cia

 

                                                                                                                                                                     

                                                                                                                                                                  film

 

BLACK OR WHITE

di Mike Binder.

con Kevin Costner, Octavia Spencer,

USA-  2014 - 121'

 

Elliot, prestigioso avvocati di Los Angeles perde la moglie in un incidente. aveva già perso l'unica figlia Gill, 17essettenne che muore partorendo la bambina, Eloise, frutto della relazione con un nero 23enne drogato ma figlio di una famiglia perbene. Fra le due nonne, una bianca e una nera, entrambe benestanti, c'è sempre stato un tranquillo accordo anche perchè il padre sciagurato è scomparso ed Eloise è cresciuta tranquilla nella famiglia bianca. Ma quando la nonna bianca muore, Rowena, l'altra nonna, richiede l'affidamento e ha dalla sua un nipote avvocato altrettanto prestigioso e bravo quanto Elliot. Inevitabilmente la causa si svolge sul filo dei problemi razziali. E un giudice donna e nera.

 

Tante formule e generi e argomenti. Al solito mescolati non bene, di più. Per non parlare della qualità filmica in sé: uso della macchina, fotografia, colonna sonora, recitazione, costumi.... Tutto giusto, tutto al suo posto.

E mi chiedo che magia ci sia in questo cinema americano che riesce a tenerci inchiodati per capire se ci sia o meno un happy end compresa la scena dove per un pelo il protagonista non muore, quale sia la possibile per quanto prevista evoluzione della storia e del personaggio Elliot.

Me lo chiedo sempre, perchè raramente, diciamocelo, il cinema americano, almeno quello che arriva qui, è un flop. Qualunque sia l'argomento, il più trito, il più banale, niente, è sempre un bel film.

Comincio a sospettare che sia semplicemente un now how, un saper fare. Nemmeno una questione di soldi.

O forse, poiché il cinema è sogno, questo cinema americano di fa sognare perchè siamo (ancora) lontanissimo, in questo caso, dalle tematiche razziali e possiamo guardarle come ad una specie di situazione lontana, esotica, attribuibile a un Paese che per noi continua ad essere la perfezione, lamerica.

 

fiore di cactus :)

 

 

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