AD ASTRA
di James Gray
con Brad Pitt, domali Sutherland, Tommy Lee Jones, Liv Tayler
USA, Brasile - 2019 - 124'

Un astronauta parte alla ricerca del padre, leggenda delle esplorazioni spaziali, scomparso 20 anni prima durante una missione su Nettuno alla ricerca di intelligenze aliene, perchŔ pare sia la sua astronave a causare picchi di energia che possono distruggere la Terra. Per il poveretto Ŕ l'incontro col padre da cui Ŕ stato abbandonato con tutte le conseguenze immaginabili.


Da quello che ho letto non mi sembra abbia avuto molti consensi e invece a me tutto sommato Ŕ piaciuto  e invece a me questo film Ŕ piaciuto e nel tutto sommato ci sono le suggestioni di scenografia che rimandano a 2001 di Kubrick, le scimmie che non ho capito come fanno a respirare mentre tutti hanno il casco, il cuore di tenebra di Apocalipse now, il giÓ tanto esplorato conflitto padre assente - figlio abbandonato, perfino il rimando alla VFC di Malik che trovo noiosissimo.


Ovviamente si tratta di una SCI-FI da Mostra del Cinema e quindi niente a che vedere con storie tipo Armageddon o Independence day o Segnali dal futuro, che sono peraltro film magnifici. E' una SCI-FI intimista come Gravity e Arrival che mentre esplora lo spazio esplora l'interioritÓ del protagonista. Tutto in un'atmosfera non priva di colpi di scena ma allo stesso tempo rarefatta sul piano narrativo.

Una nota: il povero astronauta verso la fine si fa una domanda (si da una risposta che per˛ non rivelo perchŔ se no finisce la sorpresa). La domanda Ŕ "perchŔ perseverare?" (nella ricerca e in senso lato non solo di intelligente aliene). Ma ci aveva risposto Dante nel 1321 quando fa dire a Ulisse, il pi¨ grande curioso di tutti i tempi, "nati non foste a  viver come bruti ma a seguir virtute e conoscenza". Voglio pensare che James Gray abbia voluto fare omaggio all'Italia.
Va infine riconosciuto a questo regista di non essere legato a un genere ma di essere approdato a questo SCI-FI dopo altre cose
Curioso che e abbiano detto peste corna e viituperio giornali che, per collocazione politica non. Accetterei nemmeno in regalo. SarÓ un caso?

 

fiore di cactus :)