cia

 

                                                                                                                                                                     

                                                                                                                                                                  film

BEN-HUR

di Timur Bekmambetov

con Jack Huston, Toby Kebbell, Morgan Freeman, Rodrigo Santoro

USA -  2016 - 125'

 

Nutro un serio rispetto per ch ha il coraggio che mettere le mani su giganti come Ben Hur, colossal a 360° anche per il record di 12 oscar.

E in questo senso non capisco l'insistenza del web (i soliti ma non solo i soliti) nel segnalare che il regista è kazaco: non solo "che ci frega a noi?" ma soprattutto quali sottili legami ci sono fra il regista kazaco e un film su cui al critica ha sputato veleno?

Che, per caso il film è brutto perchè il regista è kazaco? Mistero.

 

Il film alla fine non è poi così irrimediabilmente brutto. Diciamo che non è di alta qualità ma va benissimo per un pomeriggio di Pasqua mentre si "lavora" a superare pranzi importanti.

Certamente apprezzabile il fatto che rimettendo le mani sul capolavoro, il kazaco ha operato cambiamenti importanti. Intanto Messala è un fratello adottivo di Ben Hur e tutta la mortale contesa ha il sapore di una competizione familiare tra fratelli, cosa conosciuta praticamente da chiunque abbia un fratello quasi coetaneo; competizione di classe perchè Giuda Ben Hur è un principe e Messala un orfano accolto dalla famiglia generosa che lo considera veramente parte della famiglia. Cioè rispetto al Ben Hur di Charton Heston qui non si tratta di amicizia tradita ma di tradimento tra fratelli.

Gli attori non somigliano neanche lontanamente a quelli di Wyler, Ben Hur non ha la prestanza fisica di Charlton ultra-sottolineata nel film del '59, lo sceicco è un carismatico Morgan Freeman anche se in treccine rasta grigie, e Massala non ha la faccia da fetente senza speranza.

E infatti, grandissima sorpresa inaspettata: i fratelli fanno pace.

E questo effettivamente fa crollare le quotazioni del film: un happy end che nemmeno negli anni '50 hanno osato, un ammiccamento al pubblico che Wyler si è guardato bene dal fare e invece qui è fatto. in questo senso, così come era in controtendenza il film del '59, è in controtendenza anche questo  dato che siamo ormai abituati de decenni a realisti finali non consolatori.

Chissà, forse il kazaco era in un momento di buonismo pasquale.

 

fiore di cactus :)

 

 

 

film

GIF

cartOOn

TV - fiction

percorsi

soggettive

eventi

corti

news


cinecittà

scuola di cinema

cineteca nazionale

museo del cinema

istituto luce

casa del cinema

SAS cinema


AIC

AITS

AMCT

ANAC

ASC


Venezia

Roma

Torino

Locarno

Pesaro

Giffoni

David di Donatello

       ...e tutti gli altri


festivalcortometraggi


film in sala


Italica Rai

35mm

FilmUp

CastleRock

Cinefile

Cineboom

IMDB

Kataweb cinema

ArchivioImmagini

FantaFilm

tutti i film per anno


RAI

RaiClick

Televideo


film commission


WebCam


produzioni