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                                                                                                                                                                  film

 

I SOLITI IGNOTI

di Mario Monicelli

con Vittorio Gassman, Renato Salvatori, Claudia Cardinale, Tiberio Murgia, Marcello Mastroianni, Totò, Carlo Pisacane, Carla Gravina, Memmo Carotenuto

Italia - 1958 - 111'

 

A parlare di questo film tremano le vene dei polsi  non soltanto perchè sono stati versati fiumi di inchiostro ma perchè si tratta di un film che ha cambiato la storia del cinema italiano e forse non solo.

Facciamo che queste righe sono da una parte un tributo e dall'altra un ripasso.

Cominciamo col dire che questo film segna la nascita della "commedia all'italiana" e ne è il manifesto, ne codifica i canoni.

 

Forse il dato più evidente è che nella commedia per la prima volta c'è il morto. La morte fino ad ora era stata appannaggio del genere drammatico e invece Monicelli ci fa scappare il morto, quel Cosimo che durante un tentativo di rapina maldestro finisce sotto un tram dietro una curva.

Ma le novità sono tante anche se due sono mutuate dal neorealismo e per la precisione

- le lingue dialettali: nel film si parla napoletano (Totò), veneto (Carla Gravina), siciliano (Claudia Cardinale e Tiberio Murgia), emiliano (Carlo Pisacane). A proposito di Murgia-Ferribotte e Pisacane-Capannelle va ricordato che il primo è sardo e il secondo è napoletano. Monicelli li trasforma creando per loro personaggi che resteranno nel cinema con il nome del personaggio (Capannelle lo choiameremo per sempre così)

- la coralità: ci sono grandi attori (Totò, Gassman, Mastroianni), caratteristi (Murgia e Pisacane), esordienti (Claudia Cardinale al suo primo film), meno famosi che diventeranno famosi (Salvatori e Gravina) mas tutti rigorosamente coprotagonisti, tutti alla pari.

 

E poi ancora.

E' la prima volta che in una commedia italiana la colonna sonora è jazz.

E' la prima volta che Gassman, famoso per i ruoi drammatici e da bello interpreta un ruolo comico e viene imbruttito.

E' la prima volta che si guarda al mondo con un occhio ironico graffiante amaro e ai limiti della dissacrazione che apre la strada a decine e decine di film che segnano la storia del cinema, apre la strada a quelli che saranno definiti i colonnelli della commedia all'italiana (Sordi, Gassman, Manfredi, Tognazzi), apre la strada al portare a galla quei difetti degli italiani, a quella denuncia delle distorsioni, della febbre da benessere che il boom economico avrebbe  generato di lì a pochissimo tempo.

 

Per non parlare della fotografia, di quel meraviglioso bianco e nero contrasto come se si trattasse di un noir e non delle stopria di un gruppo di ladri da strapazzo.

per non parlare dell'uso della macchina da presa con la quale Monicelli di diverte regalandoci, per esempio, i virtuosismi delle panoramiche di studio del teatro del possibile furto.

 

Semplicemente meraviglioso.

Grazie Mario Monicelli. Senza questo film saremmo stati tutti più poveri.

 

 

fiore di cactus :)

 

 

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