cia

 

                                                                                                                                                                     

                                                                                                                                                                  film

LA PAZZA GIOIA

di Paolo Virzì

con Michaela Ramazzotti, Valeria Bruni Tedeschi

Italia - 2016 - 118'

 

Beatrice, signora borghese, e Donatella sfigata tatuata, si trovano nello stesso centro di recupero per malati psichiatrici a cui il tribunale ha imposto un trattamento che diciamocelo è sostanzialmente farmacologico.

La prima perchè la famiglia la vuole interdire, la seconda perchè ha fatto tanto casino, tanto da farsi levare il figlio.

Le due incredibilmente diventano "amiche2 e scappano per  darsi alla pazza gioia.

Nel loro road movie ne succedono un po' ma alla fine le riacchiappano.

 

Della serie il piacere di sputare veleno.

 

Trovo che non c'era bisogno di questa storia che sembra una Thelma e Louise della provincia italiana senza nemmeno lontanamente sfiorare quella drammaticità viva.

Le due sono brave, certo, ma 9n un contesto asfittico dove, fra l'altro, la Ramazzotti che è la moglie di Virzì, è fastidiosamente magra e febbricitante.  mentre la Bruni Tedeschi è sempre fastidiosamente sopra le righe tanto sa che non sarà mai bella come la sorella.

Brave, sì, ma fastidiosamente sopra le righe.

Del resto non stupisce che alla sceneggiatura abbia collaborato Francesca Archibugi che dopo cose pregevoli ma super datate come Mignon è partita, è tornata a parlare di matti come nel suo Grande cocomero. Ma quello sì che era una novità.

Mi chiedo, tanto per chiudere con le citazioni, se c'era bisogno di questo Qualcuno volò sul nido del cuculo dei poveri della provincia italiana e al femminile.

In questo senso mi chiedo infine perchè chiamare "maestro" Paolo Virzì.

Certo è fra gli eredi della commedia all'italiana ma nè più nè meno di Carlo Verdone, anzi è arrivato dopo.

Ma erede è un  conto, "Maestro" è il titolo che si dà a qualcuno che ha qualcosa di nuovo da insegnare. Virzì non mi pare proprio che ce l'abbia.

 

Noioso e brutto

 

fiore di cactus :)

 

 

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