cia

 

                                                                                                                                                                     

                                                                                                                                                                 

 

ed eccoci qua

 

CIAK IN MOSTRA

Pensavate che fosse finita. E invece no. Ancora un regalo.

Tocca dire che che in realtà a Lido siamo ostaggi di Piera De Tassis perchè anche se il film delle 8.30 non ci interessa, tocca esserci perchè solo a quell'ora si trova il "giornaletto", il daily gratuito di Ciak che ci orienta per le proiezioni, per le conferenze, per gli eventi, per le curiosità...C'è stato un anno felice in cui Ciak lo rendeva disponibile da scaricare on-line ma quest'anno abbiamo avuto solo i primi tre numeri e a distanza di due giorni dalle uscite. Forse La Biennale non ha pagato oppure avrà considerato che il giornaletto incrementa la presenza degli accreditati alla prima proiezione. Non paghiamo ma ogni ingresso viene registrato e diventa dato spendibile.

Ed ecco a voi, quindi, tutti i giornaletti, 10 numeri.

Segnalo il numero 1 che è praticamente introvabile, nel senso che nessuno lo trova perchè il primo giorno è un po' un trambusto.

Segnalo le irresistibili streep di Stefano Di Segni.

Buona lettura e stavolta arrivederci davvero. Almeno dalla Mostra del Cinema di cui questo è uno strascico.

Perchè a Roma si annuncia una serata......

 

 


 

LEONE D'ORO  GIULLERMO DEL TORO (Che fa pure rima)

"Dedico questo Leone d'Oro ai giovani registi latinoamericani e messicani, voglio dire loro che l'importante è avere fede in qualsiasi cosa, io ad esempio l'ho nella senape. Credo nella vita, nell'amore e nel cinema". Così Guillermo Del Toro, alla consegna del premio dal presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta.

 

Catello ogni tanto mi dice "vedo che stai sul pezzo" e stavolta sto felicemente sul pezzo perchè questo fantasy straordinario era il mio preferito. E non solo mio. Anche di Vally e Franco. Tanto bello e tanto "non da festival" che ero sicura non potesse mai vincere perchè a Venezia il film se non sono pallosi non vincono. E invece eccoci qua a smentire anche un'analisi seria: Venezia promuove quelle cinematografie e quei film che non avrebbero successo.

E' la prima volta in 18 anni che concordo con la decisione della giuria ed è la prima volta che vince un fantasy che è anche una bella storia d'amore. Gli altri premi.

EVVIVA. 

E detto questo, adesso mi rivedo Il mostro della laguna nera. E domani forse anche Splash una sirenetta a New York. E forse anche La sirenetta di Disney.

ARRIVEDERCI a Vally, Franco, Gianni, Pepi, Aldo, Anna, Gianni, Patrizia, Mariella, Roberta, Marco, Guido, Antonella, Giuseppe, Carla, Gianni, Giuseppe, Marina, Fiorenza, Luciana, Catello, Rossella, Lidia, Tonino, Claudio, Giovanna.... dimentico qualcuno?

 

 

 

 

Un regalo al giorno

 

Favola di Venezia Bellissimo lungo racconto con i più bei disegni di Venezia che ho mai visto. Felice avventura

 

 

 

 


 

8 settembre

 

IL COLORE NASCOSTO DELLE COSE

di Silvio Soldini

con Valeria Golino, Adriano Giannini

Italia, Francia, Svizzera - 2017 - 115'

Teo è un pubblicitario "tipico": sempre tante donne, nessuna voglia di una relazione stabile, la moto, pessimi rapporti con la famiglia. Un giorno conosce Emma che ha perso la vista quando non aveva ancora 20 anni. La storia comincia per una scommessa col collega di lavoro, scommessa di stampo squisitamente maschilista: se timbri anche questa ti invito a cena da... E invece piano piano Teo finisce per innamorarsi con relativi intoppi sempre più gravi. Lieto fine e perchè no anche se un finale romantico e in generale tutto il tono del film ha fatto dire a Lavinia che forse questo non è un film da festival. Non so. Forse ha ragione ma personalmente sono contenta di chiudere con un bel film questi dieci giorni che sono sempre bellissimi ma anche piuttosto faticosi. Cosa non si fa quando si ama il cinema! Arrivederci all'anno prossimo. 

 

 

BRUTTI E  CATTIVI

di Cosimo Gomez

con Claudio Santamaria

Italia, Belgio, Francia - 2017 - 87'

Periferia di Roma. Il papero non ha le gambe, ha un badante tossico, un amico nano e una bellissima moglie che non ha le braccia, conosce il cinese e lavora per la polizia. Un giorno intercetta una telefonata in cui scopre che il boss della mafia cinese a Roma sta per trasferire 4 milioni di euro. I quattro fanno il colpo e trasferiscono il denaro in una cassetta di sicurezza nella banca svizzera in cui è direttore il fratello del papero detto il pollo. Ma ...

Un nuovo film di malavita che forse non è divertente come quello ambientato a Napoli ma quasi. E inoltre è denso. Ci sono i freaks e non a caso il papero e il pollo nascono in una famiglia di circensi. Siamo alle prese con nuovi soliti ignoti (ciao Mario Monicelli). E c'è un grande lavoro di computer grafica che non è usuale nel cinema italiano ma evidentemente non è che non la sappiamo fare, è che non si producono film in cui si renda necessario e questo mi sembra un buon inizio. Buon inizio anche per il genere pulp che a qualcuno darà fastidio ma ricordiamo che Tarantino è sempre stato ironico e certa ironia viene proprio dalla nostra commedia all'italiana. Senza contare il titolo che mi sembra un doveroso saluto a Ettore Scola. Spacca il cuore per quanto è bella la Vela di Calatrava e per la tristezza che la città del nuoto non sia mai stata terminata ma chissà... anche così nella sua solitudine la Vela ha un fascino oscuro... Bravissimo Claudio Santamaria (impressionante la somiglianza con Adalberto Maria Merli). BELLO. sì, Santamaria ma volevo dire BELLO il film.

 

GLI ANGELI VESTONO DI BIANCO

di Vivian Qu

con Wen Qi, Zhou Meijun, Shi Ke, Geng Le, Liu Weiwei,

Cina, Francia - 2017 - 107'

C'è un quadrilatero formato da due amiche sedicenni che lavorano in un albergo e due bambine di 12 anni compagne di scuola. Queste due vengono portate una sera nell'albergo dal direttore dell'ufficio del padre di una delle due e abusate. Una delle sedicenni, soggetto fragile, mai conosciuta nemmeno la data del suo compleanno, dalle telecamere di sorveglianza vede l'uomo ubriaco entrare in camera delle ragazzine. Quando una delle due racconta alla madre scattano i controlli medici e le indagini di una avvocato che da sempre segue questi casi perché "ce ne sono troppi". Bello e duro. Con una considerazione cattivella: certa cinematografia, orientale, nord-africana eccetera risparmia sulla colonna sonora. Gli intellettualoni adesso diranno che la forza del cinema  e nell'immagine. Giusto. Ma ricordo che ai tempi del muto il pianista suonava in sala e si sono composte musiche ad hoc.

 

Un regalo al giorno

Zio Paperone e il Leone d'oro
Una vecchia storia dei Paperi che più in tema di così non poteva essere.

 

 


 

7 settembre

 

LOVING PABLO

di Fernando León de Aranoa.

con Javier Bardem, Penelope Cruz

Spagna, Bulgaria - 2017 - 123'

La storia della nascita del cartello di Medellín di Pablo Escobar, delle sue vicende, della scalata al parlamento, le stragi, le bombe, altre stragi fino alla sua morte.

Bar dem in coppia artistica come nella vita con Penelope Cruz (ma dove si sono incontrati? Sul set di Viki, Cristina, Barcellona?) per questa parte è ingrassato di 20 chili.

Chissà se prima o dopo Mother?

BELLO.

 

 

 

AMMORE E MALAVITA

di Manetti bros.

con Giampaolo Morelli, Serena Rossi, Claudia Gerini, Carlo Buccirosso, Raiz, Franco Ricciardi.

Italia - 2017 - 134'
Un boss della camorra viene solo ferito sulle chiappe e la famiglia rivale lo crede morto. Da qui l'idea: uccidere un tranquillo venditore di scarpe che è il suo sosia e scappare a godersi i soldi. Da cui l'inizio del film col morto "falso" che canta ma chi cazz'e stu don Vincenzo su un arrangiamento new melodic perché quelli intorno non sono i suoi parenti. ESILARANTE gia in apertura e per il resto canzoni su temi da colonne sonore, da canzoni tradizionali napoletane, rap. Claudia Gerini brava come non mai (durante una coreografia fa anche la spaccata). Mettiamola così: è uno di quei film italiani belli e buoni di cui ne appare uno ogni due o tre anni.

 

SWEET COUNTRY
di Warwick Thornton

con  Sam Neill, Bryan Brown, Thomas M. Wright, Matt Day,

Australia - 2017 - 112'
Un western australiano dove i bianchi sono forse più cattivi degli yenkies e i neri sono sostituiti dagli aborigeni. La storia è di un "nero" che uccide un bianco. Questo fetente gli aveva già insidiato la nipote, violentato la moglie e gli spara dentro casa perché insegue un ragazzino "nero" che gli aveva rubato un anguria. Fuga nel deserto, inseguimento, processo a rischio di impiccagione. Lento che la metà basta a riprova che non è il contenuto a garantire ritmo. Curiosità: i protagonisti sono quasi sempre in controluce, scuri, non gli si vede il viso mentre il contesto è chiaro e nitido, come fosse l'Australia la vera protagonista.

 

 

Un regalo al giorno

 

Moebius - VenezIA CELESTE

 

 

 

 

 


 

6 settembre

 

GATTA CENERENTOLA
diAlessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Dario Sansone.

Italia, 2017 - 86'
Napoli. Lo scienziato Basile (BASILE come l'autore della fiaba) ha costruito una nave che è il polo della Scienza e della Memoria dove sono registrati fatti e proiettati in forma di ologramma. Così può succedere  in un corridoio veder passare una balena o assistere al matrimonio di Basile con la bella Angelica. Ma Angelica, che ha già sei figlie di cui 5 femmine e un femminiello, è in combutta con un losco figuro che prima uccide Basile e poi aspetta che Mia, la bambina, diventi maggiorenne per sposarla ed ereditare tutte le concessioni. Non per fare Napoli più bella ma per farne la capitale del malaffare internazionale. Non ha fatto i conti con il poliziotto della scorta di Basile che non ha mai smesso di cercare Mia e di scoprire i loschi affari. Bella grafica, dura e cupa ai limiti del 3D. Bella trasposizione fra attualità e tradizione letteraria.

                                       Sono felice di averlo visto.

 

MOTHER
di Darren Aronofsky
con Jennifer Lawrence, Javier Bardem, Michelle Pfeiffer, Ed Harris
USA - 2017 - 120'

Film GIGANTESCO di cui posso dire poco perché dal semplice arrivo di una coppia invadente nella casa di uno scrittore in crisi creativa e della sua giovane moglie che sta finendo di ristrutturarla dopo un devastante incendio si generano situazioni che vanno a toccare una miriade di generi, dall'horror naturalmente, alle atmosfere Hitchcockiane, al fantasy-mistery....ma fate caso a un dettaglio non indifferente: lei non esce mai di casa. È questo significa, fra l'altro, che il film è girato tutto in interni e spesso con eccellenti piani sequenza in PP su di lei. ripeto: GIGANTESCO. E tanto estremo da dividere, dicono. Io non sono d'accordo. Può non piacere ma non si può non riconoscere che è girato in maniera eccellente.

 

THE THIRD MURDER
di Kore'eda Hirokazu
con  Masaharu Fukuyama, Kôji Yakusho
Giappone - 2017 - 124'

Un operaio con precedenti per micio uccide il direttore di una fabbrica di biscotti e poi da fuoco al cadavere. Il film segue il processo, le indagini di un giovane brillante avvocato che finirà per scoprire la verità. C'è in gioco la pena di morte. E la prima volta che vedo un film giapponese che ha l'impianto di un film processuale che è genere tipico americano. Qui il genere si sovrappone al rigore, alla freddezza del cinema (e della cultura giapponese. Dice bene Vally a sua volta citand Goffredo Parise quella dei giapponesi e una perfezione frigida. L'eleganza frigida In quanti si sono accorti che il delitto deve ancora avvenire? La data è infatti dell'ottobre 2017. Sempre che il sottotilatore non si sia sbagliato

 

Un regalo al giorno

PAPERINO FORNARETTO
Se Paperino sempre povero sempre affamato, è Arlecchino, chi volete che sia la sua colombina? E chi il suo rivale?

 


5 settembre

 

HA BEN DOD (THE CUISIN)

di Tzahi Grad

con Tzahi Grad, Osnat Fishman, Ala Dakka

Israele - 2017 - 93'

Un professionista che vive con la famiglia in un villaggio israeliano per ristrutturare il suo studio assume un giovane palestinese alla faccia dei pregiudizi. Ma nei paraggi una ragazza viene molestata e i sospetti di tutto il  vicinato sospetta del palestinese. Solo il professionista potrà dimostrare la sua innocenza. Il film è importante  tanto più che è stato presentato come il primo film che parla con ironia del conflitto israelo-palestinese (non è vero, ce ne sono altri) ma per tutta la durata è noioso e della annunciata ironia francamente non ho visto traccia. Sarà che gli unici ebrei ironici sono oltre-oceano e di cultura yddish. Divertente il finale.

THREE BILLBOARDS OUTSIDE EBBING MISSOURI
di Martin McDonagh
con Frances McDormand, Woody Harrelson, Peter Dinklage, Sam Rockwell
USA, Gran Bretagna - 2017 - 110'

Una donna affitta tre grandissimi cartelloni pubblicitari lungo una strada dove nessuno passa più appena fuori La cittadina di Ebbing. Il luogo è quello dove è stata stuprata e uccisa e poi bruciata la figlia della donna ma la polizia, in assenza di indizi, sembra avere abbandonato il caso. I cartelli pongono domande al capo della polizia. Intorno c'è tutta la piccola comunità: i tre o quattro poliziotti di cui uno particolarmente violento e naturalmente razzista, tra quelli del bar spicca il nano, poi c'è il titolare dell'agenzia di pubblicità che è omosessuale, la collega nera della donna che lavora in un negozio di giocattoli, il capo della polizia.... Film giocato sul ritmo e sulle battute della protagonista, carattere durissimo, risposte taglienti quanto le azioni. Una curiosità: il film è drammatico me con un copione tessuto di ironia. Chicca: il riferimento a Venezia è il film con Donald Sutherland che la mamma del poliziotto violento sta guardando è A Venezia... Un dicembre rosso shocking. Ce ne sono spesso di questi riferimenti. In Downsizing nel modellino di città c'è il ponte di Rialto, né Los versos del olvido i titoli di coda sono Vivaldi suonato con la fisarmonica argentina

CONDIVIDERE E' BELLO
Riceviamo da Giovanna una recensione che pubblichiamo con vera gioia

 

UNA FAMIGLIA
di Sebastiano Riso
con Micaela Ramazzotti, Patrick Bruel
Italia, Francia - 2017 - 119

Vincenzo e Maria sono sicuramente legati da un rapporto forte ma non è esattamente amore: concepiscono e fanno nascere bambini che poi vengono venduti a coppie senza figli dietro lauto compenso complici la proprietaria di una palestra che procura le coppie e un ginecologo che segue Maria. La cosa va avanti da molto, Maria passa da una gravidanza all'altra ed è debilitata. E vorrebbe che un figlio fosse suo. In definitiva Vincenzo è una bestia e Maria è la sua vittima. Durissimo film tutto giocato sulla grande bravura di Micaela Ramazzotti. Una Roma ai bordi della tangenziale sulla Prenestina in cui il degrado pure grande non minimamente paragonabile al degrado della situazione che non escudo affatto sia vera.

 

 

Un regalo al giorno

 

DYLAN DOG - I MISTERI DI VENEZIA

Nella città che muore e dove la morte aleggia non poteva mancare l'indagatore dell'occulto

 

 

 

 

 

 

 

 

UNA FOTO AL GIORNO

 

INCLINAZIONI

 

 

 

 


 

4 settembre

 

VICTORIA E ABDUL

di Stephen Frears

con  Judi Dench, Ali Fazal

USA.Gran Bretagna - 2017 - 149'

 

Ancora vecchietti. Stavolta è la regina Vittoria che negli ultimi anni della sua vita si "invaghisce" di un giovane indiano e ne fa il suo segretario indiano e il suo maestro di conoscenze di quella parte dell'impero dove non andrà mai e da dove nessuno le ha fatto mai arrivare un mango che fosse mangiabile. L'attrice è bravissima e il film è un continuo di humour inglese costruito soprattutto sulla mimica degli attori. Film intelligente per il senso di conciliazione attraverso la conoscenza dei "bianchi" verso l'indiano che è islamico. Importante segnale. Molto importante. 

 

LOS VERSOS DEL OLVIDO

di Alireza Khatami

con Julio Jung, Amparo Noguera

Francia, Germania, Paesi Bassi, Cile - 2017 - 92'

Un vecchio che lavora al cimitero si accorge che nell'obitorio i militari hanno dimenticato il cadavere di una ragazza perché evidentemente hanno sgomberato in fretta per cancellare le prove di questi ennesimi desaparesidos. Il vecchio però non si dà pace perché vuole un funerale per la ragazza di cui non conosce nemmeno il nome. Un silenzioso, soporifero film in 4/3. Curioso, in 5 giorni già tre film con questo formato vintage. Curiosa anche la mescolanza di un regista iraniano con tutti i suoi iraniani  silenzi che mette le mani su una storia latino americana e inevitabilmente e per fortuna  si lascia contaminare, anche se molto molto poco, dal mondo visionario di Marques: l'inquadratura più bella è infatti quella della balena che vola. Da rivedere.

 

 

ELLA & JOHN - The Leisure Seeker

di Paolo Virzì

con Heen Mirren, Donald Sutherland

talia, Francia - 2017 - 112'

Questi due si amano da una vita, hanno figli e anche nipoti grandicelli. Lui professore di letteratura ha l'alzeimer, lei è terminale di cancro. Alla faccia di tutto decidono di partire col loro vecchio camper per un'ultima vacanza. Attori di profilo altissimo e grandi location (l'ultima è la strada sull'acqua verso Key West perché lui vuole vedere la casa di Hemingway. Si può immaginare le sit-com infinite che i due riescono a generare sulle infinite presenze-assenze di lui. Bravo Paolo Virzì ma non è un film italiano. Non tanto perché gli attori non lo sono. E forse nemmeno per le location, per questi grandi spazi che hanno generato il road-movie e che in Italia non ci sono. No. Come nel caso di Muccino, anche qui c'è evidentemente una macchina del cinema americano che li fa cose che in Italia non facciamo: costumi, fotografia, scenografie... Spero davvero che per Virzi sia una crescita. Muccino tornato dopo due film eccellenti ha rifatto le cosucce di prima.

 

LA VILLA

di Robert Guédiguian

con Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Gérard Meylan, Anaïs Demoustier, Robinson Stevenin

Francia - 2017 - 107'

In un piccolo paradiso sulla costa di fronte Marsiglia, paesino, porticciolo, case costruite con amore e con l'aiuto di tutti e dove tutto sta cambiando perché i figli hanno preso altre strade e gli affitti estivi rendono molto, nella villa col balcone tondo abita un vecchio che ha avuto un ictus e i tre figli si ritrovano. Uno non è mai andato via, un altro ha fatto il professore a Parigi e torna con la fidanzata giovane, l 'altra è un'attrice famosa e non vede il padre da vent'anni, da quando la sua bambina è morta annegata forse per disattenzione del nonno. E poi ci sono gli anziani vicini di casa col figlio medico a Londra, il pescatore colto che ama da sempre l'attrice. E c'è il viadotto della ferrovia dove passano piccoli treni. E sono sbarcati dei migranti. Un presepe. Molti temi ma tutti bene mescolati, come un buon piatto. Del resto il padre ha sempre avuto una trattoria al porticciolo che adesso gestisce il figlio rimasto in paese, dove si mangia con pochi soldi. Un piccolo mondo antico, possiamo dire noi italiani perché, del resto, c'è una Ombretta scontrosa che muore annegata. Al solito i francesi riescono a confezionare delizie con poco anche se in questo caso gli ingredienti in effetti sono molti.

 

 

 

 

UNA FOTO AL GIORNO

 

 

AMICHE

Dipende da come stai ma se il dio delle visioni ti fa una grazia ti puoi accorgere che le bricole che segnano il percorsi della navigazione sono amiche che si abbracciano. E qualcuno di questi gruppetti di amiche alza anche un segnale.
Eccoci, siamo qua.

 

 

 

 

Un regalo al giorno

 

ZIO PAPERONE E LA  LOCANDIERA

Brigitta nel fumetti dei paperi ha sempre avuto un solo scopo: sposare zio Paperone. Forse perchè è il più ricco dei paperi ma Brigitta è anche sinceramente innamorata. E soffre. Poteva resistere la Disney Italia a immaginare la locandiera di Goldoni nella grande famiglia dei Paperi?

 

 


 

3 settembre

 

LA VITA IN COMUNE

di Edoardo  Winspeare - con Gustavo Caputo, Antonio Carluccio,

Italia - 2017 - 110'

Puglia (con sottotitoli in italiano). Gli attempati fratelli Angiolino e Pati in bicicletta (in bicicletta!?) e con due maschere di carnevale tentano di rapinare un distributore in mezzo al nulla ma le pistole sono finte, il cane assale Pati, lui lo uccide e ci rimane talmente male da non riuscire a scappare. Arrestato e condannato per omicidio di cane, in carcere si ritrova col malinconico sindaco della sua città, Disperata, che fa volontariato e questo lo spinge a diventare "poeta" e Pati finisce per convertire il figlio, ragazzone timido, il fratello e anche per farsi accettare nuovamente dalla moglie. Un bel registro comico giocato sul surreale dei personaggi che all'inizio sembrano I soliti ignoti generazione 2.1 ma con un fondo di malinconia (basta sentire la colonna sonora). 

 

 

SUBURBICON

di George Clooney - con Matt Demon, Julianne Moore

USA - 2017 - 104'

Anni 60. nel piccolo paradiso di SUBURBICON dove tutti vogliono andare a vivere e la cui pubblicità ricorda Costa Verde di Poltergeist, accadono due cose ma accadute prima: una famiglia viene aggredita in casa e la giovane signora che era già rimasta paralizzata in un incidente d'auto, muore per aver respirato troppo cloroformio e nella villetta di fronte arriva una giovane famiglia nera.

Bellissimi i titoli di testa con un libro che di sfoglia come nelle favole Disney.

Impossibile non pensare a Orson Welles quando disse delle tre cose più importanti per un buon film: la sceneggiatura, la sceneggiatura, la sceneggiatura. Questa è dei fratelli Coen. E George Cloney ne ha fatto un ottimo film di cui non rivelo nulla perché, appunto, dai Coen non si sa mai cosa aspettarsi.

 

FOXTROT

di  Samuel Maoz - con Lior Ashkenazi, Sarah Adler, Dekel Adin

Israele, Germania, Francia -  2017 - 113'

Quando un film non è solo contenuto, la storia, che in questo caso è molto bella, ma il film è anche forma perché c'è un uso della macchina da presa, inquadrature che sono quasi tutte un piccolo capolavoro d'arte visiva.

Il contenuto: ad una coppia di Tel Avuv viene annunciata la morta del figlio soldato. Ma dopo cinque ore si scopre che si trattava di un caso di omonimia. Il padre allora chiama un amico generale per farlo rientrare subito a casa. E l'azione si sposta dove è in servizio il figlio, un chek-point senza nessuna importanza il cui nome in codice e foxtrot. L'ambiente è ai limiti del surreale, un container arrugginito e sporco dove ci sono gli alloggi, una strada in mezzo al fango in un posto dove piove tanto che è tutto una fanghiglia. Una sbarra che si allea al passaggio di un cammello, un incidente....atmosfera da deserto dei tartari. Le inquadrature? C'è una panoramica a spirale dall'alto sul padre che ha avuto l'annuncio. Campi e controcampi di dialoghi fatti di sguardi fra il padre e il cane. Un piano sequenza in primo piano sempre sul padre a cui vengono date le istruzioni in caso di attacchi di panico, carrellate su oggetti del container che ricordano quelle di Tarkosky... BELLO BELLO BELLO.

 

 

Un regalo al giorno...

 

IL RITROVAMENTO DI PARIDE

Una prima chicca da quella meravigliosa rivista anni '80 che fu Corto Maltese e che ha dedicato un numero monografico a Venezia dove si svolge una intricata vicenda intorno a un quadro. Protagonisti tre vecchi studenti dell'Accademia.  Buona lettura.

 


2 settembre

 

OUR SOUL AT NIGHT

di Ritesh Batra

con Robert Redford e Jane Fonda

USA - 2017 - 101'

Lavinia dice che essendo vecchietta non vuole vedere vecchietti al cinema perchè le mettono tristezza. Ognuno ha il suo sentore e le sue ragioni, ma il film è bello e tenero. In una imprecisata quanto reale provincia americana, lei, vedova da molti anni, fa al suo vicino di casa, anche lui vedovo da molti anni, una "proposta indecente" (Ah la legge del contrappasso, stavolta è una donna a fare a Redford...) : le notti sono lunghe, non riesco a prendere sonno, verresti a dormire con me, non per il sesso, solo per addormentarci chiacchierando. E così si struttura un nuovo amore (sesso compreso) e una nuova vita dove irrompono inevitabili le vite che ci sono già: un figlio abbandonato dalla moglie che affida il nipotino alla nonna, una figlia che si riconcilia col padre, un incidente domestico... L'amore al tempo dei vecchietti, potrebbe dire Lavinia. Io dico che ho provato una grande tenerezza. ai ventenni mi sembra, all'uscita della sala, che abbia messo tristezza. Del resto anche quando vidi in televisione Sul lago dorato, con Henry Fonda e Katerine Herpbourn, avevo 15 anni e mi venne malinconia. E questo anche per ricordare che il cinema americano per il suoi grandi attori continua a scrivere film.

 

 

LIEVITO MADRE - LE RAGAZZE DEL SECOLO SCORSO

di Concita De Gregorio

Italia - 2017 - 60'

Interviste per ricostruire lo spirito delle donne rispetto ai temi chiave della famiglia, del sesso, del matrimonio, della bellezza. Immediato fastidio: le intervistate sono tutte "amichette" dei migliori salotti romani radical chic. E forse bisognerebbe levare l'aggettivo romani perchè ho la sensazione che solo a Roma esistano i salotti radical chic. Quelli delle amichette più anziane di Concita: Adele Cambria (pace all'anima sua), di Natalia Aspesi, di Dacia Maraini e di altre che comunque sono nomi noti anche se io non le ha nemmeno riconosciute. Concita, concita, ma è chiaro che se nascevi di buona famiglia potevi permetterti il lusso di fare la rivoluzione dei valori e del costume già negli anni '60 e di raggiungere comunque posizioni di prestigio. Poi qualcuno, forse la COOP  che ti ha prodotto il film, ti ha suggerito che era opportuno metterci dentro qualche donna "comune" della stessa generazione e tu ce ne hai messe ben due: una mondina piemontese e una contadina sarda. Le ricche belle, eleganti, fresche di parrucchiere, le povere con denti marci. FASTIDIOSO. Che cosa ci hai voluto raccontare? Che bisogna studiare per cambiare il mondo? Potevio francamente farlo meglio.

 

 

HUMAN FLOW

di Ai Weiwei

Germania,USA - 2017 - 140'

Richiedenti asilo, rifugiati, disperati dalla frontiera della Turchia, a quella ungherese con filo spinato, a quella fra Greci e Macedonia, e Calais e il Kernia, e la Giordania fino il muro fra stati Uniti e Messico.  Per dire che chi scappa ha il diritto di farlo, soprattutto in un m0ondo, dico io, che sembra accettare solo gli aspetti piacevoli, vantaggiosi della globalizzazione che alla fine sono vantaggi per "i ricchi". E rivelare che il campi profughi che recenti accordi europei

dicono "rimandiamoli indietro". Ma indietro dove? E come?Tanto è vero che restano intrappolati su una frontiera in campi profughi che sembrano scenari da film di fantascienza distopica nella migliore delle ipotesi. Per ricordare che il più grande campo profughi in definitiva è la striscia di Gaza. Dire bello è improprio perchè c'è troppo dolore perchè si possa fare un riferimento alla bellezza. Giusto e importante questo documentario che scorre perchè il regista ha trovato degli escamotage: molto simil-backstage nel senso che lui e la camera che riprendeva erano a loro volta ripresi da una terza macchina e questo ha movimentato il montaggio. E moltissime didascalie che raccontano, finalmente, dell'evoluzione della storia dei richiedenti asilo negli ultimi dieci anni e dell'evoluzione delle relative politiche.

Meravigliose inquadrature dai droni.  Voglio sposare il regista.

 

LEAN ON PETE

di Andrew Haigh

con Charlie Plummer, Travis Fimmel, Chloë Sevigny, Steve Buscemi

USA - 2017 - 121'

Charlie,16 anni, ha solo il padre, un buon padre anche se cambia spesso fidanzata. Ciotola ma è un bravo ragazzo tanto che trova un lavoro come aiutante di un tizio che fa correre i suoi cavalli. E naturalmente Charlie si innamora del cavallo al punto da rapirlo rubando anche il furgone per non farlo vendere a un messicano. E poi naturalmente finiscono i soldi e la benzina, poi camminano a piedi diretti in una cittadina dov'è vive la zia Margie, poi naturalmente il cavallo muore, poi Charlie ne passa di tutti i colori e poi finalmente raggiunge la zia. Film tristissimo dove tutto ci si aspetta tranne che un lieto fine. Se l'America fosse Lamerica di mio nonno e degli albanesi di Gianni Amelio e non sapessimo delle grandi sacche di povertà e disagio, potremmo dire "l'altra faccia". E' vero però quello che ha detto Pepi: in Italia, vivaddio, non produciamo queste situazioni. 

 

 

 

Un regalo al giorno...

 

SIOR PAPERO BRONTOLON

Ringrazio ancora quell'amico attore che mi fece notare una cosa: molti dei personaggi Disney vengono dalla nostra italiana Commedia dell'arte. Paperino è l'Arlecchino sempre affamato o sempre assediato dai creditori che è la stessa cosa. E zio Paperone è l'avaro Pantalone. La famiglia dei paperi vanta ascendenti illustri.

 


 

1 settembre

 

UNA FOTO AL GIORNO

 

Merletto di muro Un borghese piccolo piccolo direbbe che tocca raschiare il colore che con l'umidità si è scrostato ed è diventato un meraviglioso merletto, tanto più meraviglioso perchè del tutto irregolare, come un quadro dove un artista contemporaneo si è lasciato guidare da un interiore quanto indecifrabile senso del segno.

 

 

 

Un regalo al giorno...

 

Venezia

Una vera chicca da quella meravigliosa rivista che è stata Corto Maltese e che a Venezia dedicò una sorta di numero monografico.

Questo fumetto è di Ruben Pellejero e Jorge Zetner.

Un sottotitolo possibile sarebbe "pensando a Thomas Mann

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THE INSULT

di Ziad Doueiri

con  Adel Karam, Kamel El Basha

Libano, Francia, USA, Belgio, Cipro - 2017 - 110'

Beirut, oggi - Toni è cristianoe fa il meccanico. Yasset è palestinese, profugo integrato e lavora per una ditta che appalta lavori di piccoli risanamento. Yasset rimuove una grondaia fuori norma dal balcone di Toni, dalle parole si passa a parole più grosse, Toni dice =Sharon avrebbe dovuto sterminare" Yasset reagisce e gli rompe due costole. finiscono in tribunale mentre la vicenda finisce per assumere il carattere politico di quel medio oriente dove la convivenza non è più possibile da decenni. Film importante per i contenuti, ben recitato, che sale di tono, dove nelle fasi processuali vengono in mente i grandi film che girano sui processi americani.

Alla fine la solita considerazione: in questa area del mondo è impossibile ricostruire che ha menato per primo e quindi da quale parte sta il torto, chi è la prima vittima.


 

CASA D'ALTRI

di Gianni Amelio

Italia - 2017 - 20'

Chi mi conosce Sa che Gianni Amelio non mi piace nel senso che non mi piace il suo linguaggio pur riconoscendone lo spessore. E chi mi conosce sa anche che mi piace essere velenosa. Così pur di poter parlare "male" di Amelio ho fatto mezz'ora di fila sotto ad un sole appena velato alle 2 del pomeriggio. La sudata è stata premiata: cortometraggio tutto sommato abbastanza modesto anche se "pulito", delicato. Fra l'atro tenerissimo, da spaccare il cuore, il vecchietto che va in giro con una vecchia foto del suo perduto amore. Ma, eh eh, il ragazzino che apre il corto, evidentissimo momento di fiction, che parla al telefono accorato e partecipativo della tragedia lo trovo falso che più falso non si poteva. Bello il messaggio che non tutta la gioventù è distratta ma falso e forzato. Una volta racconterò il momento in cui da una generica indifferenza per Amelio sono passata a una sentita antipatia.

 

 

THE SCHAPE OF WATER

di Guillermo Del Toro

con Sally Hawkins, Michael Shannon, Octavia Spencer, Richard Jenkins,

USA - 2017 - 119'

Come si può definire un film di questo calibro, così ricco, così dettagliato? Un Fantasy politico sentimentale? 

Lei è muta "come un pasce" ma ci sente, come Fernando di Zorro. Lui potrebbe essere il nipote bellissimo del Mostro della laguna nera e in quanto quasi pesce anche lui è muto.

Lui è prigioniero torturato e a rischio di vivisezione in una base segreta di ricerche spaziali dove lei fa le pulizie. C'è un poliziotto tanto cattivo quanto ottuso, ci sono le spie russe. E poi c'è l'amore e il fascino del diverso, la tenerezza dei diversi che si incontrano, l'amore impossibile.

E poi c'è Splash una sirenetta a New York, e La Bella e la Bestia... E c'è una scenografia magnifica fatta di un vintage direi "arricchito" che ricorda quella di Dune, tanto dettagliata, specialmente nella casa di lei da darci l'esatto dimensione e orientamento dello spazio. C'è una fotografia magnifica.

Prima volta di Giullermo del Toro a Venezia in concorso. Bello sarebbe che vincesse. Per una volta sfateremmo il mito che a Venezia se non sono pallosi non vincono.

 

 

FIRST REFORMED

di  Paul Schrader

con Ethan Hawke, Amanda Seyfried

USA - 2017 - 108'

Citerò per la speciale occasione un amico veneziano di cinema, che così ha commentato il film: il regista ci ha voluto dire che i preti, sia che non si sposino, sia che possano sposarsi fanno sempre casino.

Potremmo anche dire come Lady Cocca del Robin Hood: l'amore tutto può. 

Insomma lui, in formato 4/3 e in interno minimalista, reverendo della chiesa di Albany che è più o meno la più antica d'America "frequentata solo da turisti", beve, è in crisi di fede e quando scopre di avere il cancro e contemporaneamente si accorge di amare lei che è incinta di un marito ambientalista radicale morto suicida, decide di farsi saltare in aria insieme a tutta la comunità nel giorno della riconsacrazione della chiesa (250 anni). Ma quando vede arrivare lei cambia idea e decide di morire dopo avere indossato il cilicio in forma di filo spinato bevendo al posto del solito whisky una bella bicchierata di idraulico liquido. Ma niente, lei entra nella stanza, a lui cade il bicchiere è lunga sequenza di bacio. Titoli di coda.

Lento che la metà bastava. Lui bravissimo. E tutto sommato, alla fine, passata la noia, film interessante. Interessante, per esempio, che gli ambientalisti radicali in america siano trattati e si comportino come terroristi.


 

31 agosto

 

L'ORDINE DELLE COSE

di Andrea Segre

con Paolo Pierobon, Giuseppe Battiston

E questo è un film veramente importante e bello.

Corrado è un alto funzionario del Ministero degli  Interni, un superpoliziotto che si occupa di immigrazione e deve fare in modo di limitare gli sbarchi e, date le nuove politiche in materia, fare in m odo che tutti i migranti rimangano in Libia. Ma è la Libia del dopo Gheffafi: c'è lotta di potere tribale e corruzione. tute cose che sono sui giornali dopo MARENOSTRUM. Corrado è un uomo di Stato ma è anche un uomo. E il suo essere uomo di stato sarà messo alla proiva dal contatto con una giovane somala che vuole raggiungere il marito in Finlandia ma è in un centro di accoglienza libico che somiglia più ad un carcere duro senza diritti.

Nel film c'è una sbavatura di sceneggiatura. Vediamo chi la trova.

Per il resto Segre ha fatto un poliziesco socio-politico molto molto bello. E io sono una che di solito davanti ai polizieschi, agli intrighi logico-matematici, per quando ben raccontati, cado in catalessi. E invece stavolta no.

 

I'M - INFINITA COME O SPAZIO

di Anne Riita Ciccone

con Barbora Bobulova, Mathilde Bundschuh

2017 - Italia, Germania. Polonia - 112'

Jessica, 17 anni, vive in un paesino lindo e apparentemente molto ben organizzato e in un futuro che però somiglia al presente: modelli di consumo, mode rigorose, ovvie difficoltà per i diversi. Jessica è diversa, non si trucca e non si veste come le compagne di scuola, viene considerata una stramba. Ma ha un grande talento per il disegno. E disegnando un po' esorcizza le sue paure, un po' dà corpo ai suoi mostri. Film interessante ma francamente debole e forse anche scontato, specialmente il disegno evocativo già visto in una serie TN, Il tredicesimo apostolo. Ma non sarebbe questo. E' che il film è un po' noioso. Curioso che tutto questo accada in un ridente e ordinato Trentino. O forse è proprio questo uno dei motivi di interesse: una volta globalizzato tutto, perchè un ridente paesello dovrebbe essere esente da marginalità esistenziali e follie da serial killer?

 

DOWNSIZING

di Alexander Payne

con Matt Demon

USA - 2017 - 135'

Tra fantascienza e commedia, il film di apertura e in concorso è la storia di una grandissima scoperta scientifica che può salvare il mondo: rimpicciolire le persone significa ridurre drasticamente consumi alimentari ed energetici. Ed è la storia di Paul che proprio non gli riesce di darsi un senso. L'idea è originale per le ricadute sociali ma non originale in assoluto. c'era stato Viaggio allucinante, pietra miliare della fantascienza classica, e poi Mi si sono ristretti i ragazzi. Non si grida al capolavoro che del resto in SCI-FI si manifesta ogni sette/otto anni. Ma è molto molto divertente.

 

NICO.1988

di Susanna Nicchiarelli

con  Trine Dyrholm

2017 - Italia,Belgio - 93'

Naturalmente non avevo capito che Nico era la storia della cantante che era stata prima coi Velvet Underground e poi solista, un mito degli anni '80, una dark lady bella e dannata. E che 1988 è la data in cui era morta cadendo in bicicletta mentre tutto il mondo si aspettava morisse di over dose. Tanto ignorante che quel 1988 non avevo capito fosse il titolo ma pensavo fosse una cosa vecchia della Nicchiarelli.Che ignorante... ma a me negli anni '80 quella musica non piaceva. Il film non so se mi è piaciuto ma non mi è dispiaciuto. L'attrice-cantante è bravissima e Nicchiarelli si conferma per essere una che non si è fossilizzata in un genere.

 

 

 

Per la serie "un regalo al giorno"

ZIO PAPERONE DOGE DI VENEZIA

 

La famiglia dei paperi vanta antenati anche in laguna.

 

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UNA FOTO AL GIORNO

 

Viaggiavamo nell'arcobaleno
Poi una mattina, quando ancora c'era la casa in Calle Morandi e per venire a Lido prendevo il vaporetto alle Fondamenta Nuove, mi sono accorta che data l'inclinazione del sole ancora basso, si viaggiava nel piccolo arcobaleno generato del pulviscolo delle eliche.

 

 

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Per la serie "un regalo al giorno" questa volta si tratta di FUMETTI, tutti rigorosamente ambientati a Venezia

Oggi il primo:

 

Hugo Pratt - Corto Maltese

L'ANGELO DELLA FINESTRA D'ORIENTE

 

Non potevamo che cominciare così.

Godetevi la storia ma anche la grafica, un bellissimo, essenziali bianco e nero, nero di chine, ovviamente.

 

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UNA FOTO AL GIORNO

Non è il primo anno che ogni giorno questa pagina dalla Mostra del Cinema ospita una foto. E' un modo di ricordare che Venezia non è solo Lido e che fra Venezia e Lido la mattina e viceversa la sera, questa città incredibile (nel senso che non si riesce a credere che sia stato possibile costruirla) è qui a farci vivere volendo e volendo raccontare una piccola avventura dove di anno in anno, di Mostra in Mostra, succedono piccole cose nuove complice sicuramente il mare che si muove sempre e che sempre è diverso. La foto di oggi: il gabbiano Marco

 

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