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GALILEO GALILEI

A Sor Maè guardate quante stelle
Stanno li e ne penzamo mai.
So tante e so puro brillarelle.
E ce chi dice che porteno li guai.

Ma quali guai. Forze penzeranno,
Che l’innammorati sotto de esse
Se giureno che mai se lasseranno.
E poi fenisce a callarroste lesse.

De secoli mo ne so passati
Da quanno cher brav’omo Galileo
Co li strumenti oggi inusitati
Scopriva questo granne giubbileo.

E la sera, cor su cannocchiale,
‘Nventato alla bona, ne pretese,
Se mise a scrutà sto madornale
Universo de tante luci accese.

E le stelle je venirno ‘ncontro
Colli segreti doppo risaputi.
Er crero je presentò er doppio conto
Ripagannolo d’ingiurie e anco sputi.

Oggi, doppo quattrocento anni,
Er monno je fa festa a posteriori
E ripensanno a quelli barbagianni
Anco da morto je sortono dolori.

 

Enrico Maria Felici
 

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