Finché morte non ci separi

di  Tyler Gillett, Matt Bettinelli-Olpin

con  Samara Weaving, Adam Brody, Mark O'Brien, Henry Czerny, Andie MacDowell

USA - 2019 -  95'

 

Grace ha voluto far parte della famiglia di Alex, famiglia ricca, per chiudere il cerchio di una infanzia senza genitori e piena di difficoltà. E lo ama sinceramente e lui ama lei. Insomma un lieto fine all'inizio del film ma... Grace scopre che il gioco a cui deve partecipare perchè così usa la famiglia con tutti i nuovi membri nel suo caso prevede che riescano a ucciderla prima dell'alba, pena la morte di tutti, come se la famiglia in cambio di ricchezze avesse stipulato un patto con una entità che ogni tanto vuole un sacrificio umano. Come non pensare a Rosemary's baby?

Grace però è una tosta e così....

Sembra tutto un gioco, soprattutto la convinzione che tutti debbano morire all'alba se non riescono a sacrificare la vittima designata. Quindi horror con una vena di forte ironia mista a una critica alle classi alte e altissime. Quindi horror ma niente altro.

E invece alla fine il film si rivela un fantasy in piena regola senza che ci riveli nulla sull'entità che ha dato il via a tutto.

Idea buona, bella fotografia notturna e quasi tutta in interni visto che il gioco comincia a mezzanotte per finire alla prima luce del sole.

Ricordo il valore simbolico della casa nel cinema così come nei sogni e in letteratura: è il luogo dell'inconscio, dell'interiorità e quindi delle paure anche remote.

Bella la trasformazione del vestito da sposa che da bianco diventa sporco di sangue e di fango.

Molto divertente, naturalmente per chi ama il genere e riesce a cogliere la profonda ironia.

 

fiore di cactus :)