JOKER

di Todd Phillips

con  Joaquin Phoenix, Robert De Niro

USA - 2019 -  122'

 

Basterebbe dire "semplicemente gigantesco" ma mi vengono in mente tante cose.

La prima è la considerazione che Joker  è frutto, in questo film, di una marginalità urbana che l'Europa forse si illude ancora di non conoscere, che gli italiani più di tutti si illudono di non conoscere e che invece è da queste parti già dai tempi di Accattone.

E viene da considerare la grandissima fortuna di chi può permettersi di vivere in un bel centro storico fra librerie, mostre e "chiese rinascimentali e fontane con delfini" tanto per citare un must della bellezza de Il segno del comando.

Fortuna sfacciata per "fuori dalle mura" o, per i romani, fuori porta, tutto il resto è palazzoni, abusivismo, disordine, brutture di vario genere, spesso cumuli di immondizia. Il film, a proposito, si apre col sottofondo di un telegiornale che parla proprio di cumuli di immondizia che il Comune non riesce a rimuovere e di un candidato sindaco che promette di salvare la città. Tutto il mondo è paese anche se adesso si chiama globalizzazione.

Film politico? In un certo senso sì, se la politica finisce (e finisce) per generare disagio, alienazione e malattie.

Joker è evidentemente malato di marginalità che si traduce in disturbo psichilo che a sua volta lo porta a "sbroccare" prendere la pistola e sparare a tre stronzetti di wall street che stanno importunando una ragazza sulla metro.  E la gente gli da ragione, "tre stronzi di meno, ne resta un milione".

Un Joker dolente a dimostrazione, se ce ne fosse ancora bisogno, che il clown è il più triste uomo del mondo e che il clown può diventare cattivo, molto cattivo. E di questo la letteratura cinematografica (e non solo) americana è piena, vedi IT.

Per Joaquin Phoenix si parla giustamente di Oscar e mi rotolo dalle risate se penso che un'amica l'altra sera caldeggiava l'Oscar per Il traditore di Marco Bellocchio.

Personalmente mi è parsa impressionante la somiglianza fra questo Joker, con e senza trucco, a Renato Zero (evviva) e mi piacerebbe sapere se qualcun altro ha avuto la stessa impressione o se devo tornare dall'oculista. 

Infine evviva perchè a Venezia sempre più spesso vincono film che non sono una palla assoluta.

 

 

fiore di cactus :)