film

THE RING

di Gore Verbinski

con Naomi Watts

USA - 2002 - 110'

Una giornalista, Rachel, si ritrova con una nipote morta in modo orribile e inspiegabile contemporaneamente ad altri tre adolescenti con cui aveva passato un week end.

Scopre che tutti avevano visto una cassetta e che c'è una sorta di leggenda metropolitana: chi vede quel video muore al settimo giorno. L'annuncio attraverso una misteriosa telefonata con la voce di una bambina che sussurra "sette giorni".

Rachel vede il video, o a vedere al suo ex fidanzato e scopre che lo ha visto anche il figlio di otto anni che è (anche un sensitivo e la mette sulle tracce della verità, tracce che la portano a scoprire che dietro tutto questo c'è una bambina, Samara, morta anni prima e che adesso sembra volersi vendicare.

RMK di un fortunato horror giapponese del 1998, Ringu, il film, per sceneggiatura, effetti speciali (pochi e quasi tutti fotografici), per l'interpretazione di Naomi Watts può essere considerato un piccolo capolavoro del cinema horror.

Vale la pena a questo punto una nota sul rapporto dei giapponesi con i fantasmi. Nella nostra cultura cristiana i fantasmi si placano quando ottengono quello che vogliono (vedi Il sesto senso) ma per i giapponesi manco per niente. Incazzati sono e incazzati restano. Forse perchè nel buddhismo ma soprattutto nel confucianesino non è previsto il paradiso, il perdono... vai a capire.

Molto interessante il rapporto che il cinema horror giapponese, da un certo punto in avanti, trova un curioso legame fra mezzi di comunicazione elettronici o digitali e paranormale: qui c'è un VHS e il telefono, più avanti questo si estenderà ai cellulari, ai computer.... Interessante ma non originale. Ci aveva pensato Spielberg con Poltegeist dove i fantasmi entrano in casa attraverso la televisione.

Dobbiamo considerare il livello simbolico? Personalmente capisco ma trovo le conseguenti considerazioni un po' scontate.

 

fiore di cactus :)