Un cartOOn che parla di arte, ermetismo e grandi verità


SINOSSI
Fabrizio ha sentito dire che di notte nel Sacro Bosco di Bomarzo accadono cose strane. Così decide di nascondersi e farsi chiudere dentro quando al tramonto il parco chiude.

Ma non solo: vuole fare in santa pace il percorso iniziatico di statua in statua voluto dal costruttore, Vicino Orsini. Vuole conoscere, vuole capire.

CONSIDERAZIONI
Il fantasy e il cartOOn non sono generi molto praticati dal cinema italiano. In tema di fantasy a parte il recente Racconto dei racconti di Matteo Garrone, la saga di Fantaghirò e qualche produzione televisiva,  l'Italia sembra saldamente ancorata al realismo e alla commedia. Nell'ambito dell'animazione non sono mancate in passato grandissime firme, Cavandoli e la sua Linea, per esempio; ma la produzione, con punte di sperimentazione molto interessanti, si è concentrata sulla pubblicità con le dovute, meravigliose eccezioni di Emanuele Luzzati, di Maurizio Nichetti col suo stratosferico Allegro ma non troppo, di Enzo d'Alò con la sua Gabbianella, la sua Freccia Azzurra, il suo Pinocchio. Eppure il nostro paese, come tutti gli altri, è ricco di quella magia che è materia sia del fantasy che del cartOOn, è ricco di misteri e leggende

IDEE DI PRODUZIONE E REGIA
Il cartOOn, un medio metraggio, intende sviluppare le tecniche già sperimentate con il precedente

Le pietre di Molaro dove la soluzione visiva era data alla semplicità del tratto dei protagonisti e al collage come tecnica per i fondali. Ancora collages, quindi, ma stavolta esplorando le possibilità della grafica digitale e sempre con un occhio al suggerimento che analoghe soluzioni siano a portata dei più giovani come possibilità di espressione.

Di nuovo, quindi, un cartOOn molto "parlato" perchè il cinema è anche parola e, nel nostro caso, ragionamento che, passo dopo passo, porta alla conclusione di un percorso di conoscenza.

 


angela ermes cannizzaro :)