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PICCOLO GRANDE UOMO

di Artur Penn

con Dustin Hoffman, Faye Dunaway...

USA - 1970 - 150'

Jack Crab, 121 anni, racconta ad un giornalista della sua vita con o intorno agli indiani Cheyenne. Jack si era salvato insieme alla sorella Carolina da un attacco di indiani razziatori che che avevano ucciso i genitori e bruciato la casa Carolina scappa e Jack viene adottato da Ombra Silenziosa e il vecchio capo Cotenna di bisonte diventa suo nonno e suo educatore. Da qui una vita avventurosa suo malgrado: da giovane seguace di una chiesa evangelica, a venditore di truffe medicamentose, a pistolero per arrivare a incontrare il generale Custer e ad essere l'unico sopravvissuto di Little Big Horn. Da questo momento la sua vita sarà con il vecchio Cotenna di Bisonte e le sue sagge riflessioni: gli indiani hanno vinto una battaglia ma i bianchi non sarà mai possibile vincerli.

Il film ribalta, come stava succedendo nelle coscienze anche statunitensi, l'immagine dell'indiano come cattivo per definizione e considera le guerre indiane, alla fine della guerra di secessione, come un genocidio in nome dell'espansione verso est conosciuta anche come la conquista del west quando i nuovi Stati Uniti d'America dovevano diventare grande nazione espandendosi e acquisendo territori.

Il film è un caposaldo di quella che si chiamò "la nuova Hollywood"; i giovani cineasti, registi e produttori, ribaltavano i vecchi canoni sia dal punto di vista della forma filmica che anche, soprattutto, dei contenuti. l'America era ancora, i impegnata nella guerra in Vietnam e la gente cominciava ad aprire gli occhi.E l'arte, come sempre, anticipava il nuovo sentire.

Non si può non vedere questo film.

 

fiore di cactus :)