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                                                                                                                                                                  film

 

GLI ONOREVOLI

di Sergio Corbucci

con Totò, Peppino De Filippo, Franca Valeri, Walter Chiari, Gino Cervi

Italia - 1963 - 106'

 

Cinque politici sono in campagna elettorale. Coloritura politica che abbraccia (allora) tutto l'arco costituzionale da destra a sinistra.


Bianca Sereni, è una democristiana ma anche femminista ante litteram: si fa affiggere i manifesti da alcune prostitute e finisce per innamorarsi di un uomo pagato dagli stessi democristiani per fotografarla in atteggiamenti compromettenti.

Rossani Breschi, senatore liberale, si fa propaganda invitando i ricconi nel suo lussuoso salotto, ma un suo comizio di piazza finisce sabotato da una banda di ragazzini rivale della banda di cui fa parte suo figlio.

Saverio Fallopponi, scrittore comunista che nonhadisdegnato di aver pubblicato alcuni libri proprio con la casa editrice del senatore liberale, si scaglia contro gli Stati Uniti, ma non disdegna i dollari e quando la cosa viene fuori è costretto a ritirarsi.

Il prof. Mollica, candidato del MSI, viene grottescamente truccato dal regista di Tribuna elettorale: il suo comizio televisivo viene sospeso ed egli tenterà comunque di tenere il suo discorso in un varietà fra le ballerine.

E infine l'episodio per cui il film è rimasto indimenticabile:  quello di Antonio La Trippa, monarchico, che tormenta i condomini suonando la carica e urlando i suoi slogan dalla finestra del bagno usando un imbuto a mo' di megafono. Ed è questo l'episodio "romano": il condominio di Antonio La Trippa (vota Antonio, vota Antonio, vota Antonio) è a via Tommaso Campanella, quartiere Prati di inizi '900 fra Ottaviano e Trionfale.

Un film a episodi con montaggio alternato. Questo tanto per ricordare che registi attuali non si sono inventati niente.E una sceneggiatura alla fine abbastanza sorprendente: già nel lontano 1963 (anno dell'omicidio Kennedy, della fine di Giovanni XXIII) il cinema, nell'onda della commedia all'italiana, vedeva i piccoli -grandi guasti della politica. Non era ancora "Suburra" ma si annunciava.

fiore di cactus :)

 

 

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