News
Sfogliando
il
corriere on-line
un titolo troppo goloso per sfuggire agli appassionati di
fantascienza, per non parlare del ramo catastrofico (vedi i recentissimi
"Segnali dal futuro" e "2012")
Una
stella minaccia la vita sulla Terra
C’è una stella della nostra galassia Via Lattea, distante dalla Terra
3.260 anni luce, che potrebbe esplodere e mettere in pericolo la vita
sul nostro pianeta. L’infelice prospettiva è stata seriamente illustrata
al meeting dell'American Astronomical Society in corso a Washington
precisando, per nostra consolazione, che ciò potrebbe accadere fra 10
milioni di anni ma forse anche prima.
L'astro in questione appartenente alla costellazione della Bussola è
stato studiato con il satellite IUE ed anche con il telescopio spaziale
Hubble. Così si è capito che si tratta, in verità, di una coppia di
stelle dove una delle due è una nana bianca, che gli astronomi chiamano
una “Nova ricorrente” perché periodicamente presenta delle esplosioni
registrate con intervalli di circa vent’anni, nel 1902, 1920, 1944,
1967. Secondo gli astronomi queste esplosioni che non danneggiano
grandemente l'astro e nemmeno lanciano radiazioni pericolose per la
Terra, avvengono dopo che l'astro ha accumulato materiale (gas ricchi di
idrogeno, in particolare) strappato con la sua forza di gravità alla
stella vicina. In tal modo aumenta la sua massa e quando raggiunge un
certo livello si innescano le esplosioni che, in un certo senso,
equilibrano la situazione disperdendo un po' di energia. Ma non sempre
le cose vanno in questo modo. Può accadere, infatti, che la stella,
anche con queste eruzioni dispersive, continui comunque ad ingigantirsi,
arrivando a conquistare il famoso “limite di Chandrasekhar” al di là del
quale la massa collassa definitivamente scatenando una tremenda
esplosione capace di distruggere il corpo celeste: è il fenomeno che
porta alla supernova la quale lancia intorno nel cosmo un'energia 10
milioni di volte più elevata di quella rilasciata da una nova.
Proprio le osservazioni compiute con il telescopio spaziale Hubble
farebbero pensare che la stella sotto indagine continua ad accrescere la
sua taglia raggiungendo il fatidico limite, appunto, fra 10 milioni di
anni, oppure anche prima come precisa Edward Sion della Villanova
University in Pennsylvania. In quel caso l’astro esplodendo diventerebbe
luminoso quanto tutte le stelle della galassia messe insieme. Ma più
grave è il fatto che spedirebbe verso il nostro pianeta azzurro un fiume
di radiazioni capaci di devastare l'ambiente terrestre cominciando con
l’annientare la fascia di ozono che ci protegge.
Secondo gli astronomi l’esplosione di una supernova diventa pericolosa
per noi quando avviene a meno di cento anni luce dalla Terra. Ma si
tratta di una valutazione non definitiva perché gli effetti dipendono
dalla potenza della supernova. A detta dei ricercatori, però, la stella
in questione potrebbe entrare nella categoria delle più catastrofiche
pur trovandosi oltre i tremila anni luce. Non tutti condividono
interamente le conclusioni discusse nella capitale americana. Il
professor Filipenko del Berkeley Astronomy Department è in disaccordo e
sostiene che anche se si arriverà alla supernova la Terra dovrebbe però
salvarsi. Pensando ai nostri posteri, speriamo che abbia ragione.
Giovanni Caprara
08 gennaio 2010