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68 - Le verità nascoste

Li chiamo "intellettualibarbosisenzacuore" e li ho battezzati così proprio qui a Lido un paio di anni fa

quando due amici cinefili definirono poco consistente un film secondo me bellissimo, pieno d'amore e,

tecnicamente parlando, di fantasia visiva. Da lì la definizione si è estesa a tutti quelli che giudicano

intellettualmente rilevante e impegnato il cinema noioso.

Come se l'idea della leggerezza non potesse coincidere con l'impegno e la poesia.

Motivo per cui ci si aspetta che a Venezia, come ad altre rassegne di cinema, ci sia solo "cinema di qualità"

inteso, appunto, come sopra: linguaggio difficile, ritmo assente, taglia drammatico ecc ecc.

E tutte le volte che a Lido appaiono film come questo si grida al tradimento a favore della logica di cassetta.

Colossale sciocchezza.

Come se la commedia all'italiana, che ha masticato le più dure critiche al costume e alle distorsioni,

non lo avesse fatto in assoluta e magnifica leggerezza.

Per parlare semplice (cosa che dovremmo fare molto più spesso): non è per niente detto che un film per

essere importantee lasciare un segno debba essere un mattone.

Vedi Chaplin, vedi Monicelli, vedi Hitchkock, vedi Fellini, vedi Allen, vedi Moretti.

 

 

 

 

angela ermes cannizzaro :)