eventi

3 novembre
IL
RE LEONE 3D
di Rob Minkoff, Roger Allers
USA - 2011 - 88'
Penasavo fosse il sequel del sequel del Re leone e invece, fin dalla prima inquadratura, ho capito che era lui, il primo, "tridimensioanlizzato", rifatto in 3D. E poichè lo conosco a memoria, stavolta ho potuto godere dell'animazione e delle voci originali che erano, scusate se è poco, quella di Mattew Broderick per Simba adulto e di Jeremy Irons per il perfido usurpatore Scar.
Il film era uscito 17 anni fa, aveva vinto due Oscar (colonna sonora e canzone) era stato il primo classico Disney interamente originale e senza alcun personaggio umano; era stato anche il film Disney a maggior incasso nella vendita di cassette e DVD. Da qui la decisione di farne una edizione in 3D che è , pare, la prima di altri classici degli ultimi anni (si parla di Nemo, La sirenetta e La bella e la bestia ma quelli vecchi saranno lasciati così come sono). su questo 3D... non aspettatevi l'impatto Avatar, è un 3DE modesto ma d'altra parte ragioniamo: una cosa è pensarli in 3D fin dall'inizio, altra cosa è lavorare su qualcosa già disegnato. Ma la magia rimane. Luca, un giovane giornalista di www.cinemanews.it incontrato sull'autobus, mi ha detto che nel 1994 aveva 4 anni, era stato il primo film visto e che stamattina ha pianto come allora. Stessa cosa un altro giovane un po' più vecchio che all'epoca aveva 11 anni. io adoro le persone che riescono non solo ad andare nel mondo col cuore ma a dirlo.
E' stato un gran bel modo di chiudere il FIFR. Arrivederci.
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2 novembre
Trishna
di Michael Winterbottom
con Freida Pinto, Riz Ahmed
Gran Bretagna - 2011 - 117
Lei è una ragazza bellissima ma povera, lui il figlio di un ricchissimo indiano. Lei lo ama e all'inizio forse anche lui ama lei: pur di averla vicina la porta a lavorare come cameriera in una dei più eleganti alberghi che gestisce per conto del padre. Poi la porta con se a Mumbay dove possono vivere insieme senza legami ma il padre ricco muore e lui sente di dover tornare a gestire gli alberghi e di nuovo la porta con se ufficialmente come cameriera, segretamente come amante. E in questa condizione il rapporto degenera nella di lui lussuria.
Una infinita palla di lentezza dove se mai ci fosse venuto il dubbio sul perchè non la sposa, la risposta già a metà del film è chiara: lui è uno stronzetto e si meriterà la fine che lei si deciderà a dargli negli ultimi liberatori cinque minuti.
Un insopportabile polpettone che non è nemmeno bollywoodiano. Francamente non capisco perchè i due siano stati paragonati dai soliti critici intellettual-qualcosa a moderni Giulietta e Romeo. Ma che ciazzecca? Quelli si amavano e il probelama erano le famiglie, qui c'è da una parte una innammorata e dall'altra un pezzo di merda. E amen
Un
giorno questo dolore ti sarà utile
di Roberto Faenza
con Marcia Gay Harden, Stephen Lang, Peter Gallagher, Ellen Burstyn,
Toby Regb
USA, Italia - 2011 - 98
James ha 17 anni, è newyorkese, madre gallerista al quarto matrimonio finito, non ha praticamente altra relazione che quella con la nonna e non vuole andare al college. Un asociale, problematico, strano ragazzo che in quella estate compirà il suo salto di maturazione fra una life coach e una nonna saggia e una serie di errori.
Mi chiedo che cosa succede ai registi italiani quando vanno a girare
negli USA. Muccinoi rimane ancora un mistero ma Faenza forse apre uno
squarcio. Ho pensato fino ad ora che a permettere a Muccino di fare due
buoni film in America mentre in Italia fa cose discutibili, fosse stata
la macchina del cinema americano: i migliori sceneggiatori del mondo, un
industria rodata, magari un bravo aiuto regista. Ma Faenza fa cose belle
e buone anche in Italia. E, per giunta, arriva in America e fa un film
che mi sembra altra cosa dalla sua consueta produzione italiana, fa un
film "americano", tanto da sembrare a volte Woody Allen nel modo di
guardare a certa high class newyorkese con i suoi psicanalitici buffi
tormenti. Devo cominciare a pensare che il contesto finisca per avere un
peso così grande? Evidentemente sì. Bellissimo film pieno di
apeture.
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1 novembre
LA
KRIPTONITE NELLA BORSA
di Ivan Cotroneo
con Valeria Golino, Cristiana Capotondi, Luca Zingaretti
Italia - 2011 - 98'
Napoli primi anni '70. La storia di Peppino, bambino miope e bruttarello, figlio di una famiglia che non comprende solo i genitori ma, come una volta, anche gli zii e i nonni e anche la collega dattilografa della madre.
fra la primavera e l'autunno di quell'anno Peppino prima perde il cugino "supereroe" e poi per tutta l'estate si ritrova un po' sballottato fra parenti e amici perchè la madre ha scoperto che il padre la tradisce ed è caduta in depressione. E alla fine saluta il cugino supereroe che lo viene a trovare e cresce.
non è il solito film napoletano. O meglio Napoli è una identità così importante che non può essere in secondo piano ma qui non c'è nemmeno la canonica ironia eduardiana o partenopea, c'è altro, una ironia post qualcosa che guarda allo psichedelico, all'emancipazione, ai riti e ai mti degli anni '70. E non è nemmeno generazionale, come pensavo, perchè l'autore del libro, anche sceneggiatore e regista, è nato "dopo", nel 1968. Leggasi: non è detto che per fare bene bisogna parlare solo di cose autobiografiche. Film molto divertente- E dire che per un attimo avevo pensato di non vederlo...
PAGE
EIGHT
di David Hare
con Ralph Fiennes, Rachel Weisz, Felicity Jones
UK - 2011 - 99'
Della serie mi sono fatta fregare nuovamente: io i film di spionaggio proprio non li capisco, mi annoiano, perdo il filo, non ci capisco nulla e invariabilmente mi addormento. Di questo film fatto per tv (BBC), sicuramente capisco che e' tanto ben fatto da dimostrare che le cose fatte per la televisione hanno piena dignità anche sul grande schermo. Non se dire " con le dovute eccezioni" pensando a molte fiction italiane o se dire che trattasi di una eccezione visto che parliamo di una produzione di Sua Maestà Britannica e God Save the Queen
My
week whit Marilyn
di Simon Curtis
con Michelle Williams, Kenneth Branagh, Eddie Redmayne
UK - 2011 - 96'
Tratto dal libro di Colin Clark " Il principe, la ballerina e io" è la storia vera del periodo di lavorazione del film in Inghilterra. A ben guardare non dice nulla di nuovo su Marilyn ma... Ah... intanto l'attrice sosia di Marilyn è bravissima, tanto straordinario da essere quasi irriconoscibile Kennet Branagh nella parte di un Sir Olivier all'epoca già invecchiato. Notevole la diatriba fra il nuovo metodo Stransberg (actor studio) e la vecchia accademia inglese da cui la battuta del film (che circola negli ambisti del cinema in vari aneddoti): non riesci ad entrare nel personaggio? E allora fai finta. E infine il set, la restituzione del clima, lo stesso senso di vuoto alla fine del film... Bello.
Il
cuore grande delle ragazze
di Pupi Avati
con Cesare Cremonini, Micaela Ramazzotti, Gianni Cavina, Andrea Roncato
Italia - 2011 - 85'
Carlino figlio di mezzadro, dovrebbe scegliere in sposa una delle due figlie "sceme" del padrone della terra anche per garantire il rinnovo del contratto alla famiglia. Ma la sera della scelta arriva a sorpresa la "sorella romana" Francesca, figlia adottiva del padrone. Ovviamente scocca l'amore ma non andra' tutto liscio. Pupi Avati non sorprende, il suo plot e' sempre quello del ricordo, la sua Italia e' sempre quella prima della guerra, la sua terra sempre l'Emilia, spesso la provincia. Questo in un certo senso garantisce il risultato perché e' sicuramente materia che Avati conosce e riesce a parlarne col cuore. In un certo senso e' come se girasse lo steso film... Questo funziona bene: e' pieno di ironia, di piccoli colpi di scena, i personaggi sono delineati benissimo, perfino la VFC di Alessandro Haber ha il corpo di un protagonista (anche se ricorda troppo Amarcord ma va bene). Forse le due romane madre e figlia sono un po' ammiccanti e la lingua capitolina in quel contesto a volte risulta forzata anche se efficace. Ma va bene lo stesso.
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31 ottobre
VOYEZ
COMME ILS DANSENT
di Claude Miller
con Marina Hands, Maya Sansa
Francia, Canada, Svizzera - 2011 - 99'
A raccontarla in senso lineare la storia sembra banale: Vic, un attore francese tormentato sparisce dalla vita di sua moglie e le concede il più vantaggioso dei divorzi. Durante una tournèe in Canada ha incontrato un'altra donna con la quale nasce una relazione molto sensuale, diametralmente opposta all'amore cerebrale che aveva con Lise. Ad anni di distanza, quando LIse si trova ad attraversare il Canada in treno, una tempesta di neve la porta a conoscere la rivale. Vic nel frattempo è morto e Lise nel rapporto con scopre l'altra faccia del marito. Non un granchè. Ma il film è montato in maniera tale da svelare poco a poco tutta la storia, fino al finale aperto. C'è un'unica incongruenza a proposito del treno. Vediamo se la scoprite. Maya Sansa a sorpresa.
THE
EYE OF THE STORM
di Fred Schepisi
con Charlotte Rampling, Geoffrey Rush,
Australia - 2011 - 118'
Una madre molto ricca sta per morire e i due figli tornano dopo moltissimi anni, dopo che si erano allontanati, praticamente spariti, per l'estrema difficoltà di relazione con lei che è stata la classica madre forte e ingombrante. Una storia già sentita e vista mille volte ma, a parte che il film è girato e montato e interpretato molto bene, alla fine viene da considerare che in questo genere di indagine e situazione, ogni storia è storia a se, unica nei suoi anche impercettibili risvolti. Bello.
BUTTER
di Jim Field Smith
con Hugh Jackmann, Olivia Wilde
USA - 2011 - 85'
E' una gurra senza esclusione di colpi, neanche fossero le primarie e invece è solo la gara per la migliore scultura in burro dello stato. Nella piccola cittadina c'è un campione in carica da 15 anni a cui viene chiesto di passare il testimone ma la bella e ambiziosa 8e provinciale) moglie non ci sta. vuole assolutamente competere e si ritrova come avversaria una bimba nera che passa da un affidamento ad un altro e che si rivela un autentico talento. Esilarante film condito (è il caso di dirlo) da una buona dose di poesia.
DALLA
COLLINA DEI PAPAVERI
di Goro Miyzaki
Giappone - 2011 - 91'
Inizio anni 60. Una storia di studenti in una cittadina di mare vicino Tokio. Si innamorano ma come in un melo' sembrerebbe che siano fratelli e infatti lui dice "sembrerebbe un melodramma da quattro soldi". Ed esattamente come nel melo' ma in fondo come in ogni narrazione che si rispetti dalla commedia dell'arte in avanti, l'equivoco trova la sua soluzione: si era trattato di una storia di amicizia fra i padri che partivano per la guerra di Corea. Il disegno e' sempre incantevole, manca quello a ciò lo studio Ghibli ci ha abituati, la magia. Ciononostante l'ho visto con piacere.
Ai cartOOns non resisto.
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30 ottobre
magic
valley
di Jaffe Zinn
con Scott Glenn, Kyle Gallner, Johnny Lewis, Brad William Henke
USA- 2011 - 100'
non si può nemmeno definire "paese", o cittadina, perchè la sterminata provincia americana sembra fatta di case sparse con un centro commerciale che quando ci vanno dicono "vado in città", un posto di quelli dove i bambini giocando possono trovare una ragazza morta e decidere di seppellirla perchè è giusto, dove un allevatore arrivato da poco devia un ruscello per irrigare i suoi campi e causa la morte di un intero allevamento di salmoni perchè non c'è sufficiente ossigeno nei laghetti, dove i ragazzi giocano a svenire per momentaneo soffocamento e invece una di loro muore. Un film assai strano, insolitamente lento per essere cinema americano, che alla fine coinvolge perchè in questa casualità sconcertate ci si chiede come verrà trovata la ragazza, se mai verrà trovata.
tyrannosaur
di Paddy Considine
con Peter Mullan,
Olivia Colman, Eddie Marsan, Paul Popplewell, Ned Dennehy
Gran Bretagna - 2011 - 91'
Joseph e' un alcolista di quelli che diventano violenti, ammesso che ci sia qualcuno che da ubriaco sia bello pacioso. Hannah sembrerebbe una pia donna ma ha un marito più che violento perché sessualmente frustrato: la picchia spesso, altrettanto spesso la stupra. E intorno alle loro vite, storie di gente non tutti e non tanto nel degrado economico ma sicuramente in quello morale e umano. Il loro incontro, del tutto innocente genererà una catastrofe. Tostissimo film di un giovane al suo esordio, tanto forte da essere totalmente catturati dalla storia senza guardare analiticamente niente altro. E come diceva un mio amico, quando vieni catturato, allora e' un buon film.
mon
pire cauchemar
di Anne Fontaine
con Isabelle Huppert,
Benoît Poelvoorde,
Francia, Belgio - 2010. - 99'
Lei è una sofisticata gallerista, forse relativamente giovane ma talmente magra da sembrare più vecchia (bel messaggio, davvero, ragazze attenzione a voler essere tanto secche), sposata con in sofisticato editore sessantenne e con un figlio undicenne fatto forse troppo tardi (donne intellettuali attenzione). Lui è come se fosse all'altro capo dell'universo: alcoolista, fallito, precario in tutto con un figlio molto intelligente che la madre gli ha mollato prima di andarsene, volgare, invadente. Lui entra nella vita di lei come un castigo divino, con il suo carico di verità grevi forse ma giuste, causando non pochi sconvolgiimenti ad un menage tutto sommato triste sotto tutti gli aspetti. commedia brillante, forse prevedibile ma gestita sicuramente molto bene.
l'industriale
di Giuliano Montaldo
con Carolina Crescentini, Pierfrancesco Favino, Francesco Scianna
Italia - 2011- 94'
Torino, piena recessione ma nicola, industriale, non molla: la banca non gli concede più nemmeno un restito temporaneo, in compenso una finanziaria lo farebbe in cambio el 51% delle azioni in deposito a garanzia per i sei mesi del prestito. Nicola potrebbe risolvere se solo chiedesse alla suocera di garantire ma nè lui nè la moglie vogliono rivolgersi alla donna che lo ha sempre disprezzato. La moglie: lo ama ma le difficoltà finiscono per minare il loro amore fino a far credere a Nicola che lei ha preso come amante in giovane e gentile rumeno. poichè in definitiva il film ha colpi di scena sia sul piano pubblico che su quello privato, mi limito a descrivere il quadro. E a dire che mi è piaciuto tanto, non tanto per la storia che ha uno sviluppo buono e in definitiva racconta di difficoltà che sono più generali di quanto non sappiamo; quanto per il ritmo che Montaldo ha saputo dare ad un film in fondo intimista. E poi ho trovato semplicemente straordinaria la fotografia: quasi bianco e nero per una Torino autunnale e livida, fuori e dentro ai cuori. Pier Francesco Favino bravissimo, bravssima Crescentini a riprova che quando il regista dirige bene...
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29 ottobre
HYSTERIA
di Tanya Wexler
con Maggie Gyllenhaal, Hugh Dancy, Rupert Everett, Jonathan Pryce, Felicity Jones
UK - 2011 - 95
Mortimer è un giovane medico nella Londra del 1880; rifiutato dagli ospedali per le sue convinzioni moderne, finisce per lavorare nello studio del vecchio dott. Dalrymple, specializzato nella cura “manuale” dell’isteria che affligge buona parte delle signore di Londra. Afflitto da crampi alla mano, finisce per inventate il vibratore, considerato strumento terapeutico., che ha subito un grandissimo successo. Accanto a Mortimer il suo dissacrante amico Edmud (ovviamente Rupert Everet, ovviamente bravissimo) e le due figlie del vecchio dottore di cui una è accanita suffragetta. La storia è vera ma ampiamente romanzata. Esilarante, delizioso.
Foster
di Jonathan Newman
UK - 2011 - 91'
Zoey e Alec non riescono (più ) ad avere figli dopo la morte di Samuele
travolto da un'auto. Decidono di chiedere un bimbo in affidamento e si
presenta Eli. E' un bambino molto speciale, veste in giacca e cravatta,
rosso di capelli, sempre gentile ma soprattutto sembra essere molto più
grande, legge guerra e pace, segue le notizie economiche d CNN e conosce
vecchie canzoni. Ovviamente la loro vita cambia, ovviamente Eli riesce a
far avere ad Alec una nuova idea geniale per la sua fabbrica di
giocattoli vintage... Ovviamente c'e un mistero. Dolce,
commovente, bellissimo, natalizio con intelligenza.
Like
crazy
di Drake Doremus
con Anton yelkin, Felicity Jones, Jennifer Lawrence
USA -
2011 - 90'
Anche qui un sottotitolo: con l'ufficio immigrazione negli USA non si
scherza. Anna e Jacob si sono conosciuti all'ultimo anno di
universita', si sono innamorati ma lei deve tornare a Londra alla fine
degli studi e per la legge americana non può rientrare prima di tre
mesi, quando sara' scaduto il suo visto di studio e potrà chiederne un
altro come turista o per lavoro. Ma lei non resiste,
torna e, poiché ha violato la legge, le viene impedito qualunque
ritorno. I due provano a lasciarsi ma si rivedono a Londra, si sposano
pensando che questo riesca a far rientrare Anna. Niente da fare, dura
lex senza contare le entry sessuo-amorose tra un incontro londinese e
l'altro e le rispettive carriere. Ce la faranno? Chissà.
Ben girato, giustamente camera a mano, come fosse un film amatoriale di due ragazzi.
Hotel
lux
di Leander Haussmann
con Michael Bully Herbig, Jurgen Vogel, Thecla Reuten
Germania - 2011 - 110'
Una voce fuori campo riflette sulle stelle, anche quelle degli alberghi
e su quella, unica, dell'hotel lux che si trova a Mosca. Siamo nel 1939
e l'uomo e' aggrappato alla grande stella rossa sul tetto: inizia la sua
storia dicendo che un comico e a Berlino faceva un numero di varietà lui
nella parte di Stalin e il suo collega e migliore amico in quella di
Hitler. Impossibile non pensare ad Essere o non
essere di Mel Brooks ma e' solo una remota citazione: il film si
sviluppa su una linea del tutto originale in un hotel moscovita dove
alloggiano tutti gli europei di fede comunista in fuga dal nazismo e
dove si succedono una catena di cose una più esilarante dell'altra fino
alla rocambolesca fine che, come all'inizio, un po' ci riporta a Mel
Brooks. Un film molto intelligente da non perdere.
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28 ottobre
UNE
VIE MEILLEURE
di Cédric Kahn
con Leïla Bekhti, Guillaume Canet, Slimane Khettabi
Canada, Francia - 2011 - 118'
Yann fa il cuoco, Nadia fa la cameriera e ha un bambino di nove anni. nei dintorni di Parigi trovano un locale abbandonato, lo comprano per farci un ristorante ma contraendo troppi debiti fra mutuo e prestiti; la situazione diventa tanto difficile da costringere Yann a svendere e cercare una nuova opportunità in Canada. Il sottotesto del film potrebbe essere "attenzione ai prestiti e alle facili euforie dei finanziamenti". Il film sembra fatto di flash, come quadri che raccontano il salire e scendere fino all'abisso dei protagonisti. Tanti quadri, tanti eventi, tanto ritmo, tanto che passano solo 118 minuti chiedendosi come andranno a finire questi due un po' avventati, e sembra invece che siano passate almeno tre ore. Bello, ben fatto, ben scritto, ben girato.
THE
DEEP BLUE SEA
di Terence Davies
con Tom Hiddleston, Rachel Weisz, Simon Russell Beale
UK - 2011 - 98'
Una donna lascia il marito ricco, innamorato piu' vecchio per un giovane aviatore. I due si amano ma le differenze di sensibilità portano lei ad un tormento senza fine. E' uno di quei film a cui ci si può anche annoiare ma che hanno una tale quota di dolore e di profondità che alla fine non si riesce a dirne male. Forse perché ci si e' passati, ma forse perché e' un film girato in maniera eccellente, di quelli che pur restando se vogliamo nella banalità, riescono a non essere scontati.
Una nota per Rachel Weisz: faccia conosciuta, sì, è stata la protagonista de la Mummia; ulteriore conferma che quelli inglesi sono attori che riescono forse più degli altri a passare da una corda interpretativa all'altra.
A
Few Best Men
di Stephan Elliott
con Xavier Samuel, Rebel Wilson, Olivia Newton-John, Kris Marshall, Elizabeth Debicki
Australia - 2011 - 97'
Dopo la mortale noia del
film italiano, ecco una vera delizia.
All'Auditorium non si rideva così dai tempi di un matrimonio inglese.
Anche questo e' un matrimonio, una catastrofe ad opera dei tre amici
inglesi dello sposo; sposo inglese di una deliziosa ragazza australiana
figlia di una pacchiana famiglia di
senatore.
Ovvio che i tre amici
arrivano come flagelli divini; in questo patinato
matrimonio succede di tutto, ovviamente complice soprattutto l'alcool.
Esilarante. el resto è lo stesso regista di Priscilla regina del
deserto.
Evidentemente gli australiani sono rimati inglesi anche nel sense of
humour.
IL
MIO DOMANI
di Marina Spada
con Claudia Gerini, Raffaele Pisu, Claudia Coli
Italia - 2011 - 88'
Sottotitolo: il piacere di parlare male e l'utilità dei catalizzatori di quella dose quotidiana di veleno che inversamente scaraventeremmo addosso a chi non se merita. Dire brutto non e' solo un eufemismo, non e' solo riduttivo: non spiega. E' un fulgido esempio di come non si fa un film. Non si fa un film dove la prima cosa che giustifica la narrazione accade esattamente al 58esimo minuto, muore il padre e, incredibile, lei colta da illuminazione, si accorge che fa una vita di merda (trining woman per aziende che poi licenzieranno i propri quadri intermedi) decide di cambiare e finisce a fare la guida turistica in Grecia(!!!)
Che idea originale, che
sviluppo imprevedibile! Detto questo resta il mistero dei criteri di
scelta dato che l'unico merito che si può riconoscere af film, oltre a
quello di con liste il sonno, sono le location e la fotografia.
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27 ottobre
Le
avventure di Tintin – Il segreto dell'Unicorno
di Steven Spielberg
con Jamie Bell, Andy Serkis, Daniel Craig
USA - 2011 - 107'
Non conosco il fumetto e dal tipo di grafica direi che non mi
piacerebbe. Il film invece lascia sconcertati perché davvero non
si capisce se sono cartoni o attori ben truccati. Si sta
verificando cioè quello che si pensava all'alba della computer
grafica: faremo di nuovo film con Humprey Bogart. Forse nessuno
oserà mai resuscitare i miti ma non sarebbe impossibile. A giudicare
dalla tecnica siamo ormai ad un piccolo passo. E' la stasa tecnica
che ci aveva stupiti in Polar Express anni fa quando Tom Hanks accetto'
di dare viso al capotreno; ma che quello fosse un cartoon era chiaro non
solo per la grafica ma soprattutto per i movimenti dei personaggi che
erano fluidi si' ma non naturali, come rallentati da una gravita'
diversa da quella terrestre.
Qui sino del tutto naturali tanto che Spielberg si diverte a sfruttarli al massimo delle possibilità e diventa tutto un salto, un duello fra grandi gru del porto, una corsa, un arrembaggio tra galeoni, un mare di dune che diventa un mare in tempesta.
Pare che Spielberg, il regista che può fare tutto e non ne sbaglia uno
(di film), ci abbia messo tre anni a realizzare questo primo episodio di
Tintin: prima è stato girato, poi è passato alla digitalizzazione poi
alla realizzazione in 3D. Da non perdere assolutamente.
THE
LADY
di Luc Besson
con Michelle Yeoh, David Thewlis
Francia, UK - 2011 - 127'
Secondo film francese ma,
attenzione, è di Luc Besson, il francese che gira film come se fossero
americani e cioè pieni di ritmo, di
grandiosità, di grandi scene di massa, di grandi inquadrature, di
musica. Chissà perchè qualcosa mi dice che i ben noti "intellettuali
barbosi senza cuore" diranno anche che è prevedibile (l'unica cosa
prevedibile è che essendo Besson doveva essere bello per forza perchè
Besson non ne sbaglia uno) e a volte anche didascalico. A me che
notoriamente le biografie non piacciono troppo, questa storia di Aung
San Suu Kyi è piaciuta tanto, ho trovato bello il voler vedere la sua
vicenda tramite i marito e i figli (di cui, confessiamolo) pochi di noi
sapevano qualcosa.
Per il momento questa edizione promette bene: due francesi belli
La
brindille
di Emmanuelle Millet
con Christa Theret, Johan Libéreau, Anne Le Ny
Francia - 2011 - 85'
Primo film, francese. Brrrr, pensavo. E invece sempre fermo restando la capacita' di fare film con niente, restiamo in attesa di vedere come va a finire: Sarah manterra' la decisione di dare in adozione il bambino ( le bebe') o una volta partorito cambiera' idea? Ovviamente non vi rivelo nulla. Un amico critico col quale pero' stranamente condivido spesso i giudizi, lo ha definito "buono, molto femminile"; una singolare signora, sempre molto sulle(fuori) le righe, nonostante siano solo le dieci e trenta (e ci siamo svegliati relativamente presto) si e' lanciata in un "la vita, come la morte, deve essere rappresentata" e ha bofonchiato qualcosa a proposito dell'educazione sessuale (!!!) tutto per una scena edulcoratissima del parto (solo tre spinte).Io ho trovato giusta l'attrice, bella Marsiglia, belle le inquadrature e la colonna sonora. Per il momento i francesi smentiscono la loro tendenza all'appallamento ma attenzione! La regista e' una donna.
AMCT