza.

 

fiore di cactus :)

 

 

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