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                                                                                                                                                                  eventi

 

 

24 ottobre - sabato

 

IL PICCOLO PRINCIPE - Mark Osborne - Jeff Bridge, James Franco, Benicio Del Toro - Francia - 2015 - 108' - Cosi come l'Aviatore da giovane era stato condotto in un mondo di poesia dal Piccolo Principe, adesso la bambina viene condotta nello stesso mondo dall'Aviatore diventato nel frattempo un eccentrico vecchietto che vive circondato da vecchie bellissime cose. E ce la conduce giusto in tempo: appena finite le vacanze estive, la bambina andra' in una importante scuola dove diventare grande. E ce la conduce regalandole, pagina dopo pagina, la sua storia e i suoi disegni che raccontano del Piccolo Principe. Una storia sulla storia sul tema forte del passaggio dall'infanzia ad una altra eta' con la necessita di non perdere il dono dei bambini: saper guardare col cuore. Funziona tutto e tutto e' bello: la sceneggiatura, la grafica, l'animazione, il cast sia originale che nel doppiaggio italiano (Toni Servillo-Aviatore, Stefano Accorsi-la volpe, Alessandro Gassman-il serpente). L'ho visto due volte di seguito nelle due versioni e mi sono venuti i lacrimoni tutte e due le volte. Ma ho il cuore tenero, questo si sa.

 

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23 ottobre - venerdì

 

 

Io mi sono pure svegliata in tempo, devo dire per un attacco di tosse e non per la sveglia (che francamente odio); poi ho studiato il programma. Il film delle 9 lo posso vedere domani e quello delle 11 è la solita pippa intimista italiana temo per giunta che n lo zampino dei francesi. Certo, potrei anche dormire in sala. Ma è se poi mi viene la tosse?

 

 

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20 0ttobre - martedì

 

Caro Walter Veltroni, sono due giorni che causa febbre non vengo la mattina a vedere i film in anteprima all'auditorium, cose che avendo speso 60 euro di accredito culturale, si sta rivelando antieconomico. Non importa, importante è stare nell'evento. Ma oggi per niente al mondo sarei mancata a questo appuntamento. Perché sentirti parlare di cinema è veramente "musica". Sai come la penso, sai che ti aspetto dopo i documentari, alla tua prima fiction. Così come è stato per la scrittura quando, per gradi ma nemmeno tanti, sei passato dal saggio, alla biografia, al romanzo. Ma oggi il piacere è stato un altro: da uomo di cinema (mi chiedo se ci sia qualcosa che tu non sappia fare ma deve essere la tua formazione politica quando il Politico, ci insegnavano, non aveva competenze solo di settore ma doveva governare l'esistente, tutto)...Dicevo, e scusa la digressione, da uno di cinema SAI che il limite della critica Italia è di relazionarsi al cinema spesso solo dal punto di vista del contenuto "il soggetto, la sceneggiatura, l'evoluzione dei personaggi" eludendo una delle cose fondamentali del cinema: il suo esistere solo nell'equilibrato rapporto fra contenuto e forma. sei stato l'unico, oggi, che non solo ha parlato di questo (mandando in estasi Roberto Girometti) ma ricordandoci l'apporto di Gian Luigi Rondi in questo senso. E quindi GRAZIE. MI dispiace non aver potuto comprare il libro ma... Ehmmm... Un abbraccio che mi scuso di non averti dato ma sono raffreddatissima e febbricitante. A presto trovarci

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19 ottobre - lunedì

 

 

 

 

 

Ecco, sono un povero gatto raffreddato. E sto aspettando che si faccia un'ora consona per un buon vino caldo. Intanto caffellatte (uffa non ho il miele). E piove piooove sul nostro amOOOOOOr... Niente cinema. Mi dispiace per il funambolo tra le torri gemelle di Zemekis (The Walk 3D), ma Di Gianni Amelio e del suo Registro di classe non me ne può fregare di meno. Dormire per dormire, preferisco farlo nel mio lettone

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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18 ottobre - domenica

 

Ellen Page è lesbica? - Eh bhe, ma allora non vale! E vedo di spiegarmi bene per non essere ricoperta di insulti. Intendo dire che se una attrice lesbica interpreta il ruolo di una lesbica (FREEHELD), in un certo senso vale meno di chi è eterosessuale e interpreta ruoli omosessuali. E mi vengono in mente i due di Broackback Mountain, i nostri Stefano Accorsi (le fate ignoranti), Favino (Saturno contro), Scamarcio (Mine vaganti)... Però mi viene in mente anche l'Actor Studio e il metodo Stanislawsky per cui devi riversare nel ruolo quello che hai nella tua memoria emotiva. E mi viene anche da considerare che forse è più accettata l'omosessualità maschile che quella femminile; e che questo ribadisce ancora una volta le disparità maschio-femmina come "genere" alla faccia del "gender".... Però, allora, scusate, ma quanto sono più bravi, coraggiosi e anche ironici i nostri attori italiani che fanno ruoli omosex fregandosene? E quanto è più bacchettona Hollywood? (Che domanda!)

 

 

MISTRESS AMERICA - Noah Baumbach - USA -84' - Tracy, 18 anni, arriva a New York per studiare letteratura al college. E aspira, ovviamente, a diventare scrittrice. Conosce Brooke, 30enne con molte idee inconcludenti. Ne fa il personaggio del racconto con cui viene accettata nel circolo letterario del college "saccheggiando" la vita di Brooke che scopre tutto... Uff, noioso. Si, belle battute ma dialoghi frenetici intessuti di una ironia da battuta teatrale nevrotica. Bisognava prendere la fregatura prima o,poi dopo tre giorni andati benissimo.

 

 

E tocchiamo finalmente il tasto dolente degli accrediti e dei relativi privilegi. La stampa ha la precedenza. I "signori giornalisti" entrano prima è solo dopo possono entrare tutti gli altri accreditati a vario titolo: professionale, culturale... Cercherò di non essere volgare.
Intanto i signori giornalisti farebbero bene ad arrivare, non dico mezz'ora prima come fa Anselma Dall'Oglio che pure è molto più famosa di tutti gli altri, ma almeno non all'ultimo minuto.
Intanto sappiamo bene che molti "badge arancione" non sono affatto giornalisti ma imbucati.
Intanto ultimamente i giornalisti, sul caso Ignazio Marino, si sono conquistati un fama per cui davvero il termine "signori" mi pare del tutto fuori luogo.
E poi vorrei dire agli organizzatori che, vista la capienza delle sale, basterebbe diversificare i settori: scala a destra un colore, scala a sinistra l'altro. Perché, demeriti e maleducazione a parte, quello che mi ha fatto sempre imbestialire è subire il,privilegio (quasi sempre per giunta immeritato) dei suddetti signori. Non è carino essere di seconda categoria. Soprattutto perché noi "verdi" paghiamo di più, la capienza delle sale garantisce tutti e poi perché STRACAZZO non siamo secondi a nessuno. Quindi, cari organizzatori, organizzatevi meglio perché è il decimo anno che brontolo e continuerò a farlo. Perché tutte le mattine che mi fate sentire una poveraccia di seconda categoria, mi vengono in mente le parole di una amica titolata che disse "non mi sono mai interessati i soldi (che peraltro non le sono mai mancati) ma voglio il privilegio". Le voglio veramente bene ma questa cosa mi fece ... Urtare i nervi. E poiché eravamo in una fila, le suggerii di non ripetere il concetto perché lo avevo capito e perché poteva incorrere in commenti non troppo garbati.

 

PS - ovviamente so come aggirare il problema: prendere l'ascensore e MARAMAO. Ma se lo facessi (e occhio, ne avrei anche motivo visto la vertebra fratturata, la difficoltà a stare in piedi ferma a lungo ...) mi sentirei una stronza. Più di quanto dovrebbero sentirsi gli idioti organizzatori senza cervello

 

 

FREEHELD - Peter Sollett - Julianne Moore, Hellen Page - USA - 103' - La storia vera di Laurel Hester e Stacie Andree. Laurel poliziotta brava e molto amata nella sua cittadina, Stacie più giovane e solo apparentemente fragole. Le due donne si innamorano, sanciscono legalmente la loro unire civile, comprano una casa ma quando Laurel si ammala di cancro e arriva presto allo stadio terminale,mil problema sarà far applicare anche ai dipendenti della catena la reversibilità della pensione che lo stato riconosce anche ai partner ma la contea no. magnifiche le due attrici, magnifico il ruolo del poliziotto partner di Laurel. Bella sceneggiatura tutta in crescendo mentre Laurel invece "scende" verso la fine della vita.

 

 

 

 

Sorpresa! si sono sbagliati.

La sospensione del tram linea 2 evidentemente è DAL 17 AL 27 visto che anche stamattina...

Però, grande idea davvero sospendere proprio durante la Festa del Cinema... Ma già, c'è la navetta...

 

 

 

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17 ottobre - sabato

 

Riflessioni

Mi sono sempre detta, anche dieci anni fa, che non è giusto fare paragoni fra la Mostra del Cinema di Venezia e la Festa del Cinema di Roma. Perché parliamo di 72 Anni contro 10... Perché le città sono così diverse per tempi e modi di percorribilità, perché il periodo colloca Venezia ancora nella fascia delle vacanze e Roma nella fascia di fruizione per i cittadini (giornalisti e addetti ai lavori a parte)... Ma non posso che fare paragoni, essendo una fedelissima del l'una e dell'altra.  E infatti bene fece Veltroni a pensarla come "festa per la città"

E dico:
1 - Magari avere a Venezia una location così bella come l'auditorium
2 - Peccato alcune disattenzioni che sottolineano privilegi (segue specifica)
3 - Qui c'è' tempo. Tempo per tornare a casa, cucinare e scrivere. Tempo per fare le visite guidate a cavallo dell'ora di pranzo senza dover rinunciare, partecipanti e organizzatori, alle proiezioni.

 

Chi me lo fa fare?  Me lo chiedo tutte le mattine quando suona la sveglia, insolitamente presto. QUESTO me lo fa fare. La bellezza di questo posto, la meraviglia del cinema, il piacere di mangiare qualcosa sulle gradinate della cavea. I romani, popolo feroce, ironico e affettuoso, li ha chiamati "bacherozzi". Offensivo? Vai a sapè... In una lingua dove "stronzo" spesso non significa  esattamente quello che si intende comunemente.. Mah! Probabilmente ha voluto dire, "strani ma tutto sommato..." I romani non amano le novità e, quindi, nemmeno l'architettura contemporanea. Ma, avendo visto talmente tante cose, siamo possibilisti.

 

ROOM - Lenny Abrahamson - Brie Larsonm Jacob Tremblay - Canada, Irlanda, 2015 - 118'
Jack, 5 anni all'apertura del film, vive con la madre in una stanza di tre metri x tre dove c'è anche il gabinetto e la vasca da bagno. Niente finestre, solo n lucernario. Perché? Quando i due riescono a uscire dalla Stanza, faranno i conti con il mondo che Jack dovrà conoscere visto che nella Stanza vi è nato e ha avuto solo la TV, e la madre dovrà riadattarsi. Sembra una storia da pazzi in realtà ad un certo punto diventa n thriller per evolvere in una difficile storia di conquista del mondo. Claustrofobico giustamente nella prima parte, grande uso di camera a mano che prosegue anche dopo perché il regista, che ha scelto Jack come io narrante, resta vicino al bambino e lo spazio intorno a lui "cresce" poco a poco.

 

LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT - Gabriele Mainetti - Caludio Santameria, Luca Marinelli, Ilenia Pastorelli - Italia - 2015 - 112' - Enzo, un ladruncolo di Tor Bella Monaca, mentre è inseguito dalla polizia, cade nel Tevere e viene contaminato da materiale radioattivo. Dopo una notte di malessere duro, la mattina dopo scopre di avere una forza sovrumana. Sulle prime pensa che può usarla per la sua attività di ladro ma nella sua vita irrompe Alessia, figlia di un "collega" morto durante una faccenda di traffico di droga. Alessia è un po' matta, rimasta bambina,n vive nel mondo di JEEG Robot e per lei enzo è l salvatore del mondo. E poi, intorno a loro, c'è lo zingaro che è proprio cattivo e, contaminato anche lui dopo una caduta nel fiume....
Questi malviventi romanisti mi sono fetenti davvero è il film e a tinte fosche ma, miracolo della commedia all'italiana (che Monicelli ha n entrato, peccato che su di lui che compie cento anni, nemmeno una parola, un film, una foto...) dicevo: miracolo del cinema italiano, il film è incredibilmente ironico e la banda sembra siano i nipoti dei soliti ignoti: più sporchi, più cattivi.

Bravo Luca Marinelli per la seconda volta in un anno nella parte del cattivo (la prima a Venezia - Non essere cattivo)
FILM BELLO

 

 

Punita subito

Ho detto dell'inutilità della navetta Festa del Cinema?

Punita subito.

Stamattina al Flaminio un cartello: il 17 il tram è sospeso, il servizio sarà effettuato da autobus che transita su piazzale Flaminio.

Ecco, così ti impari, Angela!

 

 

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16 ottobre - venerdì

 

La quasi inutile navetta - Quest'anno il percorso si è allungato ulteriormente (l'anno scorso la navetta ci portava a piazza Mancini, cioè al MAXXI, peccato che è a 500 mt dritto per dritto e si fa prima a piedi): la navetta arriva fino a Termini! WOW! Mi sono detta. Peccato che superata piazza Barberini e raggiunta santa Susanna, il traffico diventa un delirio e mi sono accorta che praticamente la navetta fa esattamente lo stesso percorso di tram e metro in un tempo alla fine più lungo (a via Flaminia deve passare un ponte per poi rientrare da quello successivo) con l'unico "vantaggio" di attraversare villa borghese e passare davanti alla Casa del Cinema e coprire il primo tratto di via Veneto (dove ci sono solo uffici e i primivdue anni c'era il business del cinema ma non so dove stava e non so se vi sia ancora). Ah, sì, c'è anche il vantaggio di essere la navetta a 100 mt dall'auditorium e il tram a 300. Solo che il tram non lo aspetti 15 minuti traffico permettendo. Se poi aggiungiamo che tutti sono convinti che è gratis... Diciamo che la navetta fa molta scena e semplifica le cose per i non romani. E serve se non hai fretta.

 

TRUTH - James Vanderbilt - Robert Redford, Kate Blanchet, Dannis Quaid - USA - 2015 - 125' - Storia vera di grande giornalismo. Nel 2004, durante la campagna elettorale dove Bush di è ricandidato presidente, Mary Mapes e Dan Rather mandano in onda sulla CBS news un sensazionale servizio: si è scoperto che Bush non è mai stato in regola col servizio militare, non solo si è fatto assegnare alla Guardia Nazionale per evitare il Vietnam (cosa che hanno fatto tutti i rampolli di potenti e ricche famiglie) ma per un certo periodo non ha svolto nemmeno il regolare servizio. E naturalmente subito si scatena la guerra contro la giornalista. Un gran film, come c'era da aspettarsi. Bravissimo Redford che ripercorre il giornalismo di inchiesta come ai tempi di "Tutti gli uomini" anche se stavolta non lui il cacciatore di verità ma il testimone della verità stessa in un magnifico rapporto professionale che è anche forse soprattutto di "genitorialita" anche se non biologica. Tanto bravo (e bravi) che ci si dimentica che è un film e sembra piuttosto un reality o, se non ci fosse colonna sonora, ad una abile candidato camera. E infatti non si tratta solo di grande professionalità, io credo; è che Redford è politicamente schierato e impegnato e non fa nessuno sforzo a restituire "verità" al suo,personaggio. Magnifico.

 

 

MONSTER HUNT - Raman Hui - Tang Wei, Bai Baihe - Cina - 2015 - 111' - Gli uomini hanno vinto sui mostri e i mostri non devono più entrare nel territorio degli uomini, pena la morte. I mostri sono di due tipi, ci sono i mostri buoni e i mostri cattivi. I mostri cattivi hanno due obiettivi: sconfiggere gli uomini e sconfiggere i mostri buoni che gli uomini li frequenterebbero pure. In un villaggio c'è un giovanotto orfano che vive con una nonna un po' matta. Un giorno arrivano due persone che gli cambieranno la vita: ovviamente una ragazza cacciatrice di mostri e piccolo mostro figlio della regina buona che il giovanotto si trova addirittura a partorire (Trovata che fa pensare). Tecnica mista tanto ben integrata che alla fine sembrano "pupazzi" anche gli attori, anche grazie ad una recitazione sopra le righe forse pensata per i bambini. Grandi "voli" da arti marziali. Delizioso anche se finale non ottimista

 

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15 ottobre - giovedì

 

Fatto.

Caricate tutte le batterie, pronte le tessere per la prima visita di domani (Roma città aperta - 70 anni), cucinato pentolone di riso che per 4 giorni basterà aggiungere una salsetta e sarà cena veloce, pronta la borsa, messa la sveglia, sistemata casetta in modo da dover fare il meno possibile...

FRA NOVE ORE COMINCIA LA FESTA DEL CINEMA DI ROMA.

E che festa sia. E mi piace che si chiami di nuovo FESTA, come aveva voluto Walter Veltroni Sindaco.

 

 

Il primo logo - Chi se ricorda? È stato il primo logo della Festa del Cinema di Roma. Disegnato da Renzo Piano che ha usato un suo schizzo di progettazione dell'Auditorium.

 

Renzo Piano ebbe a dire di questo schizzo: tre volumi uniti da una piazza. Che è lo scarabocchio a spirale. Che meraviglia!
E qualcuno disse del logo: con l'aggiunta delle bobine, tutto sembrava una Ferrari.

a Claudio che mi sente rigirare il coltello in una piaga

Scusa Claudio. È per ricordare che in questa città ci sono state cose meravigliose. Un architetto di fama internazionale che disegna un logo con lo schizzo di progettazione di una sua opera visionaria... E che i romani, popolo ironico e feroce e bonario, l'abbia chiamata "i bacherozzi"... spero che Renzo Piano abbia capito che era un onore. Di altre opere i romani non hanno detto semplicemente NULLA

 

 

Ancora non credo ai miei occhi.

Ho spulciato il cartaceo stamattina, adesso ho spulciato la versione digitale e...

NIENTE, NON UN EVENTO, NON UNA INIZIATIVA, NEMMENO UN FILM NELLE RETROSPETTIVE DEDICATO A MARIO MONICELLI CHE COMPIE CENTO ANNI.

E' sfuggito agli esperti di cinema? Era poco amato per la sua irriverenza?

Avranno pensato che avendo fatto a Venezia una (tenerissima) mostra a lui dedicata dalla moglie, non era il caso di ripetere? Che cazzata immane. E che tristezza! In un cinema italiano che fa soprattutto commedia, dimenticare Mario Monicelli che la commedia all'italiana l'ha inventata... VERGOGNA

 

 

 

 

fiore di cactus :)

 

 

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