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12 settembre

Ed ecco come va a finire la storia dei paperi alla Mostra del Cinema

e del povero Gatto Silvestro.

 

                                                       

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Ultimo giorno di Mostra. Il piccolo ponte verso Campo San Fantin, una nave gigante che arriva e poi fa cucù a San Giorgio Maggiore. Mamma mia quanto mi mancheranno. Ma non per molto. Si annuncia nuova tre giorni con La Città del Cinema va a Venezia

          

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PER AMOR VOSTRO - Giuseppe Gaudino - Francia, Italia - 109' - Anna vede tutto grigio (e noi con lei in un bianco e nere senza contrasti tanto da poterlo definire bianco e grigio), l'unico colore che vede è quello del mare fuori dal balcone di casa che guarda sul golfo di Napoli. Ma è un mare onirico che si gonfia e minaccia di sommergerci mentre il cielo si riempie di terribili nuvole nere. Ha tre figli di cui il primo è sordomuto, è un marito dall'aria non esattamente perbene. Lavora per una produzione televisiva e la sua riscossa comincia il giorno che finalmente le fanno un contratto. Si concede all'amore di un amante, denuncia il marito che ha scoperto essere un usuraio. Bella storia e grande impatto visivo fatto tra animazioni e trattamento quasi psichedelico. Brava Valeria Golino che però già non la capisco quando parla italiano. Mi sono venuti in soccorso i sottotitoli italiani per chi il napoletano non lo capisce neanche parlato da Eduardo.

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Lido sta per chiudere. Hanno spazzato la spiaggia e zampettano i gabbiani. Gabbiani... Sono stati compagni simpatici per tutta l'estate. Sospetto che ce ne sia uno che mi segue da Santa Marinella. Ma anche se così non fosse, non posso dire che a Roma mi mancheranno. Ce n'è uno che ha preso casa alla Chiesa Nuova, sul tetto del palazzo d'angolo, quello del supermercato. Anzi, forse è proprio lui che veniva tutti i pomeriggi sul tardi a Santa Marinella, poi qui al pontile del traghetto di San Toma', stamattina a Lido... Si sarà innamorato

                                     

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E questi, ebbene si, sono i miei piedi nell'Adriatico davanti al "mio" Hotel Excelsior.

 

 

 


 

11 settembre  

                           

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Lo so, si vede niente ma quella sagoma è un vaporetto,linea 1 che essendo limitata a Rialto,ma retromarcia alla confluenza fra il Rio di Ca' Foscari e il,Canal Grande. Lo vedevo anni fa dal pontile dopo S. Angelo. Non pensavo di rivederlo.

 

 

 

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L'acqua al "mio pontile" sale e l'autunno si avvicina. Da ieri passerelle accatastate in attesa di essere sistemate in zona San Marco che è il punto,più basso di Venezia.
foto di Angela Ermes.

 

 

 

 

 

 

 

 


 

10 settembre

                        

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Ho appena scovato e giustiziato sommariamente una zanzara che era riuscita a superare lo sbarramento erogatore coop. requiescat in pace. Poche cose mi danno tanta gioia.

 

 

 

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Stasera nuovo posto dove scrivere. San Samuele che è come dire Palazzo Grassi. Cinque panchine (piuttosto rare le panchine qui, deve essere per favorire i bar), un pontile, una vera da pozzo, una stazione di rilevamento maree, un approdo del vaporetto. Piccolo paradiso.

 

 

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TAJ MAHAL - Nicolas Saada - Belgio, Francia - 89' - Louse è a Mumbai con i genitori, alloggiano al Taj Mahal hotel ancora per due giorni prima di trasferirsi in una casa. Quella sera Louise resta in albergo mentre i genitori vanno ad una cena con i colleghi di,lavoro del,padre. E quella sera nel prestigioso albergo fanno irruzione i terroristi. Louise ha solo il cellulare, fra l'altro comprato per caso, per restare in contatto col mondo. Basato, purtroppo, sulla storia vera dell'attentato. Film ad altissima tensione con molte suggestioni visive (i corridoi di Shining) e rimandi psicologici al luogo filmico "dentro" che riporta alla sfera dei sentimenti e dell'inconscio. Unica pecca l'indugiare troppo e inutilmente su immagini-cartolina di Mumbai quasi a fare promozione turistica. Filmone. Con la nostra Alba Rorwacker annunciata da squilli di tromba che in definitiva fa un cameo.

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TEMPETE - Samuele Collardey - Francia - 89' - Dominique fa il pescatore nella Francia occidentale e resta in mare sempre due settimane di seguito. Nonostante le sue assenze, i figli hanno deciso di vivere con lui ma le cose si complicano quando la figlia sedicenne rimane incinta. Dom non riesce a restarle accanto quando abortisce in via terapeutica per gravi malformazioni del bambino e questo genera una catena di eventi per cui decide di cambiare vita, acquistare una barca... Sono di parte, amo il mare "lavorato", e le storie della gente di mare. E questo film mi è piaciuto moltissimo. Belle le location, bella la fotografia, struggente la storia, giusta la sua evoluzione. Un bel film francese che stavolta non è "fatto di niente".

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MATA-ME POR FAVOR - Anita Rocha Da Silveira -Argentina, Brasile - 101' - Alla periferia di palazzoni stile Tor Bella Monaca c'è un serial killer che uccide ragazzine. E le ragazzine del liceo, naturalmente, fantasticano quasi in cerca di guai. Il film più brutto della Mostra. Chissà perché non sono riuscita a Schivarlo?

 

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Adriatico che si diverte. Ho come la sensazione che quando il mare si muove, sprigiona più iodio. Comunque, con tutto il dovuto rispetto per l'obiettivo obiettivo di iPad che compensa il controluce, quello che vedo è tutto argento

                                     

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11 MINUT - Jerzy Skolimowsky - Irlanda, Polonia - 81' - che cosa potranno mai avere in comune una attrice bella con marito geloso e regista americano che ci prova, un venditore di hot dog ex-galeotto, un lavavetri di grattacieli, un ragazzo con una misteriosa missione, una punk col cane, un pensionato che dipinge acquarelli sul bordo del fiume... Facile, gli 11 minuti delle loro vicende si svolgono per tutti loro dentro o davanti ad un grande albergo mentre passa (e ripassa nella recitazione del montaggio) un aereo a bassa quota. Idea bella, forse non Nuova ma finale STREPITOSO. Strepitoso montaggio.

 


 

9 settembre

                        

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Finalmente giacca a vento.

 

 

 

 

 

 

 

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ANOMALISA - Charlie Kaufman, Duke Johnson - USA - 90' - Ed eccolo,nfinalmente, il cartOON della Mostra. Michael non sembra avere rapporti felici. C'è un vecchio amore che ha lasciato senza alcuna spiegazione e c'è una moglie da cui è altrettanto distante. C'è anche qualcosa di strano: le facce di tutti sono fatte di tre parti, il volto fino agli occhi, dagli occhi alla fronte e la testa. E, ancora più strano, anche le donne parlano con timbro maschile. All'improvviso, nell'albergo in cui si trova perché relatore ad un meeting sul customer service, Michael sente una voce di donna. È' Lisa, che forse in seguito ad un incidente che le ha lasciato una cicatrice sull'occhio (alla giunzione delle parti), ha una voce unica. Michael se ne innamora ed è ricambiato ma... Lavinia ha letto il film in via allegorica e quindi ha visto l'appiattimento dei sentimenti e la solitudine del protagonista. Io l'ho letto testualmente, come un cartOOn di ambientazione robotica. Bello. E in concorso. Da cui Franco e Vally, due nuovi amici di Mostra, hanno detto: attenti che fra il Sacro GRA e il Piccione, capace che vince il Leone d'Oro. Staremo a vedere.

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SANGUE DEL MIO SANGUE - Bellocchio ci riprova stavolta avventurandosi in una storia di parallelismo fra due epoche diverse. Tutto comincia nel'600 naturalmente a Bobbio dove Federico segue la vicenda di una monaca che sara murata viva perché amante del suo confessore che si è suicidato. Nello stesso convento, ai giorni nostri, vive un vecchio conte misogino che è scomparso dalla moglie. Al convento arriva un nuovo Federico, truffatore, con l'intenzione di vendere l'immobile ad un russo spacciandosi per ispettore del demanio regionale attualmente proprietario del palazzo. Che relazione ci sia fra la prima e la seconda storia lo sa solo Bellocchio che ha fatto il film anche col contributo della Regione Lazio (e che ci azzecca se si parla di Emilia Romagna?). Riflessioni politico-amministrative a parte, a Bellocchio bisogna ricordare che i mistery devono funzionare come orologi e lui in questo film non lo ha saputo fare. E se invece, come pare, si tratta di una riflessione sul fatto che siamo sempre gli stessi con lo stesso egoismo e gli stessi difetti, allora mi sono chiesta che voglia dire il titolo. Mi sono venuti in soccorso i soliti Vally e Franco: forse perchè hanno recitato figli e fratelli

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La pace all'ora di pranzo

                                     

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ZAC - I FIORI DEL MALE - Massimo Denaro - Italia - 65' - Una escursione negli anni de Il Male, giornale satirico che ebbe denunce e opposizioni anche dal PCI perché non allineato. Testimonianze dei redattori e deliziose animazioni dove il segno grafico ricorda quello sontuoso di Luzzati. Deliziosissimi i pupazzetti che presentano gli intervistati.

 

 

 

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VIVA INGRID - Alessandro Rossellini - Italia - 19' - interviste, repertorio e vecchi super8 di famiglia a cento anni (pure lei) dalla nascita. Buon compleanno INGRID.

 

 

 

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KLEZMER - Piotr Chrzan - Polonia - 97' - Tre giovanotti e tre ragazze di un villaggio in Polonia ai tempi dell'occupazione nazista, mentre cercano legna e frutti nella foresta, trovano un giovane ebreo gravemente ferito. E sono tutti d'accordo, almeno così sembra, a venderlo alle autorità. Film lentissimo e di grande coraggio di autodenuncia. Estenuante anche perché si svolge interamente nella foresta, tanto estenuante da far scattare la voglia di sapere come va a finire (e quindi paradossalmente il meccanismo filmico funziona).

 

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Autocelebration. D'altra parte mi hanno chiesto un articolo sul selfie per un libro...

                                                              

 


 

8 settembre

                        

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THE ENDLESS RIVER - Oliver Hermanus - Francia, Sud Africa - 108' - Percy esce dal carcere, Tiny lo ha aspettato per 4 anni, lo difende ma non ha particolari trasporti. Il giorno dopo la moglie e i bambini di Gilles vengono massacrati nella loro fattoria in una sorta di rito di iniziazione della gang locale. Tiny e pochi giorni dopo anche Percy viene trovato ucciso. Tiny e Gilles si trovano accomunati dal dolore e vanno via insieme anche se rimane un dubbio. Un thriller gestito con magnifica lentezza, lunghe inquadrature. Insospettabilmente bello.

 

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RABIN, THE LAST DAY - Amos Gitai - Francia, Israele - 153' - una ricostruzione minuziosa del clima che ha portato all'omicidio dell'allora capo del governo di Israele che lavorava per una soluzione pacifica al problema palestinese nonostante una durissima opposizione della destra. Ricostruzione dell'omicidio tra fiction e repertorio ma soprattutto ricostruzione dei lavori della Commissione di indagine che ha sentito tutti i soggetti coinvolti, dalla polizia alle guardie del corpo a testimoni volontari. Il quadro è inquietante: un gruppo di rabbini ultra conservatori, pare si siano appellati ad una norma del Talmud che decreta morte per chi danneggia la terra di Israele. E Rabin con l'ipotesi del ritiro dai territori farebbe proprio questo. Viene lanciata una sorta di bolla per cui chiunque avrebbe potuto ucciderlo in nome di un atto religioso. Catturato subito l'omicida ma irrisolti alcuni dubbi sulla negligenza degli apparati di sicurezza. Film lunghissimo ma illuminante. E che conferma una mia convinzione: senza dimenticare, naturalmente, lo sterminio, forse però è ora di guardare a Israele da un punto di vista strettamente politico e del tutto analogo a quello con cui si guarda ad altri paesi. Considerare, cioè, ci sono in Israele partiti e governi di destra e ti sinistra. E che le differenze si sentono eccome.

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NON ESSERE CATTIVO - Claudio Caligari - Italia - 100' - Ostia. Vittorio e Cesare sono amici dall'infanzia, anzi si no più che amici, sono fratelli. Fratelli di eccessi, di droga, di spaccio, di cose per fare soldi... Un bel giorno Vittorio incontra Livia, madre single, e decide di mettere la testa a posto e trovarsi un lavoro. Cerca di portarsi dietro anche Cesare ma non ci riesce. Francamente non mi aspettavo un film tanto bello; un po' per l'argomento, un po' per una (giustificata) prevenzione verso il cinema italiano. Quella raccontata è Ostia dell'idroscalo, delle parti degradate di isola Sacra. E tutto è molto pasoliniano: dal baretto,agli amici criminali, da Vittorio che si chiama come Accattone, alla lite corpo a corpo con Cesare... All'idroscalo di Ostia... Un bellissimo tributo a Pasolini che ci manca da 40 anni

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...poi di colpo ti rendi conto che sei oltre la metà dei giorni, che la Mostra del Cinema è in discesa, che i film di punta si sono diradati, che ci sono film bellissimi che però devi esplorare, che sul vaporetto appaiono valigie, che cominciano a chiederti "quando parti?"... che ti sembra di non avere ancora visto tutto, fatto tutto... E allora mi sono accorta che l'immagine del profilo avrebbe, forse, dovuto essere questa fin dall'inizio.

 

 

 


 

7 settembre

                          

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EL CLAN - Pablo Trapero  - Argentina, Spagna - 108 - Alex è un giovane campione di rugby e il padre, protetto anche da un militare di alto grado, usa il figlio per organizzare rapimenti a fini di estorsione. I rapiti, complice tutta la famiglia tranne i figli più piccoli, sono tenuti in cantina e, una volta ottenuto il riscatto, vengono regolarmente uccisi. La cosa va avanti fino a quando non cade la dittatura è il militare non può più coprire gli affari del clan. Storia vera, come molti dei film di questa edizione. Film molto buono che non ha nulla delle gangsterstories USA. Storia "latina" anche perché ricorda l'uso del denaro che fa la mafia: non ostentare, condurre una vita normale, poi, quando tutto viene dimenticato, scomparire e darsi alla bella vita. Questi del clan non ci riescono anche se alla fine se la cavano alla grande.

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A BIGGER SPLASH - Luca Guadagnino - Francia, Italia - 120 - La leggendaria cantante rock Marianne è a Pantelleria con il suo compagno Paul. I due si amano, lei è convalescente da un intervento alle corde vocali. Idillio sentimental-erotico che viene disturbato dall'arrivo di Harry, precedente compagno di lei, insieme a Penelope, 17enne figlia di lui. In realtà l'esuberante Harry è venuto perché vuole riprendersi Marianna e la figlia gioca un ruolo importante nella seduzione di Paul. La cosa finisce malissimo: Harry muore annegato in piscina nel corso di una lite col rivale. E "appare"'il maresciallo Corrado Guzzanti, macchietta che già sarebbe discutibile ma a cui viene affidata la caduta verticale del film, la battuta sugli annegati di cui ci si deve occupare quotidianamente. VERGOGNA. E citando Nanni Moretti, pensando al cinema italiano: CONTINUIAMO A FARCI DEL MALE. giusta bordata di fischi.

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PECORE IN ERBA - Alberto Caviglia - Italia - 95' - Leonardo Zuliani è scomparso da sei mesi. Le gente scende in piazza, il mondo della cultura si mobilita. Il TG Sky in uno speciale ne ripercorre la vita. Leonardo, cresciuto senza padre in una modesta famiglia trasteverina, rivela molto presto il suo antisemitismo e crescendo diventa leader del movimento che lotta per i diritti all'odio contro la cultura dominante antisemifobia. Nella sua ascesa incontra di tutto, neo-nazisti, integralisti islamici, accaniti filo palestinesi, la lega Nerd... Inventa kit per bruciare bandiere israeliane, scrive libri, inventa giochi nuovi, su di lui il film "Paura di odiare". Poi scompare. Per dare la misura del film e la sfrenata ironia che ne è la struttura basta dire che si apre con un cartello di avviso: questo film è prodotto da organizzazione pluto-giudaico-massonica. Ironia,m intelligente per definizione. Operazione di scatole cinesi fatte di cultura di sinistra, antisemitismo più o meno nascosto, negazionismo... Si ride moltissimo. Personalmente sono contenta che emerga anche nell'ebraismo italiano e romano una vena di ironia che non è della cultura ebraica nostrana (i nostri non sono yiddish ma era editi). Evviva. Qualcosa cambia. Ma... E se la stessa ironia fosse venuta da un autore non ebreo, che cosa sarebbe successo? Se io faccio una battuta,basiamo sicuri che non finisco per sentirmi e per essere giudicata antisemita? (A me delle religioni proprio non me ne importa nulla, sono allegramente atea e di formazione scientifica). Ed ecco l'ennesima scatola cinese.

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MAN DOWN - Dito Montiel - Gary Oldmann, Shia LaBeouf - USA - 92 - Il marine Gabriel resta coinvolto in una azione in Afganistan durante la quale uccide due civili, una madre con il bambino. È un trauma forte anche se la donna ha sparato e ucciso un altro marine che era il suo migliore amico. Il trauma, unito alla scoperta di qualcosa che riguarda la moglie, scatena uno stato di alterazione schizofrenica in Gabriel che ritorna a casa e "vede" e vive un'altra realtà esattamente sovrapposta, dove la guerra è arrivata anche li, dove deve salvare il suo bambino... Grandissimo dolore, grandissima potenza visiva. MAI il cinema aveva saputo raccontare visivamente in modo così efficace lo sdoppiamento della percezione del reale e farne, fra l'altro un thriller che funziona come un orologio. BELLO

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L'ERMINE - Christian Vincent - Francia - 98' - Il giudice Racine è famoso per durezza,mo la chiamano "il giudice a due cifre"'perché non ha mai dato condanne inferiori a dieci anni. Ma in quel,processo, fra i giurati, c'è una donna che lui ha amato. Conferma i come il cinema francese riesca a fare bei film con niente, partendo da soggetti eterei ai limiti dell'inconsistenza.

 

 

 

 


 

6 settembre

                        

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Antonella Greco, io "lavoro" e penso a te...

Antonella Greco - Continuano!

Già. D'altra parte mi sembra che sia stato bocciato il progetto di scavo del canale alternativo che dovrebbe portare le navi a Marghera o non so dove.

Antonella Greco - Per fortuna: presenti i vasi comunicanti?

 

Ma allora le navi dove andranno?

 

Antonella Greco In mare

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EQUALS - Drake Doremus - Kristen Stewart - USA - 101' - In un futuro dove il mondo è governato dal Collettivo, uomini e donne sono stati resi pacifici dalla privazione delle emozioni di n via di alterazione genetica. Ma serpeggia un virus, l'SOS, per cui l'emotività torna. Gli ammalati vengono definiti Difettosi, attraversano 3 fasi e alla quarta vengono portati al Covo dove, se non si suicidano prima, vengono uccisi in modo indolore. Silas si ammala e si innamora di Nia che è malata da tempo ed è un "nascosta". E scopre che c'è un gruppo di malati che si aiutano e aiutano, anche all'interno del Covo. I due decidono di fuggire ma Nia viene scoperta perché incinta, viene portata al Covo, intanto viene scoperta la cura... Il ritmo diventa serrato e per un momento ho temuto che per la fretta d Silas, si ripeta la storia di Romeo e Giulietta che muoiono in fondo per un messaggio non recapitato in tempo. Bello. L'ipotesi della privazione dei sentimenti a fini di pace non è nuova (da l'invasione degli ultra corpi in poi) ma il film è bello. Bel l'esempio di fantascienza fatta di scenografia e costumi.

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THE DANISH GIRL - Tom Hooper - inarca, Gran Bretagna, USA - 120 - Einar e Gerda, entrambi pittori, sono felici e innamoratissimi. Fino a quando, per gioco, Gerda convince il marito a travestirsi da donna per partecipare finalmente divertendosi ad una festa di artisti. Nei panni di Lili, Einar scopre qualcosa e comincia il suo itinerario che lo porta ad essere il primo caso (storia vera, 1926) di transessuale operato. Sono andata a informarmi meglio: l'attore che interpreta Einar-Lili che fin dalla prima inquadratura mi è sembrata donna, e' etero, sposato e quindi straordinariamente bravo. Non a caso Oscar miglior attore per La teoria del tutto.

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CHILDRENHOOD OF A LEADER - C'è un padre americano che sta conducendo il trattato di pace per la fine della Grande Guerra, c'è una madre bella e quadri certamente frigida, c'è un bambino ribelle che da una parte ha ragione (lo scambiano per una bambina ma certo, con quei capelli lunghi e morbidi) dall'altra è vittima di diseducazione. E finisce per diventare un dittatore tipo Hitler. Film noiooooooooooso. E sull'argomento abbiamo visto di molto meglio. Perché a Venezia? Forse era l'unico proposto che fosse ambientato durante la prima guerra mondiale o dintorni. Ultimi fuochi per il centenario.

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Non conto fino a dieci - Dear Johnny, but what cazz happened to you? You eri so bono, so affascinant, so frisk, so un pezzo de sorco...and now???
Now me sembri Renato Pozzetto con lo scorbuto. And i'm not talking about the panza, Johnny. Panza is okay. Italian women love panza!
I'm talking about doppio mento, capelli that you don't lavi da like two anni...and what about your denti? I understand you are a mariuolo, a bad boy, a pirate of Mar Tirreno...but pig miseria, Johnny! 'Na cazz di pulizia dentale, sometimes, proprio no?!
And, senti a me, if you vesti like "poro nonno" it's ancora peggio. It breaks our cuore. Our utero. Capisc? Without your giacche di pelle, it's na cazzo de tragedia, Johnny!!!
You eri our sogno erotico, the fico ribelle who can salvare us from these rincoglioniti uomini italiani in mocassins and risvoltino!
We siamo passate from "Our bonazzo Johnny in 'Chocolat' " a "Johnny that s'è mangiato Chocolat, Willy Wonka and all the fabbrica".
Never a joy.

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L'ATTESA - Piero Messina - Juliette Binoche, Giorgio Colangeli - Francia, Italia - 100' - Giuseppe è morto in un incidente ma Jeanne non lo Sa. Arriva da Parigi, come erano d'accordo, in Sicilia a casa della madre che non riesce a dirle subito la verità. Film certamente intimista, fatto di silenzi, ma solo apparentemente lento perché Messina rispetta una delle (poche) regole del cinema, il CLIMAX, che richiede un colpo di scena ogni 20 minuti che è il tempo di tenuta dell'attenzione degli adulti. E qui succedono cose.mpiccole, ma succedono. Poi c'è chi non gli piace e basta, a prescindere dal meccanismo. E va bene perché l'arte risuona in ognuno in modo diverso

 


 

5 settembre

La balena di piazza san marco è troppo bella perchè io non ne faccia la mia immagine di profilo almeno per un paio di giorni. anche perchè in un noiosissimo film brasiliano, l'unica cosa bella era una scena di sesso (e direi che lo hanno fatto sul serio) tra un lui (bello da morire) e una lei col pancione. e avendo io la pancia...

 

                        

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MARGUERITE - Xavier Giannoli - Belgio, Francia, Repubblica Ceca - 127' - Marguerite, baronessa per il matrimonio che la ha comprato il titolo, è stonata come una campana e invece non solo a a l'opera, ma si ostina a pensare di cantare bene, e canta e canta e nessuno ha il coraggio di dirle di smettere. Finché canta a casa, nessun problema ma un "bel" giorno Marguerite si convince che deve fare il grande passo: cantare in teatro davanti ad un pubblico vero. La verità si sa che sarà uno choc. Ma come andrà a finire? Potrebbe morirne o all'improvviso cantare come un angelo. Spiritoso, amaro, in equilibrio.

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FRANCOFONIA - Aleksandr Sokurov - Francia, Germania, Paesi Bassi - 87' - il Louvre visto come dimostrazione dell'esistenza dell'Europa attraverso il fantasma di Napoleone che lo ha creato portandoci le opere dalle sue campagne di guerra, attraverso le vicende dell'occupazione nazista... un documentario, certo, ma con la VFC dell'autore che lo fa somigliare ad un flusso di coscienza. Il le trovate visive: repertorio foto, video e grafico, opere inquadrate in modo amatoriale senza centratura, action movie virato seppia o in colore saturo a volte in formato 4/3 e traccia audio laterale... Quadri inquadrati canonicamente la cui superficie si deforma in modo impercettibile quasi da sembrare un 3D... Un amico sostiene che quando noti queste cose, è segno che il film non ha catturato la tua attenzione e la tua emozione e quindi è un brutto film. Condivido in linea generale ma dipende dal mestiere che fai. Non posso dire di essere rimasta incantata, anzi mi sono spesso annoiata ma è un documentario che nella forma scantona verso altre cose. Certamente lungo. Ma queste, a parte la vastità dei contenuti individuati dal regista, sono le regole per una distribuzione nelle sale.

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Lo sprizz con Lavinia, i suoi deliziosi "si, però" e l'adriatico dall'excelsior. L'adriatico... Fatto due volte in nave in tutta la sua lunghezza. Da Patrasso a Venezia, da Zvenezia a Corfù. Tempi di piccole tranquillità economiche. Tornerò ad essere meno "povera". Non perdono i responsabili. Ho avuto, da tre anni a questa parte, una fregatura dopo l'altra che riesco a parare perché ... Perché c'è chi si rimbocca le maniche, c'è chi si,lamenta, e c'è chi non conosce il problema perché è garantito da un contratto da pubblico impiego o a tempo indeterminato presso aziende.

 

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Sera di freddino che finalmente devi mettere il K way e non arrivi a casa col bisogno di fare subito una doccia. Mentre Lavinia senza giacchetta stava dentro, io mi sono appostata sulla scaletta del vaporetto, quello bianco e nero linea 4-5-20 ... E mi sono goduta il vento, il freddolino e anche gli schizzi di acqua salmastra in faccia. E ho pensato che il mio paradiso è fatto di vaporetti, di traghetti, di navi... Di vento e di nuvole e di tramonti e di acqua da nuotare. E tutte le volte che scenderei a terra, ci sarebbero Antonio, Flora, Zuccherino. E Mario. Per mamma e papà si tratterebbe di risalire la foce del fiume che si getta nel mare fino ad incontrarli su rive di acqua dolce.

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Ho cambiato la mia immagine di profilo. Corto non ha mai avuto a che fare col cinema ma ... è uno dei grandi amori.

 

 

 

 

 

 

 

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BLACK MASS - Scott Cooper - Johnny Depp, Dakota Johnson, Kevin Bacon - USA - 122' - Boston (di nuovo). Sul finire degli anni '70 un poliziotto dell'FBI si mette d'accordo con il capo della mi alita irlandese per combattere gli italiani di Cosa Nostra. Ma questa collaborazione e relativa copertura, permetta ai clan irlandese di diventare potentissimo. Storia vera. Johnny Depp insolitamente calvo e sempre bravo. Film "già visto" (quei bravi ragazzi, gli intoccabili, era mio padre... Perfino c'era una volta in America, cottone club...)

 


 

4 settembre

 

                          

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------LOOKING FOR GRACE - Sue Brooks - Australia - 100' - Grace sta andando ad un concerto insieme all'amica del cuore quando sul l'autobus sale un bel ragazzo e le amiche si separano. Per Grace è la prima volta. Amara volta perché lui scappa dell'albergo derubandola dei bagagli. Grace si incammina, passa la notte su un furgone in un garage e il giorno dopo i genitori la ritrovano. Tutto qui? No, perché è proprio a questo punto che con un montaggio molto simile a quello (capostipite) di 21 grammi, non solo si svela il resto della marachella di Grace e le vite, modeste, della madre, del padre, di un vecchio investigatore, di un camionista che avrà un ruolo importante... Regista donna, donna la produttrice, la sceneggiatrice... Un amico ha detto che si sentiva. Francamente non ci ho fatto caso, forse se ne accorgono solo gli uomini. Mi sono accorta invece delle meravigliose inquadrature dall'alto, fluide, lente, impossibili sia da elicottero che da dolly. Come le fanno? Che stupida, ma detto. Con un drone.

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BEAST OF NO NATION - Cary Joji Fukunaga - USA - 136' - Agu era un bambino allegro nonostante il villaggio sia in una zona cuscinetto fra due eserciti in guerra. È proprio per questa situazione è pieno di iniziative per sopperire alle difficoltà. Ma perde tutta la famiglia e si ritrova a diventare in breve tempo un bambino di guerra, feroce e poi n tossicità di droghe. Il suo battesimo sara' uccidere con un machete un civile innocente. Film durissimo è straordinariamente "bello". Di quelli che non ti lasciano il tempo di notare inquadrature. E che dal primo all'ultimo momento mi ha fatto considerare che è da QUESTO che scappano i migranti africani sui barconi.

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Tenere.... Accalcate sotto ombrellini a loro volta sotto un sole spietato per vedere Johnny Depp.

 

 

 

 

 

 

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SPOTLIGHT - Thomas Mccarthy - USA - 123' - Michael Keaton, Marketing Ruffalo, Stanley Tucci, Liev Schreimber - Nel 2001 la Spotlight del Boston Globe riceve dal nuovo direttore l'incarico di investigare sui casi di molestie a bambini da parte di preti che si sospetta la diocesi continui ad insabbiare dal 1976. I 4 giornalisti riusciranno a scoprire che non si tratta di 13 preti ma di circa 80 e a denunciare non i singoli ma un intero sistema. Fatto vero le cui dimensioni sono state ancora maggiori: 284 sacerdoti per circa un migliaio di vittime. BELLISSIMO. Classico e vivificante film sul giornalismo di indagine. Sembra di essere tornati a Tutti gli uomini del presidente. Ritmo altissimo, dialoghi tanto serrati da far fatica a seguire i sottotitoli. Da rivedere. Da possedere.

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Ecco. Questo è il classico esempio di oggetto bello che mi induce in tentazione. Trattandosi di un notissimo negozio in piazza San Marco che vende vetri griffati, questa bellissima paffuta balena è di vetro satinato, immagino. Immagino anche il costo stratosferico che non sono riuscita a sapere perché il negozio era già chiuso ma ci sono ancora tanti giorni veneziani. E ci sono oggetti così belli che mi scatenano il desiderio di possederli, anche a costo di piccole follie. Sarebbe, in questo negozio, la seconda volta. La prima fu circa 25 anni fa con una collana... Ma questa è un'altra storia

Valentina White  - Vai, vai...osa Angela!

 


 

3 settembre

                         

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Ho cambiato la mia immagine.

Piccioni in direzione del vaporetto del mattino per la Mostra.

 

 

 

 

 

 

 

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UN MOSTRUO DA MIL CABEZAS - Rodrigo Pla - Messico 75' - Sonia ha scoperto che il trattamento che può aiutare il marito malato di cancro è stato riconosciuto valido ma ciononostante la sua pratica viene rifiutata dall'assicurazione. Ed è così che decide di sequestrare il direttore sanitario nel tentativo di fargli firmare l'accettazione della pratica. Non è un film su un malato terminale, ma sul sistema sanitario. Non è un film lacrimevole ma un thriller anche se non ha il respiro e la tensione che avrebbe meritato. Forse perché manca la colonna sonora?

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EVEREST - Baltazar Kormakur - USA, Gran Bretagna - 122 - basato su fatti realmente accaduti, racconta delle due sfortunate spedizioni sull'Everest travolte da una tempesta. Grandissima fotografia è straordinario lavoro di scenografia, reale o digitale che sia. Sarà anche effetto del 3D ma l'effetto è grandioso. Appassionante la storia dove, sfortuna a parte, buona parte della tragedia si consuma per un piccolo ritardo dovuto ad una n atto di generosità del capo spedizione. Due riflessioni. Una: l'Everest evidentemente è frequentato come il Gianicolo visto che salgono, scendono, tornano indietro tutto su "strade" ormai attrezzate.
Due: il cuore è nella domanda "perché" e il buon gusto del regista ha appena accennato alla retorica della sfida ecc. Francamente le critiche stroncanti mi sono sembrate eccessive e malevole. O saranno sempre i soliti BARBOSINTELLETTUALISENZACUORE che non riescono a godersi un po' di grande spettacolo.

Senza contare che il film dovrebbe renderci orgogliosi: girato in parte sulle Dolomiti, in parte a Cinecittà con uno dei protagonisti, Jake Gillenhaal, che è diventato famoso proprio a Venezia 10 anni fa con Brockback Mountains.

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ITALIAN GANGSTER - Renato De Maria - Italia - 87' - Attraverso materiali di repertorio, brani di film sull'argomento e monologhi gestiti con montaggio alternato, il film ricostruisce le storie dei maggiori esponenti del crimine italiano degli anni del dopoguerra al finire degli anni 50. Eccellenti prove d'attore, interessante spaccato sociale, e per me ripetuti addormentamenti.

 

 

 

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Mario Monicelli: Cento anni a Venezia: i FANTASMI di RAP

 

 

 

 

 

 

 

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Sto come in paradiso. La sera è fresca, finalmente. Ma prego per un peggioramento del tempo perché è ancora troppo caldo. Senza contare che al popolo della Mostra che sia bello o brutto non importa perché passiamo da una sala all'altra. Si, forse il red carpet...

                                                                                      

Anna Maria Gimigliano - E io sono a Roma.

Ma allora lo fai apposta vieni a Roma nell'unico periodo dell'anno in cui di sicuro non ci sono. CATTIVA

Anna Maria Gimigliano - Devi parlarne con i miei capi: corso professionale

                                                                                                   

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È uno dei tre, mi ha seguita dalla spiaggia di Santa Marinella. Oppure è un parente che ha ricevuto una telefonata :)

Lui sta facendo toilette prima di volare ad una festa.

Alberto Romualdi - al Danieli

 

In effetti è volato via in quella direzione...

 

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Color Puffo... Dovrebbe piacermi e invece qui è così mi sembra una pacchianata. Stai a vedere che è una festa di qualche film... Di quelle che tutti sbavano per avere l'invito...?

 

 

 

 

 

 

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Che voglia di marachella... Quello è il mio piede e quella è la distanza dalla godola... Sono saltata su vaporetti che dormivano, su chiatte da lavoro...

 

 

 

 

 

 

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C'è venticello sul Canal Grande. Non è "fresco". È come se fossero carezze di seta. Adesso che ho trovato questo nuovo-vecchio personale salotto della sera, mi sento nuovamente a casa. È come questo ce ne sono altri...UNDICI ! dove stanno? Eh... Non credo che lo rivelerò. Chi ama e conosce veramente Venezia non farà molta fatica.

 

 

 

 


 

2 settembre

                       

                                                                                                       

Alberto Romualdi - Come non amare paperino ma anche Gastone era buffo e Paperoga e Etabeta

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Andrò a vedere questo film perché c'è una cosa che non capisco (e mi fa ridere): cosa gli impedisce di scendere dalla macchina se sotto al sedile c'è una bomba?

 

 

 

 

 

 

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EL DESCONOCIDO - di Dani della Torre - Spagna - 96' - Perché Carlos non potesse uscirà dalla macchina me lo hanno detto in fila perché era sul giornaletto quotidiano (Ciak): la bomba si era innescata sedendosi è privata di peso sarebbe esplosa. Altissima altissima altissima tensione tutta intorno al tentativo di trasferire denaro sul campo nato del ricattatore e nello stesso tempo di portare al più presto il bambino in ospedale, di eludere la polizia e di capire chi è lo sconosciuto e perché vuole esattamente 420mila euro più tutti i risparmi del protagonista che è direttore di una banca. Sceneggiatura che funzione come un cronometro di precisione, fotografia fredda, dialoghi serratissimi tra mille telefonate e figli spaventati. Bello bello. Il motivo? Fin dall'inizio si capisce che La banca, come tante altre, gioca con gli investimenti dei clienti e i giochi non sempre riescono. E quando non riescono a rimetterci, spesso tutto, non è certo la banca e nemmeno i dipendenti di alto o basso livello. Chiaro?

Dulcis in fundo per un film così bello: trattasi di opera prima

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Storicamente due caffè, il Florian e il Quadri. Poi il Lavena, poco distante dal Quadri. Tutti con orchestra. Mi ricordavo che le orchestre si davano "il cambio" e mi è capitato di vedere, la sera tardi tardi, qualche coppia di innamorati passare da un,lato all'altro di piazza San Marco e ballare questa o quella musica. L'ho sognato? Ditemi di no. Da un paio d'anni tutti si suonano addosso ed è una cacofonia. Perché il Comune lo,permette? Che ci sia la camera di commercio che ha detto: se i turisti vogliono sentire la musica "in chiaro" si sedessero ai rispettivi bar. Peccato che ci sono state sorprese anche molto salate... non va bene, non è elegante e non rende onore a tanta bellezza

 

 


 

1 settembre

La valigia è fatta, la borsa pure, i giocattoli di lavoro controllati e ricontrollati....ci siamoooooo. Si va a Lido alla Mostra del Cinema e si torna a casa stavolta per un po'. Roma non ti offendere. Mettiamola così: sarà bene che io mi faccia desiderare un pochino anche da te. Pensa a Venezia, poareta, che si accontenta sempre di briciole, ciò', una notte...raramente due... A novembre, dopo la befana, qualche volta in primavera, poi viene caldo e per rivedermi devono aspettare settembre... No xe beo, no.

 

 

Satenig Gugiughian con il cuore ci sarò anch'io, divertiti

  Con il tuo cuore vicino, sarà tutto più bello. Grazie tesoro

Massimo Terpolilli - Divertiti te lo meriti

  Grazie Massimo. Sono stati mesi duri e una certa questione è ancora in sospeso (mortac....). Ma lo diceva anche Marx: il sacrosanto diritto alle vacanze. ...no, "sacrosanto" Marx non lo ha detto di sicuro.... Ahaha

Angelica Andrews - Paletta e secchiello?

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Ogni promessa... E nonostante noi si sia "marinai"...
Questa storia a puntate ogni giorno fino a quello della consegna del Leone d'Oro 2015.

E quindi buona lettura.

                                                                                                                 

Luisa Piemontese - ah...ah...hi...hi...

E quante ne vedrai ancora! Ho diviso la storia per tutti i giorni sono della mostra, sono 12.  Vorrei che tu fossi qui. Sai quante belle chiacchiere... al supermercato ho incontrato due donne musulmane tutte bardate di nero, una aveva gli occhiali sul velo... a Roma non ne ho ancora incontrate con un abito così rigoroso. Con questo caldo... Naturalmente gli uomini che le accompagnavano erano in maglietta.

Luisa Piemontese - Ho visto anche a Roma la meschina con la sola feritoia per gli occhi. Che paura...

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....e poteva mancare lui? il gatto più gatto a Venezia? 12 piccolissime puntate e buone risate

 

 

 

 

 

 

 

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Devo ricordarmi di dirlo a Ferrarotti la prossima volta che lo incontro, lui che è così giustamente, per certi versi,ipercritico verso il digitale e il web (e trattandosi del "ruggente" Ferrarotti, il termine è eufemistico): questa perenne connessione col mondo, teoricamente ci mette nella condizione dell'Ulisse di Joice: poter seguire il flusso di coscienza e rendervi conto di quanto Joice avesse visto bene, e cioè che una singola giornata, ad avere cuore e mente aperti, è una odissea o, angolazione tipica di Angela Ermes, una magnifica avventura. Ed è la stessa cosa che leggo nel suo "un anno qualunque" di cui sto scrivendo il book-trailer. E devo ricordarmi anche fi dirgli che il libro, non solo mi ha riportata a Joice, ma ha portato alla coscienza, mi ha reso consapevole, che scrivendo un diario su FB (che è per sua natura Tempo Reale) che, narcisismo è bisogno di affetto a parte, scrivendo delle serate al mare, stavo riempiendo, forse, la rete di un qualche sensato contenuto. E così ho pensato possa essere bello farlo dalla Mostra del Cinema. Un diario di recensioni e non solo. Come la meravigliosa trascrizione di "un anno qualunque" tratto dalle agende e dai quaderni di appunti che non è solo lavoro e appuntamenti. Confesso che sono anche contenta di me stessa. L'Ulisse non sono mai riuscita a leggerlo tutto. E sono anche andata a verificare stile i e contenuti. Per scoprire che evidentemente, se niente mi era oscuro, Ulisse ha colpito. Quindi, miei cari malcapitati, aspettatevi cose che con la Mostra, quella del glamour e del red carpet, apparentemente, non hanno contatti

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Questa è LA borsa della Mostra. Con opportune modifiche diventa zainetto ma quando si entra nelle sale DEVE essere borsa perché dal 2001 gli zaini sono sospetti e bisogna lasciarli al deposito bagagli non perdersi lo scontrino...

 

Agli irriducibili della carta stampata, segnalo che iPad contiene una infinita' di libri e giornali. Scatta foto, gira video, si può scrivere... Spedire mail, chiamare gli amici di messenger a costo zero...c'è anche la soluzione alla mia imperdonabile ignoranza dell'inglese: una App che tu parli e lei traduce e parla. Non mi pagano, è che la vita è diventata più leggera

                                                   

  Antonella Cecora - Sembra bella. Perchè gli zainetti no?

   E' della Marina militare :)

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L'interminabile, noioso tratto Roma - Firenze...

                                                                                       

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Il ponte sul Po. Ogni volta non resisto a fotografare. Certo se pulissero i vetri... Vabbhe. C'è stato un tempo che consideravo questo ponte una specie di ingresso a casa (e in effetti il Grande Fiume è un confine) e quando tornavo indietro mi capitava di versare perfino qualche lacrimuccia. Tempi di sentimenti urlati... Mi è sempre piaciuto però considerare la differenza fra i nomi delle cittadine dall'una e dall'altra parte, Pontelagoscuro in Emilia, Occhiobello in Veneto. Nomi degni di Peppone e Don Camillo

 

 Cristina Frabetti - Vicino a casa mia....

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Il timelapse rende l'idea- Arrivoooooooo

...timelapse leopardato... unico nel suo genere

 

Andrea Ambrogetti - Venezia?

YESSSSSSSS

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Il "mio" posto vicino a Ca' Soranzo. Gondole, cantanti gondolieri, ogni tanto una fisarmonica. Venticello. Ponte Maria Callas. Creato, direi, col restauro della Fenice dopo l'incendio. Ponte di servizio al teatro, direi. Tutti ci salgono e poi tornano indietro.

 

Andrea Ambrogetti - ma quel gondoliere non cantava ?

  Eh no, questo è giovane, ancora non canta.

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Voglio Dino Risi di nuovo con noi. I gondolieri cantano in italiano per turisti che di italiano non capiscono una parola. Ho appena sentito uno cantare : come è triste Venessia... A figa de tu mare... .
Uhauhauha

Maria Arcidiacono -  salutami il Bepi e il Toni... poareto      

                                                                                                                 

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Ho cambiato la mia immagine di profilo. Scattata a Ca' Soranzo

 

Cristina Frabetti - Mi piace

 

Cristina, una volta ti racconterò una storia su quella casa dove ho voluto fare questa foto. È una storia di grandissima amicizia.

 

 

Paolina Carli - che bella in questa foto

Grazie, sei gentile. Ma credo che il merito sia del posto

 

 

 

ps - la pagina è tratta fedelmente dal mio profilo FB Angela Ermes su cui pubblicherò tutto in tempo reale.

Naturalmente la mia immagine del profilo cambierà.

 

 

 

angela ermes :)

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