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PARANORMAL ACTIVITY

Per quanto strano sia, a me non dispiace essere, credo, tra le pochissime donne per giunta adulte ad amare la fantascienza, il fantasy  e anche l'horror se è di livello e non si limita allo splatter.

Mi piace avere paura? Certo, mi serve a trasferire all'esterno, dentro una storia che soltanto tale è, ben altre paure del resto comuni a tutti. Come fanno i bambini che hanno paura dell'orco cattivo delle favole per esorcizzare la paura dell'abbandono perchè il bambino sa, forse non consapevolmente, di avere bisogno di mamma e papà per sopravvivere. Il meccanismo dell'esorcizzare la paura, del portarla all'esterno, è lo stesso ma certamente strumenti e argomenti sono diversi.

E così amo vedere e rivedere, anzi sbirciare lavorando, magari quando devo fare cose meccaniche ma per le quali occorre molta concentrazione, lavori di grafica per esempio, film  fantasy o di fantascienza, grandi saghe (Twilight la preferita insieme al Segno del comando).

L'altro giorno, alle prese con un impegnativo lavoro di foto-editor, mi sono diligentemente buttata su Paranormal Activity il cui primo film mi aveva fatto gi una discreta impressione per arrivare alla conclusione che trattasi di serie molto molto intelligente che gioca con tre illustri e interessantissimi precedenti.

 

L'esorcista (1973) primo fra tutti perchè la presenza nella casa dei malcapitati Katie e Mikah non è un fantasma che in quanto tale è legato alla casa ma un'entità demoniaca che in quanto tale è legato alla persona e la segue di casa in casa e tocca scacciarlo con un esorcismo. Per chi non avesse visto L'esorcista, ricordo che fu un evento di portata gigantesca: a parte i malesseri in sala causati dalla paura, era la prima volta che di dava per certa e reale la presenza del diavolo che poi si scoprirà nel prequel L'esorcista la genesi (2004) essere Lucifero in persona (che però non si è mai capito che ci facesse dentro una statuetta).

 

The Blair which project  (1999) è il secondo illustre precedente ma stavolta per lo stile e non per i contenuti.  Fu il primo film girato con la tecnica del finto documentario. E tutta la serie di Paranormal Activity è questo: finti documentari dove c'è una o più telecamere fisse e più avanti webcam che registrano cosaavviene nella casa nel tentativo di stanare il demone birbantello

 

[Rec] (2007) nonsi può considerare un precedente perchè coevo (che termine! da intellettuale... ) uscito contemporaneamente. Anche lì c'è un finto documentario anzi una finta diretta televisiva. Ma solo nel secondo [Rec] (2009) si parla del diavolo.

 

E infine ultimo ma non ultimo perimportanza Poltergeist (1982), il primo film in cui il veicolo per il passaggio demoniaco nel mondo reale avviane attraverso la tecnologia, in quel primo caso attraverso lo "statico" delle trasmissioni televisive. Semplicemente geniale. E la tecnologia sarà il motivo scatenante di tutta la serie di Paranormal Activity: dalla prima telecamera di Mikah, ad una vecchia telecamera VHS ritrovata che "vede" le presenze, alle webcam che irritano il demone birbante e che lui cerca di abbattere per non essere visto.

Da ricordare anche che è proprio in Poltergeist che non a caso fu co-prodotto da Spielberg, lo stesso Spielberg che suggerì il finale del primo Paranormal Activity, a dirci la differenza fra fantasma-spirito e demone e, colmo della sfortuna, in questa casa ci sono tutti e due.

 

E dopo queste lunghe premesse veniamo ai cinque film e sarà tutto da ridere se ne la ciccia risulterà essere meno lunga.

I cinque film (in realtà sono sei ma poi dirò perchè uno non lo considero) tutti la stessa struttura visiva: incasa succedono cose strane e si piazzano telecamere per vederci chiaro.

Vederci chiaro si fa per dire perchè molte delle cose accadono di notte e tocca aguzzare la vista. Ed è qui la grande trovata perchè in se i film, a partire dal primo, concepiti come un documentario a camera fissa, non avrebbero alcuna dinamicità. questa viene data certamente dal "montato" del girato, cosa che non avrebbe senso sul piano narrativo perchè seda una parte il film suggerisce concettualmente il tempo reale, dall'altra si avvale di ellissi abilmente usate in alternanza con girato camera a mano che nel parlato ricostruisce e narra l'evoluzione della storia. Nessuna colonna sonora.

Ciò nonostante è proprio la costrizione a stare attenti, l'attesa, lo sforzo di cogliere qualche piccolo accadimento rivelatore che tiene inchiodati allo schermo.

Dario Argento pare che abbia definito il primo film una gran boiata ma forse era un po' invidioso.

I film, ho detto, sono sei

Paranormal Activity (2007)
Paranormal Activity  2 (2010)
Paranormal Activity  3 (2011)
Paranormal Activity  4 (2012)

Paranormal Activity  5  Il segnato (2014)
Paranormal Activity: 6 The Gost Dimension (2015)
Tutti, tranne il 5, sono legati fra di loro.

Il secondo è il prequel del primo e il terzo è il prequel del secondo.

Il quarto è il sequel del primo e il il sesto è il sequel del quarto.

Tutti hanno riferimenti al film o ai film precedenti: si riagganciano dove uno era terminato o a un fatto accaduto riproponendo la scena in questione. Tutto senza sbavature di sceneggiatura.

L'intento è chiaramente di fidelizzazione del pubblico, quindi commerciale ma da questo punto di vista si sono viste cose pessime mentre qui c'è grande precisione e professionalità.

Insomma a un certo punto si scopre di essere dentro ad una saga familiare dove ci sono due sorelle perseguitate da un demone che ha un suo disegno del tutto in linea con le teorie dell'anticristo che deve incarnarsi per entrare nel mondo o con la necessità di Lord Voldemort di Harry Potter di riprendere il suo corpo fisico e tornare a combinare inenarrabili guai.

Protagonista l'immarcescibile Katie che è, fra l'altro, una sorta di rivincita delle donne paffutelle finalmente protagoniste non ti un film ma di una intera serie

Personalmente ho trovato molto divertente e e intelligentemente gestito l'itinerario avanti e indietro nel tempo dove, nel prequel con Katie bambina PA 3, il regista di turno si è levato lo sfizio di girare un film  vintage fine anni '80, cioè non esattamente in costume ma dove forse lo studio sulle macchine da ripresa e sui costumi può essere anche più difficile perchè il periodo è solo ieri ma nel frattempo è tutto cambiato. Per esempio niente computer e niente telefonini.

 

Belli e intelligenti.

 

Ah, il quinto film.  Bocciato. Brutto tentativo di trasportare la vicenda nella comunità latino-messicana della California senza alcun legame con Katie e la famiglia perseguitata. Brutto tentativo, brutto film. Senza storia e senza futuro.

 

fiore di cactus :)

 

 

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