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RACCONTI FANTASTICI

di Amanda Flor

con Denis Malagnino, Fabio Sperandio...

Italia - 2006/2012- 70'

 

Mi metto su youtube con l'intenzione di vedere un film fantasy e trovo questo titolo accattivante.

Apro il video e ti trovo una cosa che strepitosa è dire poco.

Non c'è pace tra le prugne, il titolo di quello che sembra e poi si rivela essere un corto.

Inequivocabilmente Roma ancora prima che parlino. Almeno è così per chi è romano anche se le location sono tutt'altro che da cartolina.  Trattasi di una periferia che odora di Morena, di Montecompatri, di qualcosa oltre il GRA dove i sottopassi delle consolari sono deposito di immondizia, anzi de monnezza.

E così anche il secondo corto girato però in B/N, evidentemente con una telecamera da quattro soldi che al buio non ce la fa a reggere il fuoco.

E così il terzo e il quarto, quest'ultimo di nuovo a colori.

Poiché oltre a essere corti che, come si sa, giocano sull'effetto sorpresa, sono anche fantasy, non mi permetto di rivelare nemmeno il soggetto. Dico solo i titoli:

Non c'è pace tra le prugne, Annunciazione, Visitazione, Immigrati dal futuro

Mi trattengo invece su una serie di considerazioni fatte prima ancora di scoprire chi è Amanda Flor.

Intanto proprio l'ambientazione. Da quanto tempo non si vedevano poveri tanto poveri? Di quelli che possiamo fare finta che non ci siano perchè in fondo sono "barboni" e quindi in un certo senso artefici della loro scelta (comoda riflessione che ci mette a posto la coscienza)? Direi dai tempi di Pasolini e di Cuore Sacro di Ozpetec.

Da quanto tempo non si vedevano attori- non attori tanto bravi, tanto veri, tanto credibili? Direi dai tempi di Rossellini e De Sica.

E la colonna sonora del primo? Musica classica, alta, aulica, in un contesto degradato che la metà basta: citazione da Pasolini e segno evidente non si tratta di improvvisazione da regazzetti.

Ma chi è questa Amanda Flor, mi chiedo, regista e produttrice?

Mi butto a questo punto su Google e si apre un mondo.

Amanda Flor non è una donna ma un collettivo fatto di muratori, camerieri, modesti lavoratori in vari settori, che forse vengono dalla stessa borgata e che hanno la passione per il cinema e in autentico post-neorealismo interpretano storie di se stessi in luoghi di se stessi.

E fanno talmente centro che nel 2006 finiscono a Venezia Mostra del Cinema con un film girato nello stesso modo, con gli stessi mezzi tecnici e costato 500 euro.

Si può anche cadere in deliquio, si può anche restare vittime della sindrome di Stendhal se mai potesse riguardare un film e il modo di produrlo. Perchè questa, signori cari, è  la prova che i mezzi tecnici sono importanti ma la cosa più importante sono le idee e il cuore.

Potrei fare un lungo elenco di prodotti cinematografici e televisivi che definire discutibili è molto più che eufemismo, è atto di assoluta bontà ma non vale la pena rubarvi tempo. Impiegatelo per andarvi a vedere su youtube finché ci restano questo Racconti fantastici e La rieducazione.

Buona visione

 

fiore di cactus :)