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                                                                                                                                                                  film

Totò Peppino e la malafemmena

di Camillo Mastrocinquie

con Totò, Peppino De Filippo, Dorian Gray, Teddy RenoItalia - 1956 - 118'

Un bel giovanotto orfano di padre con brava mamma chioccia e due zii si trasferisce a Napoli dal paese per gli ultimi esami e la laurea in medicina dove incontra una bellissima soubrette. I due di innamorano, lei in fondo è una brava ragazza e lui meno imbranato di quanto non si creda. La segue a Milano continuando a studiare e chiedendo un prestito a un amico, "anzi a un nemico di famiglia" il confinante Mezzacapo a cui gli zii, i fratelli Caponi, passando in calesse rompono sempre i vetri tirando sassi. Ed è la scena tormentone del film, quella che resta impressa, i due che cantano, "na femmena bugiarda m'ha lasciato..." E Totò sciocca la frusta. La fanno solo due volte, all'inizio e alla fine "addestrando" il figlio di Gianni. Ma prima che il dottore coroni il sogno d'amore ci sono tutta una serie di scene cult, dall'arrivo a Milano in piena estate vestiti come cosacchi alla mitica lettera alla malafemmena per convincerla a lasciare il giovanotto.
Un pezzo di grande cinema reso possibile dal grandissimo spessore artistico dei due che hanno fatto coppia per tanti anni.
Mi chiedo sempre se continuiamo a ridere per un fatto generazionale o per la qualità intrinseca del film, dei dialoghi e della interpretazione.
Che ci siano tempi comici è evidente. Mi chiedo però se dialoghi e situazioni tanto poco ammiccanti, del tutto privi di parolacce che non scatenano più risate perché questo tabù è stato infranto da decenni possano far ridere i giovani. Perchè se ridessero, allora sarebbe per una precisa qualità intrinseca. E sarebbe magnifico.
Bisognerebbe, magari all'interno di un progetto sul costume degli italiani del secolo scorso, proporre la visione di qualcuno di questi film ai ragazzi e vedere cosa succede. Perchè dico del secolo scorso? Perchè un sedicenne di oggi che non guarda più la TV, è nato nel 2001 e per tutti i sedicenni di oggi gli anni '50 sono nel secolo scorso. Un po' come i ragazzi degli anni '50 quando parlavano dei nonni e i nonni erano "ragazzi del '99", cioè nati del 1899 e fortunatamente scampati alle trincee della prima guerra mondiale altrimenti non ci sarebbero stati i ragazzi degli anni '50 eccetera eccetera eccetera.

Che meraviglia il tempo che scorre.
I titolari di progetti sono sempre dell'avviso che i ragazzi devono arrivare al prodotto dopo un certo percorso cognitivo. Sanno fare il loro mestiere e sarà così. Ma chissà che non valesse la pena di scaraventarli dentro un film di Totò come se scendessero da una time-machine.

Chicca: l'amico che presta la casa a Gianni per il romantico fine settimana e Nino Manfredi. E, a proposito di costume, i due facevano l'amore senza nemmeno essere ufficialmente fidanzati. Certo, lei era una attrice e quindi malafemmena per definizione ma per essere il 1956 è un bel coraggio.
A proposito di mala femmena, tutti sappiamo che Tu si 'na malafemmena, la canzone, è di Totò. Fu scritta nel 1951, cinque anni prima del film, e la dedica "A Diana" non lascia dubbi: Diana era la moglie di Totò e madre di Liliana. Il tradimento di cui parla la canzone, è quello di Diana a un patto: i coniugi si erano impegnati anche da separati di rimanere insieme in casa  fino ai 18 anni di Liliana. Ma Diana, esasperata dai tradimenti di Totò, se ne era andata via.

Quindi la canzone non è, come pensano alcuni, dedicata a Silvana Pampanini che ai tempi di 47 morto che parla aveva rifiutato di sposare Totò.
 

fiore di cactus :)

 

 

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